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Malagò frena sulla Figc: “Non so se mi candido”

Incontri, pressioni e divisioni: la corsa alla presidenza entra nel vivo ma il favorito prende tempo

GIOVANNI MALAGO '

GIOVANNI MALAGO'

Si accende la corsa per la presidenza della Figc, ma Giovanni Malagò frena e non scioglie le riserve. Il presidente del Coni ha avviato il suo primo giro di consultazioni incontrando la Lega Serie A nella sede di via Rosellini a Milano, seguito da un breve confronto con il presidente della Lega B, Paolo Bedin. Un avvio ufficiale del percorso che porterà alle candidature da depositare entro il 13 maggio e alle elezioni fissate per il 22 giugno.

«Mi sembrava doveroso cominciare i confronti da chi aveva pensato a me per questa candidatura», ha spiegato Malagò in conferenza stampa al termine dell’incontro, durato circa due ore e iniziato poco prima delle 14, durante il quale i vertici della Serie A hanno presentato le proprie proposte.

Un vertice preceduto dall’endorsement di Aurelio De Laurentiis, che non ha nascosto la propria preferenza: «Nessuno è meglio di lui per il calcio italiano. Stimo Abete ma non è la persona adatta».

Nonostante le pressioni, Malagò mantiene una linea prudente e non conferma la candidatura: «Non ho certezza di continuare la candidatura, lo farò solo dopo gli incontri con le altre componenti». Il calendario dei confronti è già definito: domani sarà la volta della Lega Pro, con l’incontro a Roma con il presidente Matteo Marani, mentre entro la fine della settimana sono previsti i vertici con Assocalciatori e Assoallenatori.

Sul fronte opposto si muove anche Giancarlo Abete, che secondo fonti vicine al presidente della Lega Dilettanti sta portando avanti gli stessi incontri ma con maggiore riservatezza.

GIANCARLO ABETE  - PRESIDENTE LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Riunioni considerate decisive dallo stesso Malagò, che non prevede una decisione imminente: «Non credo di sciogliere le riserve entro la settimana. Raccoglierò le idee, sarà importante anche incontrare il presidente Abete, devo fare un programma. Penso che arriveremo quasi a ridosso del 13 maggio». E aggiunge: «Dopo che avrò parlato con le componenti sarà importante parlare con il ministro Abodi, ci mancherebbe. Devo dare priorità al mondo sportivo: se le altre componenti non sono d'accordo ringrazierò la Serie A e mi fermerò».

Un’apertura al confronto anche con la politica, sottolineata dal riferimento a Diego Nepi, attuale amministratore delegato di Sport e Salute: «Quando fui eletto presidente del Coni in tanti pensavamo che per Diego Nepi finisse l'avventura in Coni Servizi, invece penso di averlo messo nelle condizioni di sfruttare al massimo il suo potenziale. Oggi anche il governo l'ha messo in condizione di consacrare il suo percorso».

Il nodo centrale resta però il futuro del calcio italiano. «Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi, sotto il prodotto dell'immagine si deve mettere in condizione di meritare d'essere considerato in modo diverso a livello istituzionale», ha dichiarato, chiarendo anche il suo approccio: «Non sono preoccupato di quello che possa essere il risultato elettorale del 22 giugno. Sto cercando di riflettere, per dare un apporto diverso, propositivo, ottimistico, vincente, è come migliorare la parte sportiva».

Nessuna apertura ai compromessi, anzi: «Se ho una priorità? Non arroccarsi sulle posizioni. Mi hanno dato fiducia, ma bisogna darla veramente. Secondo me la parola 'compromesso' va sostituita con 'convincimento': all'interno del Coni, con le debite eccezioni, hanno saputo coesistere sport con anime molto diverse. Se uno vince e gli altri perdono, onestamente, entri in un contesto in cui devi remare per ottenere un certo tipo di obiettivo e invece ti prosciughi dietro altre situazioni».

Intanto, mentre la partita Figc entra nel vivo, si muove anche il presidente della Federbasket Gianni Petrucci, che incontrerà il ministro Andrea Abodi per discutere, tra gli altri temi, di incentivi per i vivai e infrastrutture legate agli sport professionistici.

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