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In Piemonte boom di imprese straniere: +33% in 10 anni

+3% nel 2025 e +33% in dieci anni: edilizia, commercio e turismo trainano una nuova economia

In Piemonte boom

In Piemonte boom di imprese straniere: +33% in 10 anni

Crescono, si rafforzano e cambiano volto all’economia regionale. Mentre il numero complessivo delle imprese in Piemonte mostra segnali di contrazione, l’imprenditoria straniera continua a espandersi e a consolidare il proprio ruolo. I dati aggiornati a fine 2025 parlano chiaro: oltre 55mila imprese guidate da cittadini stranieri, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.

Un dato che non è solo numerico, ma rappresenta una vera e propria trasformazione strutturale del sistema produttivo piemontese. Negli ultimi dieci anni, infatti, la crescita è stata costante e significativa, arrivando a un aumento complessivo del 33,7% dal 2016. Oggi le imprese straniere rappresentano il 13,3% del totale regionale, una quota che continua ad ampliarsi.

Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio, in cui la base imprenditoriale tradizionale fatica a mantenere i livelli del passato. Ed è proprio qui che le imprese guidate da cittadini stranieri assumono un ruolo decisivo: non solo compensano il calo, ma contribuiscono a rinnovare il tessuto economico.

Il Piemonte si conferma così tra le regioni italiane più dinamiche sotto questo profilo, posizionandosi al sesto posto a livello nazionale per incidenza di imprenditoria straniera. Un risultato che riflette la capacità del territorio di attrarre e integrare nuove energie imprenditoriali.

Ma il dato più interessante riguarda la qualità di questa crescita. Se in passato prevalevano le ditte individuali, oggi si registra un aumento significativo delle società di capitale, segnale di una maggiore solidità e di una visione imprenditoriale più strutturata.

Non si tratta più solo di microattività, ma di imprese in grado di investire, crescere e generare occupazione. Un cambiamento che indica una maturazione del fenomeno e una progressiva integrazione nel sistema economico locale.

Dal punto di vista settoriale, l’edilizia resta il comparto principale, storicamente legato alla presenza di manodopera e imprenditoria straniera. Seguono il commercio e i servizi, mentre emerge con forza il settore del turismo, sempre più dinamico e in espansione.

Proprio il turismo rappresenta una delle novità più significative. In un territorio che punta sempre più sulla valorizzazione del patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico, le imprese straniere stanno contribuendo a diversificare l’offerta e a intercettare nuovi flussi.

Dal punto di vista geografico, la concentrazione maggiore si registra nell’area metropolitana di Torino, ma segnali particolarmente positivi arrivano anche da province come Cuneo e Novara, dove il tessuto produttivo si dimostra capace di accogliere e valorizzare queste realtà.

La maggior parte delle imprese è guidata da cittadini extra-europei, a conferma di un fenomeno che va oltre i confini dell’Unione Europea e che riflette dinamiche globali di mobilità e opportunità economiche.

Secondo Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte, l’imprenditoria straniera rappresenta ormai un elemento imprescindibile per l’economia regionale: “L'imprenditoria straniera si conferma un pilastro strutturale del Piemonte, garantendo vitalità al nostro tessuto produttivo in una fase di contrazione della base tradizionale. Non assistiamo solo a una crescita numerica, ma a un irrobustimento qualitativo, con un progressivo passaggio verso modelli societari più solidi e strutturati”.

Un’evoluzione che riguarda anche i settori coinvolti: “Dai settori storici come l’edilizia al nuovo dinamismo del turismo, queste realtà sono ormai indispensabili per la tenuta economica e l’attrattività dei nostri territori”.

Il quadro che emerge è quello di un sistema economico in trasformazione, in cui l’imprenditoria straniera non è più un fenomeno marginale, ma una componente centrale. Una presenza che contribuisce a mantenere viva l’economia, soprattutto in un momento in cui molte imprese italiane faticano a resistere alle difficoltà del mercato.

Resta però la sfida dell’integrazione e del supporto. “Come sistema camerale – conclude Cipolletta – il nostro impegno resta quello di accompagnare questa evoluzione”, sottolineando la necessità di politiche mirate per sostenere la crescita e favorire l’inserimento stabile di queste imprese nel tessuto produttivo.

Il futuro dell’economia piemontese passa anche da qui: dalla capacità di valorizzare un’imprenditoria sempre più internazionale, capace di portare innovazione, investimenti e nuove opportunità.

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