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15 Aprile 2026 - 10:15
Daniele Trinchero
Un’assemblea partecipata e densa di prospettive quella che si è svolta sabato 11 aprile al Teatro Cinico Angelini di Crescentino (VC), dove l’Associazione di Promozione Sociale "Senza Fili Senza Confini" ha riunito i propri soci insieme a circa 60 amministratori locali provenienti da altrettanti Comuni piemontesi, tra cui numerosi rappresentanti dell’Eporediese (Settimo Vittone, Nomaglio, Carema, Andrate, Montalto Dora, Lessolo). Un appuntamento centrale per la vita dell’ente, culminato con il rinnovo degli organi sociali per il quinquennio 2026-2031.
A guidare l’associazione sarà il professor Daniele Trinchero, eletto presidente, affiancato dal vicepresidente Sergio Rosso e dal tesoriere, l’ingegner Marco Digiovanni. Completano il nuovo Consiglio Direttivo Alberto Collatin e Marco Ciurcina. Rinnovato anche il Collegio dei Garanti, presieduto da Tiziana Sorriento insieme a Carlo Blengino e Laura Garbati.
Fondata nel 2014 con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione nelle aree rurali, Senza Fili Senza Confini rappresenta oggi una realtà consolidata e riconosciuta, capace di innovare il modello di gestione delle reti di telecomunicazione attraverso una formula associativa sostenibile. Un’esperienza che negli anni è diventata caso di studio a livello nazionale e internazionale, radicandosi in un territorio che spazia dalle colline del Monferrato alla pianura vercellese fino all’area del Mombarone. Qui l’associazione garantisce oggi connessioni a banda larga e ultralarga a oltre 9.000 famiglie, rappresentando di fatto la principale infrastruttura di accesso alla rete.
Nel corso dell’assemblea, il presidente Daniele Trinchero ha illustrato le linee strategiche per il futuro, a partire dal rafforzamento del rapporto con i 95 Comuni in cui l’associazione opera. In questa direzione nasce la "Consulta dei territori", nuovo organo programmatico che vedrà il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. La Consulta, coordinata dal socio Celestino Bottino, si riunirà con cadenza semestrale per individuare esigenze e progettualità da sviluppare sui territori.
Sul fronte infrastrutturale, è previsto un significativo ammodernamento della rete: l’obiettivo è estendere progressivamente connessioni fino a 200 Mb/s a un numero sempre maggiore di utenti, con i primi test che potrebbero raggiungere i 500 Mb/s già a partire dall’autunno.
Accanto al potenziamento della connettività, l’associazione guarda con decisione all’innovazione, in particolare al settore dell’Internet delle Cose (IoT). Grazie a una recente evoluzione normativa che entrerà in vigore da giugno e consentirà concessioni decennali per nuovi servizi, Senza Fili Senza Confini potrà avviare progetti sperimentali ad alto valore aggiunto. Tra le prime applicazioni previste figurano il monitoraggio dei corsi d’acqua minori, la sorveglianza delle frane da scivolamento e sistemi di controllo a distanza per la sicurezza delle persone.
Per rendere possibile questo salto tecnologico, l’associazione si è impegnata a garantire la copertura totale del territorio con tecnologie LoRa e LoRaWAN entro l’estate, aprendo così la strada ai primi progetti operativi già dal mese di luglio.
Nel corso dell’assemblea non è mancato un momento di riconoscimento: il titolo di “socia dell’anno 2026” è stato assegnato a Loretta Ardito, premiata per il suo impegno e, simbolicamente, per il contributo offerto nel tempo dai dipendenti comunali al lavoro dell’associazione.
“L’Associazione compie 12 anni ed entra in una fase di stabilizzazione – ha dichiarato il presidente Daniele Trinchero –. Non puntiamo più ad espanderci oltre i confini attuali, ma a consolidare quanto costruito, offrendo servizi sempre più affidabili e performanti. Le nuove opportunità legate all’IoT ci permetteranno inoltre di sviluppare progetti innovativi a supporto delle amministrazioni e della tutela del territorio”.
Parole condivise anche da Ellade Peller, sindaca di Nomaglio, presente all’incontro, che ha sottolineato il valore del lavoro svolto: “La lungimiranza dell’associazione ha portato la connettività in aree che altrimenti sarebbero rimaste escluse. I progetti sviluppati con il Politecnico di Torino, come IXemWine e IN.VITE, hanno già dimostrato l’importanza di queste tecnologie per l’agricoltura. Oggi si apre una nuova fase, con strumenti fondamentali per il monitoraggio ambientale e la sicurezza delle persone, particolarmente preziosi per i piccoli comuni montani”.
Un passaggio, dunque, non solo organizzativo ma anche strategico, che segna l’ingresso dell’associazione in una nuova fase: meno espansione e più consolidamento, con lo sguardo rivolto a innovazioni capaci di rafforzare il legame tra tecnologia, territorio e comunità.

Sindaci ed autorità intervenuti all'assemblea di Senza Fili Senza Confini
Ci sono territori che sulle mappe risultano coperti. E poi ci sono quelli reali, fatti di colline, vallate, frazioni isolate, dove il segnale si perde e con lui anche opportunità, servizi, futuro. È da qui che parte la storia di Daniele Trinchero, ingegnere e professore del Politecnico di Torino, ma soprattutto uomo che da anni ha deciso di sfidare il digital divide non con proclami, ma con antenne, ponti radio e una visione fuori dagli schemi.
La sua non è solo ricerca accademica. È una missione concreta: portare Internet dove il mercato non arriva. E farlo in modo diverso.
Nel 2014 nasce così Senza Fili Senza Confini, un’associazione che rompe gli schemi tradizionali delle telecomunicazioni. Non una società privata, non un ente pubblico, ma una comunità organizzata. Un modello in cui cittadini, volontari e amministrazioni locali diventano protagonisti, costruendo insieme una rete che non è solo tecnologica, ma anche sociale.
Nel tempo, quella che poteva sembrare un’utopia ha preso forma. Oggi sono oltre 9.000 le famiglie connesse grazie all’associazione, in un territorio che si estende tra Monferrato, Vercellese e l’area del Mombarone. Zone spesso dimenticate dai grandi operatori, dove portare la banda larga non è conveniente. Ma dove vivere, lavorare e restare è ancora una scelta quotidiana.
E proprio lì, dove la connessione mancava, è arrivata una risposta collettiva.
Il lavoro di Daniele Trinchero si muove su un confine sottile tra ricerca e impegno civile. Nei laboratori del Politecnico si studiano le tecnologie wireless più avanzate, si sperimentano reti a lunga distanza, si sviluppano sistemi per l’Internet delle Cose. Ma poi quelle tecnologie escono dai laboratori e si posano sui tetti delle case, sui tralicci, sulle creste delle montagne.
Diventano infrastruttura viva.
Negli anni, Senza Fili Senza Confini non si è limitata a portare Internet. Ha iniziato a costruire qualcosa di più profondo: strumenti per leggere e proteggere il territorio. Sensori nei vigneti per aiutare i viticoltori a capire il clima e migliorare le colture. Sistemi per monitorare frane e corsi d’acqua. Progetti che guardano alla sicurezza delle persone, soprattutto nei piccoli comuni montani, dove la distanza dai servizi può fare la differenza.
È qui che la tecnologia smette di essere invisibile e diventa presidio.
E mentre il mondo corre verso città sempre più connesse, questa esperienza racconta un’altra direzione possibile: quella delle aree marginali che si organizzano, che non aspettano, che trovano soluzioni proprie. Una rete costruita dal basso, dove il segnale non è solo quello del Wi-Fi, ma anche quello di una comunità che resiste e si rinnova.
Oggi l’associazione entra in una nuova fase. Meno espansione, più consolidamento. Una rete più veloce, più stabile, capace di reggere le sfide del presente. E soprattutto nuovi orizzonti legati all’Internet delle Cose, che promettono di trasformare ancora una volta il rapporto tra tecnologia e territorio.
Ma la vera forza resta quella iniziale: un’idea semplice e radicale.
Che la connessione non è un lusso. È un diritto.
E che, se nessuno la porta, qualcuno può decidere di costruirla da sé.
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