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Cronaca

Tessuti di lusso falsi e “irregolari”, quattro imprenditori a processo a Torino

Sequestrati oltre 3 chilometri di stoffe tra marchi contraffatti e materiali originali venduti senza autorizzazione

Tessuti di lusso falsi e “irregolari”, quattro imprenditori a processo a Torino

Tessuti di lusso falsi e “irregolari”, quattro imprenditori a processo a Torino (immagine di repertorio)

Un traffico di tessuti di lusso falsi e originali venduti senza autorizzazione finisce davanti ai giudici. A Torino quattro imprenditori attivi nel capoluogo e nel territorio circostante saranno processati con l’accusa di aver commercializzato stoffe con marchi contraffatti della moda internazionale e materiali autentici ma distribuiti senza il permesso delle case produttrici.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torino e condotta dalla Guardia di Finanza, riguarda presunte operazioni di vendita e acquisto avvenute prima del 2023. Per ricostruire il presunto traffico gli investigatori hanno utilizzato anche intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre ad accertamenti sulle attività commerciali coinvolte.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 3 chilometri di tessuti, tra materiale contraffatto e prodotti autentici ma privi delle necessarie autorizzazioni alla vendita.

In particolare, la Guardia di Finanza ha recuperato circa 1,8 chilometri di stoffe con marchi falsificati, destinati alla produzione di capi d’abbigliamento. Tra i brand coinvolti figurano Gucci, Fendi, Louis Vuitton/Supreme, Coach e Lanvin.

A questi si aggiungono oltre 1,2 chilometri di tessuti originali con marchi come Gucci, Bulgari, Tod’s e Borsalino. Secondo gli investigatori, questi materiali sarebbero stati messi in vendita senza autorizzazione delle case madri e senza che fosse possibile ricostruirne con certezza la provenienza.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i tessuti venivano commercializzati attraverso diversi canali. Parte della merce sarebbe stata venduta sulle bancarelle dei mercati, mentre un’altra quota sarebbe stata distribuita attraverso il commercio all’ingrosso, probabilmente destinata a laboratori e attività del settore tessile.

Il processo dovrà ora stabilire eventuali responsabilità degli imputati. Nel procedimento le aziende titolari dei marchi coinvolti potranno scegliere di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni derivanti dall’uso illecito dei loro brand.

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Immagine di repertorio

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