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Rocco Schiavone riparte da Aosta: dopo l’incidente di Marco Giallini, al via le riprese della settima stagione

Quattro nuove puntate tratte da ELP, con il ritorno del cast storico e set riaperto ad Aosta

Marco Giallini riprende le riprese di Rocco Schiavone

Marco Giallini riprende le riprese di Rocco Schiavone

C’è un dettaglio che i fan di *Rocco Schiavone* conoscono bene: il vicequestore più scorbutico e amato della televisione italiana può vacillare, ma difficilmente si ferma davvero. E così, dopo il finale della sesta stagione andato in onda a marzo 2025 su Rai 2, quando in molti avevano immaginato una possibile chiusura del percorso televisivo, la serie torna invece a muoversi. La settima stagione è ufficialmente rientrata in produzione, riportando il set ad Aosta e rimettendo in moto una macchina narrativa che, in dieci anni, ha saputo costruire un legame solido con il pubblico.

La ripartenza, però, non è stata lineare. Le riprese, inizialmente previste per marzo, hanno subito un arresto a causa di un incidente che ha coinvolto Marco Giallini, volto ormai inscindibile da quello di Rocco Schiavone. L’attore è rimasto vittima di una caduta per strada e ha riportato la frattura della testa del femore. È stato quindi operato all’ospedale Parini di Aosta. Ora Giallini è in fase di recupero e, secondo quanto emerge, sarebbe pronto a tornare presto sul set. Una notizia che rassicura non solo la produzione, ma anche gli spettatori affezionati a una serie che deve molto proprio alla sua interpretazione asciutta, ironica e disillusa, capace di dare corpo a un personaggio diventato negli anni uno dei più riconoscibili della fiction italiana.



La riapertura del set è avvenuta questa settimana nella stessa città che accolse Schiavone dieci anni fa. Aosta, più che semplice sfondo, è diventata nel tempo parte integrante del racconto: una cornice narrativa e visiva che ha accompagnato il trasferimento del vicequestore romano, trasformandosi da luogo estraneo a nuova casa, seppure conquistata attraverso una convivenza tutt’altro che pacifica. È proprio questo uno degli elementi che hanno reso la serie così riconoscibile: la capacità di intrecciare il paesaggio alpino, severo e silenzioso, con il carattere ruvido del protagonista. Un contrasto che continua a funzionare e che, stagione dopo stagione, ha consolidato l’identità del racconto.

La settima stagione, prodotta da Cross Productions, sarà composta da quattro puntate da circa 100 minuti ciascuna. Il nuovo ciclo di episodi è tratto da *ELP*, romanzo di Antonio Manzini pubblicato nel 2023. Al centro della trama ci saranno due omicidi sui quali Schiavone sarà chiamato a indagare. Le indagini lo porteranno a confrontarsi con l’Esercito di Liberazione del Pianeta, organizzazione da cui deriva l’acronimo che dà il titolo al libro. Un impianto narrativo che lascia intuire una stagione densa, con un intreccio capace di mescolare il classico impianto investigativo della serie con temi più ampi e contemporanei.

Sul fronte del cast, sono stati confermati per il momento diversi volti ormai familiari al pubblico. Torneranno Massimo Reale nel ruolo di Alberto Fumagalli, Mirko Frezza in quello di Furio Lattanzi, Francesco Acquaroli nei panni di Sebastiano Cecchetti, Tullio Sorrentino come Brizio e Claudia Vismara nel ruolo di Caterina Rispoli. Si tratta di presenze importanti, perché *Rocco Schiavone* non vive soltanto del suo protagonista, ma anche di un universo umano che negli anni ha dato profondità alla serie. Le relazioni, le tensioni, le amicizie e le ombre che circondano Schiavone sono parte essenziale del suo successo, forse quanto i casi da risolvere.

Restano invece aperti i casting per le comparse, segnale concreto di una produzione che sta completando la propria organizzazione in vista delle nuove riprese. Un aspetto secondario solo in apparenza, perché testimonia come la serie continui a mantenere un forte legame con il territorio che la ospita, coinvolgendo professionalità e presenze locali.

Il ritorno di *Rocco Schiavone* non è soltanto una notizia televisiva. È anche la conferma della tenuta di un personaggio che, pur muovendosi dentro i codici del poliziesco, ha saputo superare i confini del genere. Schiavone piace perché è imperfetto, scomodo, spesso irritante, ma profondamente umano. E in un panorama seriale dove molti protagonisti sembrano costruiti per piacere a tutti, lui continua a distinguersi proprio perché non fa nulla per risultare accomodante. La settima stagione riparte dunque tra attese, prudenza e curiosità. Dopo lo stop forzato e il recupero del suo interprete principale, la serie torna a battere un colpo da Aosta, là dove tutto ha trovato una seconda vita. E per un personaggio come Rocco Schiavone, che ha sempre fatto della resistenza una forma di identità, non poteva esserci ritorno più coerente.

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