La crisi di SkinLabo, azienda torinese fondata nel 2016 e diventata negli anni un caso di successo nel settore della cosmetica digitale, arriva anche in Consiglio regionale del Piemonte. La consigliera del Partito Democratico Laura Pompeo ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta regionale di attivare con urgenza strumenti di tutela per i lavoratori coinvolti.
Al centro della richiesta c’è la liquidazione giudiziale della società, aperta dal Tribunale di Torino il 25 febbraio 2026, e la conseguente sospensione dei rapporti di lavoro dei sette dipendenti ancora in forza all’azienda.
Secondo Pompeo, la vicenda rappresenta un segnale allarmante per il sistema produttivo del territorio. L’azienda, nata come startup innovativa e spesso citata come esempio di eccellenza imprenditoriale nel digitale, negli ultimi anni avrebbe infatti registrato un forte calo del fatturato e un progressivo ridimensionamento dell’organico, fino all’avvio della procedura di liquidazione.
Con l’apertura della procedura prevista dal Codice della crisi d’impresa, i contratti dei lavoratori sono stati sospesi in attesa delle decisioni del curatore fallimentare, lasciando i dipendenti in una situazione di incertezza economica e occupazionale.
Per questo la consigliera dem chiede alla Regione di intervenire rapidamente attivando gli strumenti previsti dalla legge regionale 32 del 2023, dedicata alla gestione delle crisi aziendali. Tra le misure indicate c’è l’apertura di un tavolo di monitoraggio presso l’assessorato regionale al Lavoro, con l’obiettivo di seguire l’evoluzione della situazione e individuare soluzioni per i dipendenti coinvolti.
Pompeo sollecita inoltre l’utilizzo degli strumenti di politica attiva del lavoro, come il Buono Servizi Lavoro e il programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, finanziato con risorse del PNRR, per favorire percorsi di formazione, riqualificazione professionale e ricollocamento.
Tra le ipotesi avanzate nell’interrogazione c’è anche la possibilità di ricorrere ad ammortizzatori sociali in deroga, nel caso in cui la situazione lo richieda, per garantire un sostegno economico ai lavoratori sospesi.
Con l’atto ispettivo la consigliera chiede alla Giunta regionale di chiarire se sia già pienamente informata della vicenda e quali interventi intenda adottare per evitare che la crisi dell’azienda si traduca in una perdita definitiva di posti di lavoro.
La priorità, sottolinea Pompeo, deve essere quella di proteggere i lavoratori e accompagnarli in un percorso di tutela e ricollocazione, evitando che una crisi industriale si trasformi in un problema sociale per le famiglie coinvolte.