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Un albero per Falcone e Borsellino davanti alla scuola: a San Mauro la legalità mette radici

Nel cortile della scuola Dalla Chiesa un gesto che racconta un percorso lungo anni: dalla cittadinanza a don Ciotti al ritorno di Libera

Un albero per Falcone e Borsellino davanti alla scuola: a San Mauro la legalità mette radici

Un albero per Falcone e Borsellino davanti alla scuola: a San Mauro la legalità mette radici

Non è solo un albero. E non è nemmeno solo una cerimonia o una ricorrenza fine a se stessa. La piantumazione della lagerstroemia nel cortile della scuola Carlo Alberto Dalla Chiesa di San Mauro Torinese, avvenuta il 31 marzo, è un gesto semplice, ma carico di significato. Un gesto che, da solo, racconta molto più di quanto sembri, soprattutto se lo si inserisce nel percorso che la città ha costruito negli ultimi anni sul tema della legalità.

A promuovere l’iniziativa sono stati il Tavolo per la Legalità e l’Istituto Comprensivo 2, ma i veri protagonisti della mattinata sono stati gli studenti. Letture, interventi, momenti musicali: sono stati loro a dare voce alle storie di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di chi ha pagato con la vita la scelta di stare dalla parte dello Stato. Non una celebrazione formale, ma un passaggio di testimone.

Il gesto della piantumazione, del resto, ha una forza particolare. Non è temporaneo, non è reversibile. Una pianta cresce, cambia con il tempo, resta. E resta in un luogo preciso: una scuola. Un luogo quotidiano, attraversato ogni giorno da ragazzi e insegnanti, dove la memoria può diventare esperienza concreta.

Non è casuale la scelta della lagerstroemia. È una pianta resistente, capace di adattarsi e di fiorire a lungo, anche nei mesi più caldi. Una pianta che cresce nel tempo e che, proprio per questo, si presta a diventare simbolo di una memoria che non si esaurisce, ma continua a vivere e a rinnovarsi. Una memoria che non resta ferma, ma che cambia, si trasmette, si affida alle nuove generazioni.

«Oggi piantiamo questa pianta in memoria di Paolo Borsellino. Ogni anno, con la sua fioritura, ci ricorderà il 19 luglio e il suo sacrificio per la giustizia. Un gesto semplice, ma pieno di significato: perché la memoria non resti solo un ricordo, ma continui a vivere, crescere e dare forza al nostro impegno quotidiano contro ogni mafia», ha commentato il vicesindaco Luca Rastelli.

Le classi presenti

Per capire fino in fondo il senso di questa iniziativa, però, bisogna allargare lo sguardo. Perché San Mauro, negli ultimi anni, ha costruito attorno al tema della legalità un percorso preciso, fatto di continuità e non di singoli episodi.

Nel settembre 2025, la città ha conferito la cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera. Un riconoscimento che non nasce dal nulla, ma da un legame concreto con il territorio, dove operano realtà legate a quel mondo e dove il tema dell’inclusione e dell’impegno sociale ha una presenza reale.

Nel tempo, inoltre, San Mauro ha dedicato la sala del Consiglio comunale a Falcone e Borsellino, ha organizzato le commemorazioni per la strage di Capaci e per via D’Amelio, ha partecipato alle iniziative del 21 marzo in ricordo delle vittime delle mafie. Sempre con lo stesso approccio: portare la memoria fuori dalle cerimonie ufficiali e dentro la vita quotidiana della città.

Il Tavolo per la Legalità, attivo da oltre dieci anni, è il punto di raccordo di questo lavoro. Una rete che tiene insieme associazioni, scuole e istituzioni e che ha costruito nel tempo un calendario stabile di iniziative, spesso rivolte proprio ai più giovani. Non un’attività occasionale, ma un lavoro continuo.

Negli ultimi mesi, questo percorso ha conosciuto anche un nuovo sviluppo con la ripresa delle attività del presidio Libera “Lea Garofalo”, tornato a operare sul territorio. Un segnale che rafforza ulteriormente una presenza che a San Mauro non è solo simbolica, ma concreta.

In questo quadro s'inserisce anche la partecipazione alla manifestazione nazionale del 21 marzo a Torino, che ha visto migliaia di persone scendere in piazza. Anche da San Mauro sono arrivate presenze, a conferma di una scelta precisa: considerare il tema della legalità non come qualcosa di distante, ma come una responsabilità quotidiana.

È proprio qui che la lagerstroemia assume un significato più profondo. Non è un evento isolato, ma un tassello di un percorso più ampio. Un segno visibile, destinato a restare, che lega insieme memoria, scuola e comunità.

A sottolinearlo è anche l’assessore alla legalità Matteo Fogli: «La legalità cammina sulle gambe delle ragazze e dei ragazzi di San Mauro». Una frase che, più di altre, riassume il senso dell’iniziativa.

Perché alla fine il punto è questo: la memoria non basta se resta ferma. Ha bisogno di essere coltivata, curata, fatta crescere. Proprio come una pianta. E in quel cortile della scuola Dalla Chiesa, da oggi, quella memoria ha messo radici.

L'amministrazione comunale

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