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14 Marzo 2026 - 20:12
Alessandro Calista con la premier Giorgia Meloni
Un riconoscimento pubblico per il coraggio dimostrato in servizio. Il sindaco di Pescara Carlo Masci ha premiato l’agente di polizia Alessandro Calista, 29 anni, originario di Catignano, rimasto ferito a Torino durante gli scontri scoppiati nel corso della manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna.
La cerimonia si è svolta nel capoluogo adriatico e ha voluto rappresentare un gesto simbolico della città nei confronti di un giovane servitore dello Stato che, nel corso del proprio lavoro, si è trovato coinvolto in momenti di forte tensione e violenza.
All’agente Calista il primo cittadino ha consegnato una pergamena di benemerenza e una miniatura in 3D della Nave di Cascella, uno dei monumenti più rappresentativi di Pescara e simbolo della città affacciata sull’Adriatico.
Alla cerimonia erano presenti anche il questore Carlo Solimene e il dirigente della squadra Volante Pierpaolo Varrasso, che hanno voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni e della Polizia di Stato all’agente rimasto ferito durante i disordini torinesi.
Durante l’incontro, il sindaco Masci ha voluto sottolineare il valore del lavoro quotidiano svolto dalle forze dell’ordine, spesso lontano dai riflettori ma fondamentale per la sicurezza della collettività.
«Le persone che si mettono a disposizione dello Stato, quindi della comunità, devono essere sempre portate come esempio — ha detto rivolgendosi direttamente al giovane agente — e tu costituisci un esempio per tanti giovani. Quello che fate è complicatissimo e spesso non viene neanche riconosciuto. Anzi, certe volte il vostro lavoro viene quasi sbeffeggiato».
Il primo cittadino ha spiegato che proprio per questo il Comune di Pescara ha voluto lanciare un segnale chiaro, premiando pubblicamente chi ogni giorno opera al servizio della collettività.
«L’istituzione, il Comune, vuole rivolgere la propria attenzione a chi si impegna e a chi è al servizio della società svolgendo il proprio lavoro in condizioni non semplici».
Masci ha ricordato anche le immagini degli scontri viste in televisione, quando il nome dell’agente pescarese è diventato noto a livello nazionale.
«Abbiamo assistito in tv a ciò che ti è capitato mentre eri a proteggere lo Stato — ha aggiunto il sindaco — e abbiamo subito pensato che meritassi di essere premiato dal sindaco della città più grande della tua provincia».
Un riconoscimento che, secondo il primo cittadino, non riguarda soltanto il singolo agente ma rappresenta simbolicamente tutti gli uomini e le donne in divisa.

«Tu non sei solo un cittadino di Catignano — ha proseguito Masci — ma una persona che deve essere messa in evidenza in tutto l’Abruzzo e in tutta Italia. Questa benemerenza vale per tutti coloro che, come te, si sacrificano, si impegnano e si mettono a disposizione degli altri».
Il sindaco ha infine sottolineato che il riconoscimento consegnato a Calista arriva a nome dell’intera comunità pescarese.
«La benemerenza che ti consegno è a nome dei cittadini di Pescara e, forse, anche di tutti quei sindaci che vorrebbero essere qui a premiarti».
Alla cerimonia è intervenuto anche il questore Carlo Solimene, che ha voluto rivolgere un pensiero non solo all’agente premiato ma anche ai tanti giovani che ogni anno scelgono di entrare nella Polizia di Stato.
«Il coraggio tuo e del tuo collega sono un esempio formidabile» ha detto, ricordando quanto sia impegnativo il lavoro degli agenti chiamati quotidianamente a garantire ordine pubblico e sicurezza.
Visibilmente emozionato ma allo stesso tempo sorpreso dall’attenzione ricevuta, Alessandro Calista ha ringraziato le istituzioni per il riconoscimento.
«Non mi aspettavo tutto questo risalto mediatico» ha commentato il poliziotto, spiegando di aver semplicemente svolto il proprio lavoro.
«Come ho detto, non è la prima volta che succede: io stavo facendo semplicemente il mio lavoro, quello che svolgo tutti i giorni, quindi non mi sento di aver fatto qualcosa di così eclatante».
Parole semplici, pronunciate con la naturalezza di chi vive il proprio ruolo come un servizio quotidiano.
«Vi ringrazio per il pensiero che avete avuto per me» ha concluso l’agente.
Un momento di riconoscimento pubblico che ha voluto mettere al centro il valore del servizio e il sacrificio delle forze dell’ordine, in un periodo in cui il tema della sicurezza e dell’ordine pubblico resta spesso al centro del dibattito nazionale.
La cerimonia di Pescara si chiude così con un gesto simbolico ma carico di significato: la città che rende omaggio a uno dei suoi figli, diventato suo malgrado protagonista di un episodio di cronaca nazionale mentre svolgeva il proprio lavoro in divisa.
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