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La Voce degli Animale
19 Marzo 2026 - 13:22
Animali in gabbia
La riforma europea sul benessere animale resta ferma, mentre i commissari UE avrebbero incontrato quasi esclusivamente rappresentanti dell’industria zootecnica negli ultimi 15 mesi. È quanto emerge da un’analisi dell’organizzazione internazionale Animal Equality, che ha esaminato centinaia di incontri pubblici registrati ufficialmente dalla Commissione europea.
Secondo i dati raccolti, i commissari Olivér Várhelyi, responsabile per la Salute e il Benessere degli Animali, e Christophe Hansen, commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione, hanno discusso di benessere animale quasi solo con esponenti dell’industria, trascurando le organizzazioni che difendono i diritti degli animali.
L’analisi ha preso in esame 708 incontri pubblici avvenuti tra metà dicembre 2024 e marzo 2026, compresi quelli degli uffici dei commissari. I risultati indicano uno squilibrio netto: l’industria alimentare ha discusso il tema almeno 46 volte, mentre le organizzazioni per i diritti degli animali hanno avuto accesso solo 7 volte. Un dato che si inserisce in un contesto già segnato dalle richieste di oltre 1,4 milioni di cittadini europei, che hanno sostenuto l’iniziativa “End the Cage Age”, e dai 190.000 partecipanti all’ultima consultazione pubblica che hanno chiesto il divieto delle gabbie.
Eppure, secondo quanto rilevato, la parola “gabbie” non è mai comparsa nei temi ufficiali trattati durante le riunioni. Nemmeno l’espressione “abbattimento dei pulcini” è stata mai citata tra gli argomenti discussi.
Particolarmente significativo è il caso degli incontri con il settore del foie gras. Entrambi i commissari hanno avuto interlocuzioni con rappresentanti dell’industria, nonostante questa produzione sia legata all’alimentazione forzata, una pratica che la stessa Unione europea riconosce come causa di estrema sofferenza animale. Olivér Várhelyi ha incontrato Euro Foie Gras il 13 febbraio 2025 con l’argomento “Benessere e salute degli animali”, mentre l’ufficio di Christophe Hansen ha fatto lo stesso il 18 giugno 2025. Successivamente, nell’ottobre 2025, la Commissione ha adottato un atto delegato sul foie gras che non elimina i requisiti legati al peso del fegato ottenuto tramite alimentazione forzata.
Nel mirino anche il ruolo della lobby European Livestock Voice (ELV), indicata da un’indagine di Lighthouse Reports come uno degli attori che avrebbero contribuito a bloccare la legislazione sul divieto delle gabbie. Il 30 aprile 2025, il gruppo ha presentato le proprie “5 raccomandazioni per la visione del futuro dell’agricoltura dell’UE” direttamente all’ufficio di Hansen, utilizzando, secondo l’indagine, “canali privilegiati” ai livelli più alti della Commissione.
Per fare luce su questi contenuti, Animal Equality ha presentato una richiesta di accesso agli atti l’11 marzo, chiedendo di conoscere nel dettaglio le raccomandazioni presentate. La Commissione ha ora 15 giorni lavorativi per rispondere.
Durissimo il commento del vicepresidente di Animal Equality Europa, Matteo Cupi: «La Commissione europea aveva una promessa da mantenere. 190.000 cittadini glielo hanno ricordato. La sua risposta è stata quella di incontrare almeno 46 volte l’industria che trae profitto dalle gabbie e solo 7 volte le organizzazioni che difendono gli animali rinchiusi al loro interno. Non si tratta di negligenza. È una scelta politica documentata, una decisione presa dai commissari dell’UE. Non solo: la lobby che ha bloccato la legislazione sul divieto delle gabbie richiesta da 1,4 milioni di cittadini europei con l’ICE ‘End the Cage Age’ è entrata nell’ufficio di Hansen. Abbiamo chiesto formalmente di cosa abbiano discusso, per la trasparenza e la responsabilità che la Commissione deve dimostrare nei confronti dei cittadini. Chiediamo alla Commissione di ascoltare i cittadini, piuttosto che incontrare quasi esclusivamente i rappresentanti dell’industria».
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Il caso si inserisce in un quadro più ampio di ritardi normativi. Nel 2021, proprio in risposta all’iniziativa “End the Cage Age”, la Commissione si era impegnata a presentare entro la fine del 2023 una proposta legislativa per eliminare gradualmente l’uso delle gabbie. Una scadenza che è stata superata senza alcuna proposta concreta.
Anche il programma di lavoro per il 2026 non contiene misure vincolanti sul benessere animale, limitandosi a prevedere azioni “non legislative” inserite in una più ampia strategia. Alla richiesta di chiarimenti durante una conferenza stampa, la Commissione non ha fornito spiegazioni dettagliate. Si tratta del terzo anno consecutivo senza una legislazione vincolante sul tema.
Per denunciare questa situazione, Animal Equality ha organizzato proteste a Bruxelles davanti alle sedi delle istituzioni europee, nell’ambito della campagna “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, accusando la Commissione di inazione nonostante gli impegni e le richieste dei cittadini.
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