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21 Aprile 2026 - 13:15
Giornata vittime amianto, polemica in Piemonte. Deambrogio: “Tema trascurato dalle istituzioni”
In vista della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, che si celebra il 28 aprile, torna al centro del dibattito il tema delle bonifiche e della tutela sanitaria, con una presa di posizione netta da parte del Partito della Rifondazione Comunista in Piemonte. A intervenire è il segretario regionale Alberto Deambrogio, che denuncia un quadro segnato da ritardi, risorse insufficienti e un’attenzione politica ritenuta inadeguata rispetto alla portata del problema.
Secondo Deambrogio, la ricorrenza non può limitarsi a un momento simbolico, ma deve trasformarsi in occasione di mobilitazione concreta, soprattutto in un territorio come il Piemonte che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane legate all’esposizione all’amianto. Nel mirino finiscono sia il Governo nazionale sia la gestione regionale, accusati di non aver dato risposte strutturali a una questione ancora aperta.
Sul fronte nazionale, le critiche riguardano in particolare la carenza di fondi destinati alle bonifiche dei siti contaminati e alla ricerca medica. Il riferimento è anche alle nuove normative europee entrate in vigore nel 2026, che prevedono limiti più stringenti sull’esposizione professionale: misure che, secondo Rifondazione Comunista, non sarebbero state accompagnate da adeguati stanziamenti per sostenere gli enti locali negli interventi necessari. Viene inoltre giudicata insufficiente l’efficacia delle misure finora adottate, ritenute incapaci di rispondere in modo concreto alle esigenze dei territori.
Le osservazioni si spostano poi sul livello regionale. In Piemonte, sostiene Deambrogio, le risorse messe a disposizione attraverso i bandi per la rimozione dell’amianto non sarebbero proporzionate all’estensione del problema, con numerose coperture ancora presenti su edifici pubblici e privati. Tra le criticità evidenziate emergono anche le difficoltà nella sorveglianza sanitaria degli ex esposti e il parziale definanziamento degli strumenti normativi regionali dedicati al contrasto dell’amianto.
La presa di posizione insiste su un punto preciso: la necessità di passare da interventi frammentati a una strategia strutturale, capace di coniugare prevenzione, bonifiche e assistenza sanitaria. Il richiamo è anche al ruolo che il Piemonte ha avuto in passato, in particolare nei territori più colpiti come Casale Monferrato, simbolo di una battaglia ancora aperta.
Nel documento emerge infine la volontà di mantenere alta l’attenzione su quella che viene definita una “strage silenziosa”, chiedendo risposte non solo sul piano sanitario e ambientale, ma anche su quello giudiziario. Un tema che continua a intrecciare memoria, diritti e responsabilità, a distanza di anni dalle principali emergenze legate all’amianto.

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