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Piemonte tra vento estremo e gelo improvviso: allerta per raffiche fino a 140 km/h e gelate notturne

Il foehn sferza la regione, poi brusco crollo delle temperature: rischio incendi e danni all’agricoltura

Piemonte tra vento estremo e gelo

Piemonte tra vento estremo e gelo improvviso: allerta per raffiche fino a 140 km/h e gelate notturne

Prima il vento violento, poi il freddo improvviso. Il Piemonte si prepara a vivere ore critiche sul fronte meteo, stretto tra un nuovo episodio di foehn molto forte e il ritorno delle gelate tardive. Una combinazione che mette in allerta non solo la protezione civile, ma anche agricoltori e amministrazioni locali.

Dopo le raffiche già registrate nella giornata di lunedì — con punte fino a 80 km/h in pianura e addirittura tra i 120 e i 140 km/h sulle alte valli alpine — il vento torna a rinforzare nel pomeriggio di oggi, martedì 31 marzo. Questa volta con caratteristiche diverse: la provenienza sarà più settentrionale e interesserà in modo particolare il Piemonte centro-orientale e settentrionale.

Le aree più esposte saranno il Verbano-Cusio-Ossola, il Novarese, il Biellese sud-orientale, il Vercellese, il Monferrato e l’Astigiano, oltre alle colline del Torinese. Qui le raffiche potranno raggiungere i 70-90 km/h anche a bassa quota, mentre in montagna si tornerà a superare i 100-130 km/h.

Numeri che non sono solo statistiche: il vento, infatti, porta con sé conseguenze concrete. Il rischio principale è quello di caduta alberi, danni a strutture e difficoltà nella viabilità, soprattutto nelle aree collinari e pedemontane. Ma c’è un altro elemento che preoccupa: l’aumento del pericolo incendi boschivi.

Il foehn, caldo e secco, abbassa drasticamente l’umidità dell’aria e rende la vegetazione più vulnerabile. In un contesto già segnato da roghi attivi, come quelli registrati nelle ultime ore tra Torinese e Cuneese, il vento può trasformare anche piccoli focolai in incendi estesi e difficili da controllare.

Le autorità invitano quindi alla massima prudenza, evitando qualsiasi comportamento che possa innescare fiamme, soprattutto nelle zone boschive e agricole. Il territorio piemontese, in queste condizioni, diventa particolarmente esposto e ogni scintilla può avere conseguenze serie.

Ma l’emergenza non si esaurisce con il vento. Nelle ore successive, con l’attenuazione del foehn prevista nella notte, arriverà un brusco cambiamento. Le temperature sono destinate a crollare rapidamente, soprattutto nelle pianure e nei fondovalle del basso Piemonte.

All’alba di mercoledì 1 aprile è atteso il ritorno delle gelate tardive, un fenomeno tipico della primavera ma sempre più impattante per le colture. Le zone più a rischio saranno l’Astigiano, il basso Canavese, il basso Torinese e la pianura cuneese, oltre ai fondovalle di Langhe, Roero e Monferrato.

Qui le temperature minime potranno scendere sotto lo zero, con punte fino a -3 o addirittura -5 gradi nelle aree rurali, in particolare lungo i corsi d’acqua. Valori che possono compromettere fioriture e produzioni agricole, proprio nel momento più delicato della stagione.

Il fenomeno sarà meno intenso alle quote collinari superiori ai 250-300 metri, dove le temperature dovrebbero restare leggermente sopra lo zero. Ma nelle aree pianeggianti il rischio resta concreto, con possibili danni soprattutto per vigneti, frutteti e colture precoci.

Gli esperti parlano di una fase meteo instabile e contrastata, tipica dei cambi di stagione ma resa più estrema dalla combinazione di vento forte e improvvisi cali termici. Un’alternanza che mette sotto pressione il territorio e richiede attenzione costante.

Per gli agricoltori si tratta di ore decisive: in molti stanno già valutando misure di protezione per le colture, dai sistemi di irrigazione antibrina alle coperture temporanee. Ma non sempre è possibile intervenire in tempo, soprattutto quando il calo termico è rapido e intenso.

Anche per i cittadini le raccomandazioni sono chiare: prestare attenzione agli spostamenti durante le raffiche più forti, evitare soste sotto alberi o strutture instabili e monitorare eventuali aggiornamenti delle autorità locali. Il Piemonte, ancora una volta, si trova a fare i conti con un meteo estremo che in poche ore cambia volto: dal vento caldo e impetuoso al freddo pungente dell’alba. Una transizione rapida che lascia il segno e che richiede prudenza.

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