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Dalla classe di Volpiano alla Camera: Caterina Jervasi, 24 anni, vince la borsa della Fondazione USA

La 24enne volpianese premiata alla Camera dei Deputati con la borsa della Fondazione USA per il talento universitario

Dalla classe di Volpiano alla Camera: Caterina Jervasi, 24 anni, vince la borsa della Fondazione USA

Un viaggio che parte dai banchi di Volpiano e approda alla Camera dei Deputati: a 24 anni, Caterina Jervasi incarna l’idea concreta di talento costruito con pazienza e visione. Un riconoscimento che non fa rumore per i numeri, ma per il senso: la borsa di studio della Fondazione USA nell’ambito del master “Leadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy”, assegnata per “il talento universitario”, porta al centro della scena una giovane che ha scelto di farsi strada sul terreno, difficile e decisivo, dell’internazionalizzazione.

Lunedì 16 febbraio 2026, a Roma, nella sede della Camera dei Deputati, Jervasi ha ricevuto la prestigiosa borsa della Fondazione USA, riservata ogni anno a soli mille neolaureati in tutta Italia selezionati in base a merito accademico, percorso universitario ed esperienze internazionali. Un attestato di fiducia che premia non solo l’eccellenza scolastica, ma anche la capacità di muoversi tra lingue, culture e competenze richieste da un mercato sempre più globale.

“Conoscevo l’esistenza di questo master, ma non pensavo di poter rientrare tra i candidati selezionati – racconta Jervasi da Chongqing, dove si trova per motivi di studio – anche perché non ho mai considerato il mio percorso particolarmente ‘spettacolare’. Proprio per questo la selezione è stata una sorpresa, ma anche un’occasione per non sprecare un’opportunità così importante. Un’esperienza resa ancora più emozionante dall’incontro diretto con i relatori del corso e con gli altri vincitori, prima di ripartire il giorno successivo per la Cina. Ringrazio di cuore la Fondazione USA per il sostegno e tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo percorso”. Parole misurate, che raccontano una soddisfazione senza trionfalismi: il tratto distintivo di un profilo abituato a far parlare i risultati.

Volpianese, formazione scolastica nel suo territorio, Jervasi si è poi laureata in Lingue e culture dell’Asia e dell’Africa all’Università di Torino. Alle spalle un Erasmus a Shanghai; oggi è a Chongqing, grazie a una borsa di studio che le consente di perfezionare il cinese fino a un livello avanzato. Un curriculum coerente, che tiene insieme studio, immersione culturale e pratica quotidiana: la strada maestra per trasformare la conoscenza linguistica in reale competenza interculturale.

“Questo risultato – osserva – rappresenta uno stimolo in più per continuare a crescere, studiare e mettermi in gioco, approfondendo in particolare le relazioni tra Cina e Italia, un ambito che desidero sviluppare anche professionalmente”. Il baricentro è chiaro: nell’intreccio tra Made in Italy e relazioni internazionali, la Cina è interlocutore imprescindibile. La scelta di campo di Jervasi – studiare, vivere, comprendere dall’interno – non è solo didattica: è un investimento sul futuro, dove la mediazione culturale diventa risorsa strategica per imprese, istituzioni e territori.



C’è un messaggio che va oltre il risultato individuale. La selezione della Fondazione USA, con criteri ancorati al merito e all’esperienza sul campo, indica una strada: premiare giovani capaci di unire competenze accademiche e visione internazionale. È una buona notizia per il Paese e per realtà come Volpiano, che vedono i propri talenti crescere senza recidere le radici. In un tempo in cui la parola “merito” rischia di essere slogan, qui diventa pratica: studio, costanza, occasioni colte senza clamore. E il ritorno non è solo simbolico. Perché una giovane professionista che unisce Torino, Shanghai e Chongqing porta con sé un capitale relazionale e culturale che, se messo a sistema, può tradursi in opportunità concrete per il Made in Italy e per il dialogo con uno dei mercati più complessi e decisivi al mondo.

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