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Non autosufficienza in Piemonte, fondi ancora fermi a marzo: «Anziani e famiglie lasciati soli»

Deambrogio (PRC): «In Piemonte ancora non assegnate le risorse del Fondo nazionale. Liste d’attesa bloccate e rette delle RSA sempre più alte»

Non autosufficienza in Piemonte, fondi ancora fermi a marzo: «Anziani e famiglie lasciati soli»

Non autosufficienza in Piemonte, fondi ancora fermi a marzo: «Anziani e famiglie lasciati soli» (foto di repertorio)

A metà marzo le risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza destinate al Piemonte non sono ancora state assegnate. Una situazione che secondo il Partito della Rifondazione Comunista rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà di migliaia di famiglie che assistono persone fragili, anziani e disabili.

A denunciare il ritardo è Alberto Deambrogio, segretario regionale del PRC Piemonte, che parla di una situazione «inaccettabile e vergognosa».

«È inaccettabile che a metà marzo la quota del fondo destinata al Piemonte non sia ancora stata ripartita – afferma Deambrogio –. Siamo di fronte a un’inerzia istituzionale che colpisce direttamente cittadini fragili e le loro famiglie».

Secondo Rifondazione, il problema non è solo burocratico ma riguarda l’intero sistema di assistenza socio-sanitaria. «Mentre la politica si perde tra annunci e procedure amministrative – prosegue – il sistema regionale continua a reggersi su equilibri sempre più fragili, con liste d’attesa lunghissime e costi insostenibili per le famiglie».

Tra le criticità segnalate dal partito c’è in particolare il tema delle strutture residenziali per anziani, dove le rette possono arrivare a cifre molto elevate. «Le RSA in Piemonte costano tra i 2.500 e i 3.500 euro al mese – sostiene Deambrogio – e molte famiglie sono costrette a utilizzare tutti i propri risparmi per garantire assistenza ai propri cari».

Non autosufficienza: le critiche del Prc del Piemonte - CasaleNotizie

Alberto Deambrogio

Il ritardo nell’assegnazione dei fondi avrebbe effetti diretti anche sull’organizzazione dei servizi. Senza il riparto delle risorse, spiegano dal PRC, le ASL non possono scorrere le graduatorie per l’accesso ai servizi assistenziali, lasciando molte persone non autosufficienti senza risposta.

Deambrogio richiama inoltre le critiche avanzate dalla Fondazione Promozione Sociale, che da tempo denuncia come gli investimenti nel settore siano insufficienti per affrontare il problema delle liste d’attesa e per ampliare l’offerta di posti nelle strutture convenzionate.

Secondo Rifondazione servirebbe invece un cambio di modello, con maggiori investimenti pubblici nell’assistenza e la creazione di reparti di lungodegenza integrati negli ospedali, in modo da garantire una presa in carico più stabile delle persone non autosufficienti.

«Non possiamo accettare che la non autosufficienza diventi un lusso o una condanna alla povertà – conclude Deambrogio –. La Regione deve intervenire con forza nei confronti del Governo per sbloccare subito le risorse e garantire servizi adeguati alle famiglie».

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