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18 Marzo 2026 - 11:28
A San Maurizio Canavese parte il progetto che trasforma le eccedenze in risorse per le famiglie in difficoltà
Non finiranno più nei rifiuti. I pasti preparati e non consumati nelle mense scolastiche di San Maurizio Canavese diventeranno un aiuto concreto per le famiglie in difficoltà. È una svolta culturale prima ancora che operativa quella avviata dalla Giunta comunale, che ha dato il via libera a un progetto destinato a incidere su due fronti sempre più centrali: la lotta allo spreco alimentare e il sostegno sociale.
L’approvazione della delibera segna l’avvio ufficiale di un sistema organizzato che consentirà di recuperare e redistribuire le eccedenze alimentari della mensa scolastica. Non avanzi, ma cibo integro, cucinato e non somministrato, che finora rischiava di essere smaltito. Da oggi, invece, potrà essere recuperato e consegnato a chi ne ha bisogno, nel pieno rispetto delle norme sanitarie.
Il progetto affonda le sue radici nella Legge 166 del 2016, che disciplina la donazione di alimenti a fini di solidarietà sociale e promuove la riduzione degli sprechi. Ma a San Maurizio prende forma concreta inserendosi in un disegno più ampio, quello del Polo Solidale inaugurato lo scorso novembre tra via Bò e via Matteotti, di fronte alla scuola “Andrea Remmert”.
È proprio qui che si concentrerà l’attività di distribuzione. Un luogo già pensato come punto di riferimento per la comunità, che ora si arricchisce di un servizio capace di coniugare sostenibilità e inclusione.

Il meccanismo è semplice nella sua idea, ma complesso nella realizzazione. I pasti recuperati provengono esclusivamente dalle eccedenze non distribuite agli studenti: in particolare secondi piatti e contorni, oltre a prodotti confezionati come yogurt, formaggi e dessert. Sono esclusi invece primi piatti e minestre, per ragioni legate alla conservazione e alla sicurezza alimentare.
La gestione richiede un coordinamento preciso. Il Comune svolge il ruolo di regia, ma il progetto coinvolge diversi attori. L’azienda Euroristorazione Srl, che gestisce il servizio mensa, si occupa del recupero e del corretto trattamento degli alimenti. La distribuzione sarà affidata ai volontari comunali e alla Croce Rossa Italiana, mentre il Gruppo di Volontariato Vincenziano avrà il compito di individuare i beneficiari, in collaborazione con i servizi sociali.
Un sistema a rete, costruito per garantire efficienza e trasparenza. Ma anche per assicurare che il cibo arrivi davvero a chi ne ha bisogno, evitando dispersioni e sovrapposizioni.
C’è poi un elemento chiave: il tempo. I pasti dovranno essere distribuiti in giornata, per garantire freschezza e sicurezza. Questo significa che la disponibilità varierà quotidianamente e che non sarà possibile programmare con precisione il numero delle porzioni.
La distribuzione avverrà nei locali del Polo Solidale, indicativamente nella fascia oraria tra le 16 e le 17, e solo nei giorni di apertura delle scuole. Un’organizzazione flessibile, che si adatta alla natura stessa del servizio.
Dietro a questo progetto c’è una visione precisa. Non si tratta solo di recuperare cibo, ma di costruire una comunità più attenta, più solidale, più responsabile.
«Crediamo molto in questo progetto – commenta l'assessore Giulia Gobetto, che lo ha promosso e seguito fin dall'inizio – Vi abbiamo lavorato con impegno e passione, trovando la massima collaborazione e disponibilità da parte sia di Euroristorazione Srl sia delle due preziose associazioni che lo concretizzeranno insieme a noi provvedendo all'operatività quotidiana: il Gruppo di Volontariato Vincenziano e la Croce Rossa Italiana. È un tassello fondamentale che completa il nostro nuovo Polo Solidale: un punto di riferimento per San Maurizio Canavese nel quale oltre al Gruppo di Volontariato Vincenziano operano i Volontari del Comune iscritti nell'apposito albo mettendosi al servizio dei concittadini più bisognosi. Un esempio concreto di ciò che, tutti insieme, possiamo fare per la nostra comunità».
Le parole dell’assessore sintetizzano il senso dell’iniziativa: un progetto che non nasce dall’emergenza, ma da una scelta politica e sociale precisa.
Il tema dello spreco alimentare, del resto, è sempre più centrale anche a livello nazionale. Secondo le stime più recenti, ogni anno in Italia tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, mentre cresce il numero delle famiglie in difficoltà. Un paradosso che iniziative come questa cercano di ridurre, trasformando un problema in una risorsa. In questo senso, San Maurizio Canavese si inserisce in una rete sempre più ampia di comuni che stanno sperimentando modelli simili, adattandoli alle specificità del territorio. La differenza, però, sta nella capacità di costruire un sistema stabile, non episodico, capace di funzionare nel tempo.
Il progetto è pronto a partire. Nei prossimi giorni sarà firmata la convenzione con i soggetti coinvolti e verranno comunicate le modalità operative. Poi, la fase più importante: quella della quotidianità. Perché è lì, tra i gesti semplici e ripetuti ogni giorno, che si misura il successo di un’iniziativa come questa. Nel passaggio da un contenitore della mensa a una tavola di famiglia. Nel trasformare uno scarto in un’opportunità.
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