Cerca

Attualità

Amianto, la minaccia silenziosa non è finita: il Piemonte corre ai ripari

Dalla prevenzione alla sorveglianza sanitaria: il 28 aprile riaccende l’allarme su un rischio ancora presente

Amianto, la minaccia silenziosa non è finita: il Piemonte corre ai ripari

Pericolo Amianto - Foto di repertorio

Il 28 aprile torna al centro dell’attenzione la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, istituita nel 2005 in concomitanza con la giornata dedicata alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un appuntamento che richiama l’urgenza della prevenzione, della tutela della salute e della gestione di un’emergenza che, nonostante i divieti, resta ancora attuale.

L’amianto, noto anche come asbesto, continua infatti a rappresentare un pericolo concreto. Le sue fibre, se inalate, possono provocare patologie anche molti anni dopo l’esposizione, rendendo il rischio subdolo e difficile da intercettare. Non solo ambienti di lavoro: il pericolo riguarda anche contesti di vita quotidiana e ambienti naturali.

In Italia il suo utilizzo è vietato dal 1992, ma la presenza diffusa di materiali contenenti amianto e le conseguenze delle esposizioni pregresse mantengono alta l’attenzione. In questo scenario, prevenzione, bonifica e sorveglianza sanitaria diventano strumenti centrali.

In Piemonte, la risposta passa attraverso un programma specifico rivolto agli ex esposti. La Regione ha attivato un protocollo di sorveglianza sanitaria e assistenza dedicato a chi in passato è stato esposto all’amianto per motivi professionali. L’obiettivo è garantire una presa in carico strutturata e fornire informazioni corrette sui rischi.

Il programma prevede una valutazione qualitativa e semi-quantitativa dell’esposizione, la stima dell’intensità del contatto con il materiale, l’analisi dell’esposizione al fumo e, quando necessario, l’inserimento nei percorsi di sorveglianza sanitaria. È inoltre prevista la possibilità di individuare patologie correlate non ancora diagnosticate.

L’iniziativa è aperta a tutti i lavoratori con una pregressa esposizione professionale residenti in Piemonte, ma anche a chi ha lavorato in aziende piemontesi a rischio amianto pur vivendo oggi in altre regioni. Sono già 620 le persone che hanno manifestato interesse aderendo alla preadesione online, risultate idonee dopo la valutazione del Centro di riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Accanto alla presa in carico dei pazienti, la Regione ha investito anche nella formazione del personale sanitario. Sono stati organizzati due corsi dedicati agli operatori coinvolti nei percorsi di sorveglianza, con focus su valutazione dell’esposizione e diagnosi delle patologie asbesto-correlate.

Gli incontri si sono svolti a Casale Monferrato, sito di interesse nazionale e sede del Centro Sanitario Amianto, e a Savigliano, presso l’ASL CN1, prima realtà impegnata nella sperimentazione del programma.

Il 28 aprile non è solo una giornata simbolica, ma un richiamo concreto alla memoria e alla responsabilità. In territori come il Piemonte, segnati profondamente dagli effetti dell’amianto, rafforzare le politiche sanitarie e ambientali significa continuare a proteggere la salute dei cittadini e prevenire nuovi rischi.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori