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Foie gras, l’Europa divisa: 40 eurodeputati chiedono il divieto mentre Bruxelles incontra le lobby

Benessere animale sotto accusa: pressioni politiche contro una pratica definita “dannosa”, ma la Commissione dialoga con l’industria

La terribile pratica dell’alimentazione forzata per la produzione del “fegato grasso“

La terribile pratica dell’alimentazione forzata per la produzione del “fegato grasso“

Quaranta eurodeputati di quindici Paesi dell’Unione Europea chiedono di mettere fine alla produzione di foie gras, mentre la Commissione europea continua a incontrare i rappresentanti dell’industria per discutere di benessere animale. È lo scontro che emerge dall’analisi condotta da Animal Equality su centinaia di incontri istituzionali.

Il 27 marzo 2026, i parlamentari europei hanno firmato una lettera indirizzata a Olivér Várhelyi, Commissario per la Salute e il Benessere Animale, e a Christophe Hansen, Commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione, chiedendo che l’eliminazione graduale dell’alimentazione forzata sia inserita nella prossima revisione della normativa europea sul benessere animale.

Tra i firmatari figurano esponenti di quattro dei cinque principali Paesi produttori dell’Unione – Francia, Bulgaria, Spagna e Belgio – mentre manca solo l’Ungheria, Paese d’origine dello stesso Várhelyi. Un dato che, secondo l’organizzazione, dimostra come la produzione di foie gras sia sempre meno tollerata anche nei Paesi che ne traggono benefici economici.

Alla base della richiesta c’è la pratica dell’alimentazione forzata, documentata dalle indagini di Animal Equality, che consiste nel far ingerire a anatre e oche grandi quantità di cibo in tempi ridotti. Una procedura che porta gli animali a sviluppare la cosiddetta “steatosi epatica”, con fegati che arrivano a pesare tra i 550 e i 700 grammi, fino a 7-10 volte il peso normale.

Una pratica già condannata a livello internazionale: sia la FAO sia il Comitato scientifico per la salute e il benessere degli animali dell’UE hanno stabilito che l’alimentazione forzata «è dannosa per il benessere degli animali». Nella lettera, i parlamentari sottolineano inoltre come gli attuali standard di commercializzazione del foie gras risalgano al 1991 e al 1995, prima che gli animali fossero riconosciuti come esseri senzienti nei trattati europei.

Nonostante queste posizioni, la Commissione europea ha continuato il confronto con l’industria. Il 13 febbraio 2025 Olivér Várhelyi ha incontrato l’organizzazione Euro Foie Gras con all’ordine del giorno «Benessere e salute degli animali». Un incontro analogo si è svolto il 18 giugno 2025 tra l’ufficio di Christophe Hansen e gli stessi rappresentanti del settore.

A seguito di questi incontri, nell’ottobre 2025 la Commissione ha adottato un atto delegato sui requisiti di commercializzazione del pollame che non ha eliminato i criteri relativi al peso del fegato ottenuto tramite alimentazione forzata.

L’analisi di Animal Equality, basata su 708 incontri pubblici tra dicembre 2024 e marzo 2026 con i Commissari europei e i loro uffici, evidenzia come negli ultimi 15 mesi i responsabili della mancata revisione della normativa sul benessere animale si siano confrontati quasi esclusivamente con rappresentanti del settore zootecnico.

Una situazione che alimenta le critiche delle organizzazioni animaliste. «L'industria del foie gras è crudele nei confronti di milioni di anatre e oche. I politici lo sanno e la richiesta degli eurodeputati è chiara: porre fine a un sistema di produzione ingiusto e anacronistico, che non ha nulla a che vedere con il tanto decantato benessere animale, è un passo necessario», afferma Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia e vicepresidente per l’Europa.

Animal Equality è un’organizzazione internazionale attiva negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Messico, Brasile e India, impegnata nel contrasto alla crudeltà verso gli animali allevati.

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