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Caso Kalulu: Bastoni ammette la simulazione e finisce candidato a un’onorificenza

Il difensore dell’Inter finisce al centro di una candidatura alla massima onorificenza lombarda dopo aver ammesso la simulazione nel caso Kalulu. Nel calcio moderno, a quanto pare, anche chiedere scusa può diventare un evento

Dal tuffo in area alla Rosa Camuna

Dal tuffo in area alla Rosa Camuna: Bastoni candidato al premio per aver detto “ho sbagliato”

Nel calcio di oggi basta poco per scatenare un caso nazionale. A volte basta anche troppo. Un contatto dubbio, un tuffo un po’ teatrale, un arbitro con il cartellino facile e il resto lo fa il tribunale più severo di tutti: i social. È successo anche ad Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale, finito al centro delle polemiche dopo il discusso episodio con Kalulu nella partita contro la Juventus dello scorso 14 febbraio.

In quell’occasione Bastoni aveva accentuato un contatto con il difensore bianconero, inducendo l’arbitro a espellere Kalulu. Un episodio che aveva scatenato fischi, discussioni e infinite moviole televisive, come da tradizione nel campionato italiano.

Fin qui nulla di particolarmente nuovo per il mondo del calcio, dove simulazioni e polemiche arbitrali sono ormai parte integrante del copione.

La novità, semmai, è arrivata dopo. Bastoni ha infatti ammesso pubblicamente l’errore, riconoscendo di aver esagerato il contatto e assumendosi la responsabilità dell’episodio. Un gesto che, nel mondo del pallone dove spesso la colpa è sempre dell’arbitro, del VAR o della forza di gravità, ha sorpreso più di una persona. E così, nel giro di poche settimane, quella che era nata come una classica polemica calcistica si è trasformata in qualcosa di decisamente più curioso.

Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, ha infatti deciso di candidare Bastoni alla Rosa Camuna, la più alta onorificenza conferita dalla Regione Lombardia.

Il motivo? Proprio la sua ammissione di responsabilità. Secondo Romani, il comportamento del difensore nerazzurro rappresenterebbe un atteggiamento “non scontato e non comune”, capace di testimoniare rispetto per il gioco, per gli avversari e per i tifosi.

Tradotto: in un mondo dove spesso nessuno ammette di aver sbagliato, dire semplicemente “ho fatto un errore” può diventare quasi un gesto rivoluzionario.

La candidatura ha trovato anche un sostenitore trasversale. A condividerla è stato infatti il consigliere regionale Pietro Bussolati, esponente del Partito Democratico e presidente dell’Inter Club di Palazzo Pirelli.

Per i promotori dell’iniziativa, episodi come quello accaduto in Inter-Juventus sono tutt’altro che rari sui campi di calcio. La differenza, sostengono, sta proprio nella reazione successiva del giocatore. L’ammissione pubblica dell’errore avrebbe trasformato una situazione controversa in un esempio di responsabilità sportiva.

Detta così, la storia assume quasi i contorni di una piccola parabola calcistica: prima il tuffo, poi la polemica, infine il pentimento. E chissà che non sia proprio questo il vero colpo di scena della vicenda. In un calcio abituato a conferenze stampa piene di “non ho visto bene l’azione” e “mi hanno spinto da dietro”, il semplice gesto di riconoscere un errore ha fatto talmente notizia da meritare una candidatura ufficiale a un premio istituzionale.

Ora resta da vedere se Bastoni entrerà davvero nell’albo d’oro della Rosa Camuna, dove tradizionalmente trovano spazio personalità del mondo della cultura, della scienza, dell’economia o dello sport. Se accadesse, sarebbe forse uno dei rari casi in cui un premio nasce da un gesto tanto semplice quanto insolito nel calcio moderno: ammettere di aver sbagliato. E a quel punto qualcuno potrebbe anche iniziare a sospettare che, tra tuffi e moviole, la cosa più sorprendente non sia stata la simulazione. Ma le scuse

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