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Rifiuti agricoli, svolta in Piemonte: verso un protocollo per aiutare le aziende

Incontro in Coldiretti: meno costi e meno burocrazia per teli e materiali plastici

Rifiuti agricoli, svolta in Piemonte: verso un protocollo per aiutare le aziende

Rifiuti agricoli, svolta in Piemonte: verso un protocollo per aiutare le aziende

L’agricoltura piemontese si trova a fare i conti con un problema concreto, fatto di costi, burocrazia e norme che rischiano di complicare il lavoro quotidiano nelle aziende. È da qui che parte il confronto avviato questa mattina nella sede provinciale di Coldiretti Torino, dove si è discusso di possibili soluzioni per alleggerire il peso di alcune disposizioni nazionali, in particolare quelle legate alla gestione dei rifiuti agricoli.

Al centro dell’incontro – a cui hanno partecipato la vicepresidente di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Alessandra Binzoni, il presidente provinciale di Coldiretti Bruno Mecca Cici, il sindaco di Poirino e vicepresidente Anci Nicholas Padalino e l’assessore all’Agricoltura Alberto Fogliato – c’è una questione molto concreta: la gestione dei teli e dei materiali plastici utilizzati in agricoltura, che il decreto legislativo 116 del 2020 ha classificato come rifiuti speciali.

Una definizione che, nella pratica, si traduce in costi aggiuntivi e procedure più complesse per gli agricoltori, chiamati a smaltire questi materiali attraverso canali specifici e spesso onerosi. Un problema diffuso, che negli ultimi mesi è diventato uno dei temi più sentiti dal comparto.

Da qui l’idea di lavorare a un protocollo d’intesa che metta insieme Regione Piemonte, enti locali e mondo agricolo. L’obiettivo è costruire un sistema organizzato di raccolta che consenta di ridurre gli oneri economici e semplificare le procedure, senza rinunciare agli standard ambientali richiesti dalla normativa.

«L’agricoltura è il cuore pulsante dell’economia piemontese e non può essere lasciata sola», ha sottolineato Binzoni, evidenziando come norme pensate per la tutela ambientale rischino, in alcuni casi, di produrre effetti opposti sul piano economico. Il progetto in fase di studio punta proprio a trovare un equilibrio tra questi due aspetti: sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.

Il punto di partenza è stato proprio il territorio. La segnalazione arrivata dal Comune di Poirino ha acceso i riflettori su una criticità concreta, trasformandosi in un’occasione di confronto più ampio tra istituzioni e rappresentanze agricole. L’idea è quella di superare la gestione frammentata del problema e arrivare a un modello condiviso, capace di funzionare su scala regionale.

Nelle intenzioni dei promotori, il protocollo non dovrà limitarsi a una soluzione tecnica, ma diventare anche un modello replicabile di collaborazione tra pubblico e privato. Un sistema che, da un lato, garantisca il rispetto delle norme ambientali e, dall’altro, non scarichi interamente i costi sulle aziende agricole.

Resta ora da capire tempi e modalità di attuazione. Il percorso è ancora nella fase iniziale, ma il segnale politico è chiaro: intervenire su uno dei nodi più critici per il settore, cercando di alleggerire il carico burocratico e sostenere un comparto che, in Piemonte, continua a rappresentare una parte significativa dell’economia e dell’identità del territorio.

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