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20 Marzo 2026 - 06:00
Una ciclabile da un milione di euro tra San Mauro e Settimo, Bongiovanni: “Rischiamo un’opera zoppa”
Una pista ciclabile da oltre un milione di euro per collegare San Mauro Torinese alla stazione ferroviaria di Settimo Torinese, passando dall’area di Pescarito. È il progetto “Bike to Rail”, inserito nella pianificazione dell’Unione NET e nelle strategie di mobilità sostenibile dell’area metropolitana. Ma, allo stato attuale, più che un’infrastruttura pronta a partire, appare come un progetto ancora incompleto, costruito anche per rispondere alle logiche dei finanziamenti pubblici.
Il primo nodo riguarda proprio la questione dei bandi. Il Comune ha già stanziato poco più di 6mila euro per la progettazione preliminare, pur non avendo ancora le risorse per realizzare l’opera. Una scelta che può apparire contraddittoria, ma che ha una spiegazione tecnica. Come chiarisce il consigliere di minoranza Marco Bongiovanni, «oggi c’è la necessità, viste le tempistiche strette dei bandi regionali, di avere il progetto nel cassetto». A differenza di altri strumenti, come il PNRR, i bandi regionali richiedono infatti idee già strutturate e pronte per essere presentate in tempi rapidi.
Questo significa che si progetta anche senza avere ancora i fondi, nella prospettiva di intercettarli in un secondo momento. Una dinamica che consente di non restare esclusi dai finanziamenti, ma che apre anche a un interrogativo: quanto è solido un progetto che nasce senza una copertura economica già definita?

Marco Bongiovanni
A questo si aggiunge un secondo elemento critico: il tracciato attuale. Una parte dell’infrastruttura esiste già, nel tratto che collega via Burgo all’ospedale di Settimo. Ma è proprio da qui che nasce una delle principali perplessità. «Ad oggi è un progetto zoppo», osserva Bongiovanni, spiegando che mancano due collegamenti fondamentali: quello tra il centro di San Mauro e via Burgo, e quello tra l’ospedale e la stazione ferroviaria.
Il risultato, allo stato attuale, sarebbe quindi un’infrastruttura non continua. Un tracciato che non intercetta pienamente i flussi principali. E proprio sulla scelta del punto di partenza si concentra un’altra critica: «Non ha tanto senso partire da via Burgo, avrebbe avuto più senso partire dal centro di San Mauro». Una questione non secondaria, perché riguarda direttamente l’efficacia dell’opera e la sua capacità di essere realmente utilizzata.
Nel contesto di Pescarito, tra traffico pesante, arterie di collegamento e mobilità fortemente orientata all’auto, emergono poi i dubbi legati alla sicurezza e alla reale fruibilità della pista. Senza una separazione adeguata dal traffico e senza un tracciato chiaro e continuo, il rischio è quello di creare un’infrastruttura poco attrattiva per l’uso quotidiano.
Ma il punto centrale resta un altro: quanti la useranno davvero?
È su questa domanda che si concentra una riflessione più ampia. Il collegamento con la stazione può avere senso, ma solo in presenza di una domanda reale. E qui entrano in gioco le abitudini di spostamento e le caratteristiche del territorio. «Se sei a 7 chilometri da Torino, forse vai direttamente a Torino in bici», osserva Bongiovanni, sottolineando come il passaggio da Settimo non sia sempre la scelta più logica per chi si muove verso il capoluogo.
L’utilizzo della ciclabile potrebbe quindi riguardare solo alcune direttrici specifiche, come quelle verso il Canavese, Chivasso o Milano, restringendo il bacino di utenti potenziali. A questo si aggiunge il tema del trasporto pubblico: i collegamenti tra San Mauro e la stazione di Settimo non sono particolarmente efficienti, con linee che spesso risultano poco frequenti e poco competitive. «Il 20 ha una frequenza effettivamente bassa per essere un collegamento che porta alla stazione», evidenzia Bongiovanni.
In questo scenario, la ciclabile rischia di inserirsi in un sistema di mobilità già fragile, senza riuscire da sola a modificarne gli equilibri. Anche perché, come dimostrano alcune esperienze locali, non sempre le infrastrutture ingranano la giusta marcia. È il caso, ad esempio, del bike box realizzato a San Mauro tra piazza Gramsci e piazza Mochino, oggi inutilizzato, al contrario di quello vicino alla stazione di Settimo.
Eppure, nonostante le criticità, il progetto non viene bocciato in toto dal Movimento 5 Stelle: «Non mi dispiace il fatto che uno possa prendere la bicicletta e andare a prendere il treno», osserva lo stesso Bongiovanni.
Il punto, quindi, non è tanto l’obiettivo, quanto il modo in cui si cerca di raggiungerlo. Oggi il progetto appare come un primo tassello, ancora incompleto, che potrà avere senso solo se inserito in una visione più ampia e soprattutto se completato nei suoi collegamenti fondamentali.
Per ora, però, resta fermo alla fase preliminare. E mentre i Comuni iniziano a investire nelle prime progettazioni, la vera sfida sarà trasformare questa idea in un’infrastruttura realmente utile, capace di rispondere a una domanda concreta e non solo di inseguire le opportunità dei bandi.
La stazione di Settimo Torinese
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