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La Voce degli Animali
20 Marzo 2026 - 13:50
Colonia Felina (foto di repertorio)
Ci sono vite che scorrono ai margini, silenziose, spesso invisibili. Sono quelle dei gatti randagi, delle colonie feline che sopravvivono tra capannoni, strade e campagne, lontano dalle cure e dalla sicurezza di una casa. Ed è proprio da una di queste realtà, la colonia felina di Brandizzo, che arriva un appello urgente e profondamente umano dell’associazione Le Sfigatte.
Non servono gesti eroici, ma presenza. Costanza. Anche solo un giorno a settimana. «Basterebbe anche un giorno a settimana: un impegno davvero minimo», scrivono le volontarie, raccontando una difficoltà concreta: i volontari sono troppo pochi, tanto da non riuscire a garantire nemmeno un passaggio quotidiano per dare acqua e cibo ai gatti.
Dietro questa richiesta c’è una realtà dura, spesso ignorata. Un gatto che vive libero, senza cure, ha un’aspettativa di vita drasticamente più bassa rispetto a uno domestico. Se un gatto di casa può vivere anche oltre i 15 anni, in strada spesso la vita si accorcia a pochi anni, segnata da fame, freddo, incidenti e malattie. Non è solo una questione di numeri, ma di qualità della vita: ogni giorno è una sfida per sopravvivere.
Tra queste difficoltà si inseriscono alcune delle malattie più temute e diffuse, come la FIV (immunodeficienza felina) e la FeLV (leucemia felina), patologie virali gravi e spesso mortali che si trasmettono facilmente tra gatti che vivono a stretto contatto. Senza controlli, senza cure veterinarie, senza vaccinazioni e sterilizzazioni, le colonie diventano luoghi dove il rischio sanitario è altissimo e dove la sopravvivenza è una lotta quotidiana.
A tutto questo si aggiungono altri fattori: il freddo in inverno, il caldo estremo in estate, la scarsità di cibo, i pericoli della strada e i continui spostamenti. Condizioni che rendono ancora più fragile un equilibrio già precario e che spiegano perché la presenza umana, anche minima, possa fare la differenza tra la vita e la morte.
Eppure, proprio lì dove sembra esserci solo abbandono, nasce anche la solidarietà. Le colonie feline, quando seguite, diventano esempi concreti di civiltà: gatti sterilizzati, nutriti, monitorati, meno esposti a sofferenze e rischi. Un piccolo presidio di cura che cambia radicalmente il destino di questi animali e che riduce anche l’impatto sul territorio.
L’associazione Le Sfigatte, che conta oltre 100mila follower, è da anni impegnata in questo lavoro silenzioso ma fondamentale. Non solo salvataggi e adozioni, ma anche gestione quotidiana delle colonie, che significa garantire cibo, acqua, controllo sanitario e dignità a creature che altrimenti non avrebbero nulla. Un impegno costante, fatto di turni, sacrifici e presenza sul territorio.
Il problema, oggi, è che tutto questo rischia di fermarsi senza nuove forze. L’appello per Brandizzo è semplice e diretto: servono persone disposte a dedicare un po’ del proprio tempo. Non serve esperienza, ma volontà. Anche un solo giorno a settimana può alleggerire il carico e garantire continuità nelle cure.
Per informazioni o per candidarsi, è possibile scrivere a volontari@lesfigatte.it, lasciando un recapito telefonico e la propria disponibilità. Un piccolo gesto che può trasformarsi in un aiuto concreto e immediato.
Accanto alla richiesta di volontari, c’è anche un invito a sostenere economicamente l’associazione. Nell’immagine diffusa compare infatti il riferimento per il 5x1000, con il codice fiscale 97728760014. Un gesto semplice, che non costa nulla, ma che può contribuire a cambiare la vita di migliaia di gatti. Il messaggio è chiaro: “5x1000 gatti a cui cambiamo la vita”.
Perché dietro ogni numero c’è una storia. Dietro ogni colonia c’è una comunità fragile che resiste ogni giorno. E dietro ogni volontario c’è la possibilità concreta di fare la differenza, anche con poco tempo ma con grande valore.
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