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25 Aprile a Chivasso, il corteo passa per la prima volta davanti alla Carta: “Un segnale anche federalista”

Giglio Vigna (Lega): «Per la prima volta valorizzato il simbolo federalista della Resistenza»

25 Aprile a Chivasso, il corteo passa per la prima volta davanti alla Carta: “Un segnale anche federalista”

Le celebrazioni del 25 Aprile a Chivasso si arricchiscono di un elemento nuovo e carico di significato storico e politico. Per la prima volta, infatti, il corteo commemorativo della Liberazione ha attraversato un luogo simbolico della tradizione federalista italiana: la targa dedicata alla Carta di Chivasso, documento redatto durante la Resistenza e considerato un punto di riferimento per il pensiero autonomista.

A sottolineare la portata dell’iniziativa è Alessandro Giglio Vigna, deputato piemontese della Lega, che rivendica il valore della scelta come un passaggio non solo commemorativo, ma anche culturale e identitario.

«Oggi, per la prima volta, il corteo delle celebrazioni del 25 Aprile a Chivasso è passato davanti alla targa della Carta di Chivasso – ha dichiarato – il documento storico dei partigiani federalisti che rappresenta un pilastro del pensiero autonomista e federalista del nostro Paese».

Secondo il parlamentare, il risultato è frutto di un lavoro politico locale preciso e condiviso. In particolare, Giglio Vigna attribuisce il merito alla sezione cittadina della Lega, guidata dal segretario Alessandro Busso, e al consigliere comunale civico Bruno Prestia. Quest’ultimo ha portato avanti concretamente la proposta attraverso una mozione che è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, segno – sottolineano i promotori – di una convergenza trasversale sul valore storico dell’iniziativa.

Al centro della riflessione c’è proprio la Carta di Chivasso, documento redatto nel dicembre 1943 da esponenti della Resistenza legati al filone autonomista e federalista, in particolare nelle aree alpine. Il testo rappresenta una delle prime elaborazioni politiche in Italia che, nel pieno del conflitto, immaginavano un futuro basato su autonomie territoriali, decentramento e riconoscimento delle identità locali.

«La Carta di Chivasso parla di libertà, di autonomie – ricorda Giglio Vigna – valori che la Lega ha sempre difeso e che oggi, in questo contesto europeo e nazionale che rischia di omologare tutto, tornano più attuali che mai».

Il richiamo è chiaro: inserire questo passaggio nel percorso ufficiale del 25 Aprile significa ampliare la narrazione della Resistenza, affiancando alla dimensione unitaria anche quella pluralista e federalista. La scelta di includere la targa nel percorso del corteo assume quindi un significato simbolico più ampio. Secondo il deputato leghista, si tratta di un modo per ricordare come la Resistenza non sia stata un fenomeno monolitico, ma un movimento composito, attraversato da diverse culture politiche.

«Celebrare il 25 Aprile passando davanti a questa targa – afferma – ha significato ricordare che la Resistenza non fu soltanto una pagina unitaria, ma anche una stagione di idee federaliste e libertarie che noi della Lega sentiamo profondamente nostre».

Giglio Vigna ha inoltre voluto ringraziare l’amministrazione comunale di Chivasso, sottolineando il ruolo del sindaco e dei consiglieri nel sostenere l’iniziativa.

«Un ringraziamento va anche al sindaco di Chivasso e a tutti i consiglieri per aver appoggiato questa iniziativa – ha dichiarato – valorizzando un monumento che non è solo memoria storica, ma un simbolo vivo che appartiene al patrimonio valoriale della Lega e della nostra Repubblica».

Il passaggio davanti alla targa, dunque, non è stato solo un gesto formale, ma un atto politico e culturale volto a rilanciare il valore della Carta di Chivasso nel dibattito pubblico. Nel messaggio del parlamentare emerge con forza il tema dell’identità territoriale, collegato alla necessità di preservare e valorizzare le specificità locali in un contesto nazionale ed europeo percepito come sempre più omologante. «È stato un grande segnale di come la memoria possa essere condivisa – conclude – quando si mette al centro il rispetto delle radici e dell’identità dei territori». Il passaggio del corteo davanti alla targa della Carta di Chivasso segna così un precedente significativo, destinato a far discutere e, probabilmente, a essere osservato con attenzione anche da altre realtà locali.

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