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25 Aprile 2026 - 15:09
“Può distruggere i vigneti”: da Rivalba l’allarme sulla malattia che minaccia le colline
Un nemico invisibile, ma capace di mettere in ginocchio interi vigneti. A Rivalba scatta l’allarme per la flavescenza dorata della vite, una malattia che negli ultimi anni è tornata a diffondersi anche sulle colline torinesi e che ora preoccupa seriamente viticoltori e amministrazioni locali.
Negli ultimi giorni, il Comune ha richiamato l’attenzione su una patologia che non è solo un problema agricolo, ma una vera emergenza fitosanitaria. Il motivo è presto detto: si tratta di una malattia altamente contagiosa, difficile da contenere e, soprattutto, senza una cura diretta per le piante infette.
La flavescenza dorata è causata da un microrganismo chiamato fitoplasma e viene trasmessa da un insetto vettore, la cicalina Scaphoideus titanus. Questo piccolo insetto si nutre della linfa della vite e, passando da una pianta all’altra, diffonde l’infezione in modo rapido e spesso silenzioso.
I segnali possono sembrare inizialmente poco evidenti, ma diventano via via più gravi: foglie che ingialliscono o si arrossano, tralci che non maturano, grappoli che appassiscono prima del tempo. In molti casi, la pianta si indebolisce progressivamente fino a non produrre più. Il danno, oltre che agronomico, è anche economico, perché può compromettere intere annate.
Proprio per la sua pericolosità, la flavescenza dorata è soggetta a lotta obbligatoria per legge. Questo significa che i viticoltori sono tenuti a intervenire con misure precise e tempestive. Tra queste, una delle più drastiche ma necessarie è l’eliminazione delle piante infette, per evitare che diventino un focolaio di diffusione.

L'insetto vettore
Non meno importante è il controllo dell’insetto vettore. Le indicazioni prevedono trattamenti mirati e monitoraggi costanti durante la stagione vegetativa. Ma qui entra in gioco un altro tema delicato, sottolineato negli avvisi diffusi sul territorio: la tutela delle api.
Durante la fioritura, infatti, è vietato utilizzare prodotti fitosanitari dannosi per gli insetti impollinatori, proprio per evitare effetti collaterali sull’ecosistema. Un equilibrio complesso, che impone attenzione e rispetto rigoroso delle normative.
A Rivalba, come in molte aree viticole piemontesi, il rischio è concreto. Non tanto per l'uomo – la malattia non può trasmettersi in alcun modo all'essere umano – ma per la viticoltura locale.
Il messaggio è chiaro: la flavescenza dorata non è una minaccia da sottovalutare. Può diffondersi rapidamente e colpire anche vigneti apparentemente sani, soprattutto se non si interviene in modo coordinato.
Per questo il Comune invita alla massima attenzione e alla collaborazione di tutti. Perché, come dimostrano i casi già registrati in diverse aree viticole, la battaglia contro questa malattia si gioca soprattutto sulla prevenzione e sulla rapidità di intervento.

Rivalba
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