È il sindaco Stefano Lo Russo a dare il tono alla vigilia della XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma domani, 21 marzo, a Torino. «È un grande orgoglio per la nostra città ospitare un evento nazionale dal significato così profondo», sottolinea il primo cittadino, che parteciperà anche in qualità di vicepresidente Anci.
Un ritorno importante, a vent’anni dall’ultima edizione torinese, che per Lo Russo rappresenta molto più di una semplice ricorrenza: «È un momento di riflessione, testimonianza e partecipazione collettiva per tutto il Paese».
Il sindaco sarà presente durante tutta la giornata, che entrerà nel vivo al mattino con il corteo nazionale in partenza da piazza Solferino. Da lì, migliaia di persone — tra cittadini, studenti, associazioni e istituzioni — attraverseranno il centro fino a piazza Vittorio Veneto, cuore delle celebrazioni.
Proprio qui, dalle 11, si svolgerà uno dei momenti più significativi, richiamato dallo stesso Lo Russo: la lettura dei 1.117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. «Un elenco che rinnova la memoria e ci ricorda che non c’è giustizia senza verità, non c’è futuro senza legalità», evidenzia il sindaco.
Un passaggio che, nelle parole del primo cittadino, assume un valore fortemente simbolico: trasformare i numeri in storie, restituendo dignità a chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata.
A mezzogiorno è previsto l’intervento conclusivo di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, mentre nel pomeriggio la giornata proseguirà con seminari e momenti di approfondimento rivolti soprattutto a scuole e associazioni.
Lo Russo insiste sul significato più ampio dell’iniziativa, che va oltre la singola giornata: «La lotta alle mafie e all’illegalità richiede un impegno quotidiano e condiviso, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei quartieri». Un messaggio che chiama in causa direttamente le amministrazioni locali, impegnate — sottolinea — «a costruire una cultura della legalità vera e diffusa».
Torino, dunque, non solo come luogo ospitante, ma come città simbolo di un impegno che si rinnova. «Sarà un momento di incontro con i familiari delle vittime e di partecipazione attiva», conclude il sindaco, «nella consapevolezza che la costruzione della legalità parte dal nostro impegno collettivo».