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Peste suina, nuovi casi in Liguria ma il Piemonte resta stabile

Totale piemontese fermo a 803 casi

Peste suina

Peste suina, nuovi casi in Liguria ma il Piemonte resta stabile (foto di repertorio)

Prosegue il monitoraggio sulla diffusione della peste suina africana, con nuovi casi segnalati in Liguria ma una situazione che, per ora, resta stabile in Piemonte.

Secondo gli ultimi dati aggiornati alla settimana tra il 30 marzo e il 5 aprile, in Liguria sono state rilevate quattro nuove positività tra i cinghiali, portando il totale regionale a 1.260 casi.

I nuovi episodi si concentrano principalmente nella provincia di Genova, dove sono stati individuati tre casi: uno nel capoluogo e due a Recco. Un ulteriore caso è stato registrato in provincia di Savona, nel comune di Sassello.

Diverso il quadro sul fronte piemontese. Nell’ultima settimana, infatti, non sono state registrate nuove positività tra i cinghiali. Il totale complessivo dei casi nella nostra regione resta quindi fermo a 803.

Un dato che, pur non segnando una riduzione, rappresenta comunque un elemento di stabilità in un contesto che negli ultimi mesi ha richiesto particolare attenzione.

Le informazioni arrivano dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che coordina il sistema di sorveglianza sulla diffusione della malattia.

Resta invariato anche il numero dei comuni coinvolti, che si attesta a 196 territori in cui è stata riscontrata almeno una positività. Allo stesso modo, non si registrano variazioni nel numero dei focolai negli allevamenti, che rimangono complessivamente nove.

La peste suina africana continua a rappresentare una minaccia rilevante, soprattutto per il comparto agricolo e zootecnico, con potenziali ripercussioni economiche significative.

Il monitoraggio della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, resta uno degli strumenti principali per contenere la diffusione del virus e prevenire eventuali ricadute sugli allevamenti.

In Piemonte, la mancata rilevazione di nuovi casi nell’ultima settimana è un segnale positivo, ma non consente di abbassare la guardia. La vicinanza con le aree liguri interessate dai nuovi contagi impone infatti un livello di attenzione costante.

Le attività di controllo proseguono quindi su tutto il territorio, con verifiche sia sulla fauna selvatica sia sugli allevamenti, per evitare nuovi focolai e contenere la diffusione della malattia.

Il quadro complessivo resta sotto osservazione, con aggiornamenti settimanali che permettono di seguire l’evoluzione del fenomeno in modo puntuale.

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