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13 Aprile 2026 - 15:48
Spiraglio per il Museo Fico: ipotesi donazione al Comune di Torino (a destra: il sindaco Lo Russo)
Il futuro del Museo Ettore Fico resta appeso a un passaggio formale che, al momento, ancora non c’è. Eppure, qualcosa si muove. Palazzo Civico osserva, dialoga, prova a costruire una soluzione. Ma non può agire. Non ancora.
Il nodo è tutto nella proprietà: il museo è un bene privato, lasciato in eredità a un cittadino. Finché questa condizione non cambierà, il Comune non ha margini per intervenire direttamente, né con fondi né con decisioni operative. Lo ha chiarito l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, rispondendo in Consiglio comunale a un’interpellanza sulla chiusura dello spazio espositivo.
La svolta, almeno potenziale, è arrivata l’8 aprile. In quell’occasione il sindaco ha incontrato il proprietario, invitandolo a chiarire le proprie intenzioni. Durante il confronto sarebbe emersa, in forma ancora informale, la disponibilità a donare il museo alla Città. Un’apertura significativa, ma non sufficiente. «Serve un atto ufficiale», è la posizione ribadita dall’amministrazione. Senza una formalizzazione scritta, non è possibile avviare alcun percorso concreto.
Nel frattempo, il Comune si prepara a ogni eventualità. Il sindaco ha già chiesto un quadro dettagliato dei costi di gestione della struttura. Il motivo è chiaro: in caso di donazione, Palazzo Civico è pronto a farsi carico delle spese, assumendo un ruolo diretto nella gestione. Un impegno importante, che segnala come la partita non sia solo simbolica, ma anche economica e amministrativa.

Il rapporto tra la Città e il museo, in realtà, non nasce oggi. Già dal 2022 sono stati avviati contatti e incontri conoscitivi. Parallelamente, il Comune ha lavorato su un altro fronte: coinvolgere realtà culturali interessate a nuovi spazi. Un tentativo di costruire una rete attorno al museo, immaginando possibili utilizzi futuri, anche in forma condivisa.
Al centro resta il valore del luogo. Il Museo Ettore Fico non è considerato solo uno spazio espositivo, ma un presidio culturale strategico per Barriera di Milano, un quartiere che negli anni ha trovato proprio nella cultura uno degli strumenti di rigenerazione. Per questo l’amministrazione ha cercato interlocuzioni con soggetti privati, invitandoli a valutare un possibile coinvolgimento.
Ma la partita resta aperta. E sospesa. Tutto dipende da quel passaggio formale che ancora manca. Senza una decisione ufficiale della proprietà, il Comune resta in una posizione intermedia: presente, ma non operativo. Se la donazione verrà confermata, si aprirà uno scenario completamente nuovo. In caso contrario, il rischio è che uno dei luoghi simbolo della cultura torinese resti fermo, in attesa di una soluzione che tarda ad arrivare.

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