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Melania Trump rompe il silenzio su Epstein: “Basta bugie, pronta a fare causa” (VIDEO)

Melania Trump rompe il silenzio su Epstein: “Basta bugie, pronta a fare causa”

Una conferenza stampa improvvisa, senza preavviso e senza domande. Melania Trump torna al centro della scena politica e mediatica con uno sfogo diretto dalla Casa Bianca, per respingere con forza ogni collegamento con Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minori e morto in carcere nel 2019.

«Le bugie e le insinuazioni che mi collegano a lui devono finire», ha dichiarato la first lady, definendo le accuse circolate negli ultimi anni come diffamazioni e annunciando possibili azioni legali contro media e siti che hanno rilanciato queste ricostruzioni.

L’intervento, durato pochi minuti e senza possibilità di replica da parte dei giornalisti, ha sorpreso osservatori e cronisti anche per la tempistica: il caso Epstein, pur tornato alla ribalta nei mesi scorsi con la pubblicazione di milioni di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia, non era più al centro del dibattito pubblico, oscurato dalla crisi internazionale legata alla guerra in Iran.

Nel suo discorso, Melania Trump ha ribadito più volte la propria estraneità: «Non sono mai stata coinvolta a nessun titolo. Non vi ho preso parte, non sono mai salita sul suo aereo e non ho mai visitato la sua isola». E ancora: «Non sono mai stata a conoscenza degli abusi di Epstein sulle sue vittime».

La first lady ha inoltre negato qualsiasi legame personale con Epstein e con la sua ex complice Ghislaine Maxwell, sostenendo di aver avuto con il finanziere solo contatti superficiali: «Di tanto in tanto io e Donald venivamo invitati alle stesse feste a cui andava lui».

Uno dei punti più delicati riguarda l’origine della relazione con l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Anche su questo Melania è stata categorica: «Ho conosciuto mio marito a un party a New York nel 1998», escludendo che Epstein abbia avuto un ruolo nell’incontro.

Nel corso della dichiarazione, la first lady ha anche chiesto al Congresso di «concedere un’udienza pubblica alle vittime» del caso Epstein, sottolineando la necessità di dare voce alle donne coinvolte nello scandalo.

La scelta di intervenire proprio ora resta però poco chiara. Secondo un portavoce citato dal New York Times, il presidente Trump era a conoscenza della conferenza ma non dei contenuti. Anche la giornalista Jacqueline Alemany ha riferito che lo stesso presidente non sapeva quale sarebbe stato il tema dell’intervento.

La mossa ha lasciato perplessi anche i media più vicini all’amministrazione. La corrispondente di Fox News Jacqui Heinrich ha spiegato di non essere riuscita a comprendere le motivazioni della decisione, mentre il New York Post ha sottolineato come l’iniziativa arrivi in un momento in cui la Casa Bianca starebbe cercando di lasciarsi alle spalle la vicenda Epstein.

Nonostante le smentite, restano elementi documentati di contatti tra Melania Trump e l’entourage del finanziere. La first lady è stata fotografata insieme a Epstein durante una festa nel 2000 a Mar-a-Lago e, nel 2002, inviò una e-mail a Ghislaine Maxwell per complimentarsi di un articolo a lei dedicato.

Negli ultimi mesi, la gestione degli “Epstein files” ha creato non poche difficoltà all’amministrazione Trump. Dopo la pubblicazione di oltre tre milioni di pagine, immagini e video, sono emerse critiche per la mancata protezione dell’identità di alcune vittime e per successive integrazioni di documenti inizialmente omessi per un «errore di classificazione».

Tra questi anche accuse gravissime, come quella di una donna che sostiene di essere stata stuprata da Donald Trump negli anni Ottanta, quando era minorenne. Accuse che hanno ulteriormente alimentato la pressione politica e mediatica sulla Casa Bianca.

In questo contesto, l’intervento di Melania Trump riaccende inevitabilmente i riflettori su uno scandalo che continua a pesare sulla politica americana. Resta però una domanda senza risposta: perché proprio adesso?



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