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Economia

Exor cambia pelle: vendite miliardarie e cassa da 3,5 miliardi per il grande colpo

Elkann avverte: “2026 impegnativo”, ma prepara nuovi investimenti ambiziosi dopo l’addio a Gedi

JOHN ELKANN

JOHN ELKANN

Exor accelera sulla strategia di semplificazione e guarda al futuro con un obiettivo chiaro: concentrare il portafoglio su poche grandi società e accumulare risorse per nuove operazioni di peso.

A spiegare la nuova linea è John Elkann, nella lettera agli azionisti che accompagna i conti e arriva subito dopo l’annuncio della vendita del gruppo editoriale Gedi alla greca Antenna. Una mossa che segna un passaggio cruciale per la holding, già protagonista di altre dismissioni rilevanti.

Nel portafoglio restano asset strategici come Stellantis, Ferrari, Cnh e la Juventus, mentre il gruppo ha ceduto il business Difesa di Iveco a Leonardo e si prepara a vendere entro l’estate l’intero comparto dei veicoli commerciali all’indiana Tata Motors. Tra le operazioni concluse figurano anche le cessioni di Lifenet e Nuo.

Tutte queste mosse hanno portato la liquidità disponibile a oltre 3,5 miliardi di euro, una cifra che rappresenta il vero motore della nuova fase.

Nella lettera, Elkann chiarisce la direzione intrapresa: «Stiamo semplificando il nostro portafoglio, affinando le nostre priorità e concentrandoci su società di maggiori dimensioni, dove riteniamo che Exor possa creare il maggior valore. Questo è il momento di salvaguardare la liquidità ed essere pronti ad agire con decisione quando si presenteranno le giuste opportunità».

Non solo dismissioni, ma anche attenzione agli acquirenti: «in ciascuno di questi casi, non solo abbiamo generato valore, ma abbiamo anche selezionato con cura acquirenti dotati delle competenze e dell'ambizione necessarie per sostenere la fase successiva di sviluppo di queste società. Il nostro obiettivo non è stato semplicemente quello di accettare l'offerta più elevata, ma di garantire che queste realtà trovassero i giusti acquirenti a lungo termine, in grado di accompagnarle nella loro crescita e nel loro sviluppo».

Il gruppo si prepara ora a una fase di transizione. Elkann non nasconde le difficoltà: «Il 2025 è stato un anno difficile per Exor. Il 2026 sarà un altro anno impegnativo. Tuttavia, siamo fiduciosi nel percorso che ci attende e pronti a costruire».

E aggiunge: «Continueremo a sostenere e a incoraggiare le nostre società, affiancandole come partner allo stesso tempo di supporto e di stimolo critico nella ricerca di un successo duraturo».

Sul fronte dei numeri, Exor chiude il 2025 con un valore lordo degli attivi di 37,1 miliardi di euro e un valore netto di 33,2 miliardi. Il valore netto per azione è però sceso dell’8,1%, in controtendenza rispetto all’aumento del 5,4% dell’indice Msci World.

Agli azionisti saranno distribuiti dividendi per 100 milioni di euro.

Una strategia che punta a meno partecipazioni ma più forti, con l’obiettivo dichiarato di preparare il terreno a un nuovo investimento “significativo per dimensione e ambizione”.

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