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Separazione delle carriere, la collina torinese dice No: ecco com’è andata Comune per Comune

San Mauro la città con più no, affluenza record a San Raffaele Cimena. Il sindaco di Gassino sceglie la compattezza, mentre Castiglione rimane il paese più vicino al centrodestra

Separazione delle carriere, la collina torinese dice No: ecco com’è andata Comune per Comune

Separazione delle carriere, la collina torinese dice No: ecco com’è andata Comune per Comune

Da San Mauro Torinese a San Raffaele Cimena l’esito del referendum costituzionale sulla riforma Nordio è uno solo: ha vinto il no. A fare la differenza, però, sono state le percentuali diverse tra favorevoli e contrari, che variano da paese a paese di diversi punti.

A San Mauro, secondo i dati del portale ufficiale Eligendo, il no ha vinto col 59,01%, a fronte di un 40,99% per il sì e con un’affluenza del 69,37%.

Nello scenario cittadino, a questi dati si sommano quelli del referendum abrogativo di giugno 2025, quando furono i sì a trionfare con una media dell’87,6% per i quattro quesiti, mentre i no si attestarono al 12,4%. A vincere però fu la scarsa affluenza: 41,3% a San Mauro, contro una media nazionale del 29,83%. Un risultato vincolante per la buona riuscita del referendum, che lo scorso anno prevedeva il raggiungimento di un quorum, e che per questo motivo fu un nulla di fatto.

In città sembra emergere però un pattern chiaro: l’elettorato di San Mauro tende a esprimersi in modo più netto su posizioni progressiste, come era già in parte successo nel 2025. Un dato già evidenziato lo scorso anno dal capogruppo dem in Consiglio comunale, Rudy Lazzarini, che aveva spiegato come questo lasciasse «ben sperare per le elezioni comunali del 2027».

San Mauro Torinese

Nel primo semestre del prossimo anno, i sanmauresi saranno chiamati infatti a rinnovare il proprio sindaco. Per il centrosinistra, l’ipotesi più probabile sembrerebbe quella ricandidatura di Giulia Guazzora, sindaca uscente ora al governo con una lista civica appoggiata dal PD, oltre che ex-assessora pentastellata della giunta Bongiovanni. Sulla sua ricandidatura, e sulla sua potenziale riconferma come prima cittadina, pesano però diverse fratture evidenti col Partito Democratico, a cominciare dal delicato dossier sul piano regolatore generale.

Dopo una discussione durata più di un anno, l’iter procede a rilento, con la Lista Guazzora che insiste sulla necessità di un aggiornamento del piano in tempi rapidi, mentre il PD sembra propendere per una riflessione più cauta e con tempistiche più dilatate. «A questa amministrazione si può imputare un gigantesco lassismo sul piano regolatore. Il PD sa di poter contare su una base elettorale forte a San Mauro in ogni caso, mentre la Lista Guazzora meno», aveva commentato a gennaio il consigliere Riccardo Carosso, all’opposizione con la lista civica Due Ponti.

La stessa lista che si è fatta avanti per prima, insieme ad Alternativa Democratica, per presentare un’alleanza in vista delle comunali del 2027: il “Polo Civico”, per adesso ancora senza un candidato sindaco. Anche il centrodestra è alla ricerca di un nome per il primo cittadino. Al momento, il più probabile sembrerebbe essere quello del forzista Roberto Olivero, ma – come aveva ricordato Paola Antonetto, di FdI – «il suo non è l’unico nome sul tavolo; stiamo valutando».

Nel mentre, sia sui social che in piazza, l’entusiasmo del PD e della Lista Guazzora si è fatto sentire. Ieri pomeriggio, un gruppo di militanti si è radunato in piazza Europa per festeggiare la vittoria del no, mentre il PD ha commentato su Facebook: «Che bella affermazione del no! Un risultato costruito giorno dopo giorno grazie all’impegno di tante persone, associazioni e realtà del territorio. È un segnale chiaro: quando c’è consapevolezza e partecipazione, la democrazia sa rispondere con forza e determinazione».

Che sia un invito a ricompattarsi anche in città? Per ora, la partita sulle comunali del 2027 è completamente aperta, e a differenza del referendum saranno i singoli nomi dei candidati a dover convincere realmente i cittadini.

Il comitato del No in piazza Europa

Un discorso diverso vale invece per Castiglione Torinese, città guidata dal sindaco Loris Lovera, civico appoggiato dal centrodestra. Non è stato il sì a trionfare – rimasto fermo al 45,84% –, ma il no con il 54,16%. L’affluenza è stata del 69,67%, nettamente superiore al 38,2% del 2025, quando la media del sì per i quattro quesiti si era attestata all’83,4%, a fronte di un 16,6% di no.

Castiglione è stato il Comune collinare in cui il no ha vinto col minor scarto, segno che probabilmente l’elettorato cittadino rimane ancora ancorato al centrodestra – Lovera aveva vinto le elezioni nel 2024 con l’84,7% di voti –, ma anche che, su temi nazionali, il voto tende a sganciarsi dalle dinamiche locali. Oppure, vorrebbe dire che le ragioni del sì non avrebbero convinto così tanto nemmeno una parte dell’elettorato vicino a Lovera. Ma le elezioni comunali, a Castiglione, sono ancora lontane.

Castiglione Torinese

A Gassino Torinese, il 57,88% di chi è andato a votare ha respinto la riforma, mentre il 42,12% si è dichiarato a favore. L’affluenza è stata del 66,49%, la più bassa tra i Comuni della zona, anche se di pochi punti percentuali.

Al referendum abrogativo di giugno 2025, i voti per i sì furono circa l’87,8%, a fronte del 12,2% di no. L’affluenza in città fu del 40,4%, comunque superiore alla media nazionale. Quest’anno, la vittoria del no in città sembra ricalcare la situazione dentro al palazzo comunale, dove governa il sindaco civico Cristian Corrado, vicino al Movimento 5 Stelle e con diversi esponenti di Forza Italia in giunta, mentre i dem sono all’opposizione sotto il nome della lista Progettiamo Gassino, insieme a Maurizio Gazzara di Gassino Insieme.

A Gassino vince quindi il no, ma con uno scarto minore rispetto a San Mauro, dove invece la giunta rimane tutta di centrosinistra. Il sindaco Corrado, consapevole comunque di avere il centrodestra “in casa”, ha scelto sui social la via della pacatezza, ben lontano dalle esultanze:

«Archiviato il referendum, torniamo alle cose serie. Le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese. Gli stipendi non bastano. Il lavoro quando c'è dà certezze per una vita in modalità sussistenza. La priorità deve essere una sola: il lavoro e il potere d'acquisto delle persone. E oggi il lavoro sta cambiando: è sempre più legato all'automazione e alle nuove tecnologie. Per questo serve il coraggio di ripensare anche il sistema fiscale, perché non si può continuare a tassare solo il lavoro umano. Meno discussioni infinite, meno odio, più risposte concrete. Perché la politica serve quando migliora la vita di ogni giorno». Un segnale di sensibilità verso altri temi importanti, ma anche un modo per non aprire divisioni nel palazzo comunale.

Gassino Torinese

C’è poi San Raffaele Cimena, dove il no ha trionfato con il 55,59%, a fronte di un 44,41% di sì. L’affluenza è stata del 69,89%, rendendolo il Comune con la più alta percentuale della zona. Anche qui, un dato ben maggiore a quel 38,4% di affluenza al referendum di giugno 2025. Allora, la media dei sì fu dell’85,4% e dei no il 14,6% in paese.

La città è guidata dal sindaco civico Ettore Mantelli, che aveva vinto le elezioni nel 2024 senza sfidanti. Mantelli è infatti al suo secondo mandato, e alle ultime comunali aveva attirato alle urne circa il 69% degli aventi diritto. Si trattava di una sorta di “plebiscito” sul sindaco. Se l’affluenza fosse stata inferiore al 40%, il prefetto avrebbe nominato un commissario.

Nella collina torinese è stato quindi il no a trionfare, anche se con percentuali e scenari diversi da Comune a Comune. Resta però tutto da vedere se (e come) il risultato di questo referendum avrà un impatto sulle prossime elezioni comunali a San Mauro, dove saranno soprattutto i nomi dei candidati a fare la differenza, così come resta da valutare come questo voto influenzerà le prossime elezioni politiche del 2027, soprattutto nei collegi della periferia torinese in cui era stata la coalizione meloniana a trionfare nel 2022.

San Raffaele Cimena

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