Il futuro del prolungamento a Ovest della Metro 1 di Torino, verso Cascine Vica, torna al centro del dibattito politico e rischia di complicarsi ulteriormente. In Consiglio comunale l’assessore ai Trasporti Chiara Foglietta ha spiegato che un eventuale fallimento dell’azienda appaltatrice potrebbe costringere la città a ripartire con nuove gare d’appalto, con inevitabili conseguenze sui tempi dell’opera.
La questione è stata sollevata attraverso un’interpellanza del consigliere di Torino Bellissima Pietro Abruzzese, alla luce delle difficoltà finanziarie dell’impresa incaricata dei lavori, che nei giorni scorsi non è riuscita a presentare nei tempi previsti la richiesta di concordato preventivo per tentare di evitare il crack.
Foglietta ha chiarito che un’eventuale liquidazione giudiziale della ditta comporterebbe automaticamente la risoluzione del contratto d’appalto. In quel caso, ha spiegato l’assessora, non sarebbe realistico pensare di assegnare i lavori scorrendo semplicemente la graduatoria della gara originaria. Il tempo trascorso e il forte aumento dei costi delle materie prime renderebbero infatti necessario predisporre nuovi progetti aggiornati ai prezzi correnti e indire nuove gare, che dovrebbero anche essere nuovamente finanziate.

La situazione si inserisce in un contesto già complesso. Il cantiere della tratta tra Collegno e Cascine Vica, lunga circa 3,4 chilometri, è considerato un intervento strategico per migliorare i collegamenti con l’area ovest della città e con l’hinterland. L’infrastruttura dovrebbe estendere la linea dall’attuale capolinea Fermi fino al territorio di Rivoli, attraversando Collegno e servendo nuove fermate.
Negli ultimi mesi però le difficoltà economiche dell’appaltatore hanno fatto crescere il timore di ritardi importanti. Secondo alcune stime tecniche i lavori complessivi avrebbero già superato l’80 per cento di realizzazione, ma restano da completare alcune fasi cruciali, in particolare quelle legate agli impianti tecnologici e alle finiture delle stazioni.
La società pubblica Infra.To, che gestisce le infrastrutture della mobilità torinese, ha cercato finora di evitare lo stop dei cantieri sostenendo direttamente alcune spese per mantenere attiva l’opera. Una soluzione temporanea che però non elimina l’incertezza legata alla situazione finanziaria dell’impresa.
In aula Foglietta ha ricordato inoltre che ciascun appalto legato al progetto della metropolitana è accompagnato da contenziosi in continua evoluzione, un elemento che rende ancora più complessa la gestione del cronoprogramma.
Dall’opposizione arrivano critiche sulla mancanza di certezze. Secondo il consigliere Pietro Abruzzese e il vicecapogruppo Pierlucio Firrao, al momento sulla metropolitana torinese «non esiste una sola data certa». Per i due esponenti politici la situazione appare «surreale» per un’infrastruttura fondamentale per la città: «Che dipenda dal Comune o dalle vicende dell’azienda appaltatrice, il risultato non cambia. I torinesi hanno diritto a sapere quando finiranno i disagi e quando sarà completata la Metro 1».