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14 Marzo 2026 - 15:05
Nella collina torinese si va “a scuola” di voto: nasce il progetto contro l’astensionismo giovanile (immagine di repertorio)
L'obiettivo è tanto ambizioso quanto urgente: combattere l'astensionismo alle urne, partendo proprio da chi si affaccia alla vita politica per la prima volta. I Comuni collinari di Castiglione Torinese, San Raffaele Cimena e Cinzano hanno deciso di candidarsi insieme al bando “Feste del Primo Voto” della Fondazione Compagnia di San Paolo, mettendo in campo un progetto intercomunale che ha un obiettivo preciso: accompagnare i neomaggiorenni al loro primo appuntamento con le urne e trasformarlo in un’esperienza pubblica, riconosciuta e consapevole.
Il nome scelto è già un programma: “Il Mio Primo Voto – Percorso civico intercomunale”. Castiglione farà da Comune capofila, con San Raffaele e Cinzano come partner istituzionali e l’Associazione Amalgama ETS come soggetto del terzo settore incaricato di seguire il percorso sul piano metodologico ed educativo.
L’idea nasce da un dato politico che ormai è sotto gli occhi di tutti. Alle elezioni politiche del 2022, secondo un’analisi Ipsos, il 42,7% degli under 34 non è andato a votare. Alle elezioni europee del 2024, invece, l’affluenza generale in Italia si è fermata al 49,69%, secondo i dati del Ministero dell’Interno. È il segno di una disaffezione che colpisce l’intero elettorato, ma che pesa soprattutto sulle generazioni più giovani, anche in prospettiva futura. Il bando della Fondazione parte proprio da qui: riconosce che il primo voto è un passaggio fondamentale della cittadinanza democratica e che, in un quadro segnato da astensionismo crescente, va sostenuto con strumenti nuovi, accessibili e credibili.
I numeri locali spiegano perché i tre Comuni abbiano scelto di unirsi. Nella candidatura si legge che, al momento della presentazione, i diciottenni iscritti alle liste elettorali sono 223 in totale: 140 a Castiglione, 77 a San Raffaele Cimena e solo 6 a Cinzano, su una popolazione complessiva di 10.001 residenti. Da soli, soprattutto i centri più piccoli, avrebbero avuto meno forza progettuale; insieme, invece, raggiungono una massa critica sufficiente per costruire un’iniziativa più strutturata e provare a lasciare un segno anche oltre la singola tornata elettorale.
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Il progetto è stato approvato dalla Giunta di Castiglione Torinese il 12 marzo scorso e ha un budget complessivo di 32mila euro: 24mila richiesti alla Fondazione Compagnia di San Paolo e 8mila di cofinanziamento locale. La quota più consistente fa capo a Castiglione, che vale 20.500 euro tra contributo richiesto e risorse proprie; San Raffaele Cimena mette in campo 2.000 euro, Cinzano 1.500, mentre Amalgama ETS gestirà una parte delle attività per 8.000 euro. La durata prevista va dal 1° giugno 2026 al 1° marzo 2028.
Ma in cosa consiste davvero il percorso? Il progetto prevede quattro tappe, pensate per accompagnare i ragazzi prima, durante e dopo il primo voto.
La prima è quella dell’attivazione: ogni neoelettore riceverà un invito nominale, un kit civico e indicazioni pratiche su tessera elettorale, seggio e procedure. L’obiettivo dichiarato è raggiungere il 100% dei destinatari. Seguirà un primo evento pubblico tra settembre e ottobre 2026, con un appuntamento intercomunale di riconoscimento del passaggio al voto e micro-presìdi locali nei tre paesi.
Poi arriverà il percorso informativo pre-voto in vista, che rappresenta la vera anima del progetto: una simulazione di voto per spiegare in modo concreto cosa succede al seggio e un laboratorio chiamato “Animali Sociali”, pensato per allenare pensiero critico, argomentazione e gestione del dissenso.
Infine, a elezioni avvenute, ci sarà un secondo momento pubblico entro 24 ore dal voto, senza la presenza di figure politiche, per restituire ai giovani un riconoscimento comunitario del gesto compiuto.
È previsto il coinvolgimento diretto di uno Youth Civic Team under 25, un gruppo intercomunale di giovani che non avrà un ruolo decorativo ma operativo. Sarà affiancato da Amalgama e parteciperà alla progettazione del kit civico, ai contatti con i coetanei, all’accoglienza durante gli eventi, alla facilitazione delle attività e alla raccolta dei feedback. Nei documenti viene esplicitato che il gruppo dovrà essere un ponte di fiducia tra istituzioni e ragazzi, soprattutto verso chi è più lontano dai canali tradizionali della politica e dell’associazionismo.
C’è poi un punto che merita attenzione. Tutto il progetto è costruito attorno ai principi di neutralità, imparzialità, inclusione e accessibilità. I materiali dovranno essere apartitici, il linguaggio chiaro, i momenti pubblici equilibrati e privi di propaganda. Nei documenti compare anche un vero e proprio “Patto di imparzialità” che dovrà regolare comunicazione e attività. La scelta è netta: l’obiettivo non è orientare il voto dei giovani, ma metterli nelle condizioni di votare sapendo perché lo fanno e come si fa.
I promotori spiegano che, nei tre Comuni, il primo voto avviene spesso senza un accompagnamento pubblico adeguato. Molti ragazzi arrivano alla tessera elettorale senza familiarità con il lessico istituzionale, con dubbi pratici sul seggio e con una sensazione diffusa di distanza dalle istituzioni. Da qui la scelta di costruire un percorso che tenga insieme contatto diretto, formazione pratica e riconoscimento simbolico. Nel dossier presentato dai tre Comuni, si legge che il cambiamento desiderato è semplice da formulare ma difficile da ottenere: fare in modo che il primo voto diventi, per i diciottenni della collina, un passaggio comprensibile, praticabile e socialmente riconosciuto, invece di restare una formalità isolata.
Resta ora da capire se la candidatura verrà accolta. Il bando della Compagnia di San Paolo prevedeva la presentazione delle domande entro il 12 marzo 2026 e la pubblicazione degli esiti entro il 15 maggio.
Se arriverà il finanziamento, Castiglione, San Raffaele e Cinzano avranno a disposizione quasi due anni per provare a contrastare, dal basso, uno dei problemi più seri della democrazia contemporanea: il venir meno del rapporto tra giovani e voto. Se non arriverà, il progetto resterà comunque una fotografia interessante di un territorio piccolo che ha deciso di prendere sul serio il tema della partecipazione democratica. Perché l’astensione non si riduce con gli appelli astratti, ma con occasioni concrete, linguaggi credibili e istituzioni capaci di farsi capire.

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