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Cronaca
11 Marzo 2026 - 11:46
Dopo l’alluvione arrivano altri 45 milioni: fondi per i territori colpiti del Canavese
A quasi un anno dall’alluvione che ha colpito il Piemonte nella primavera del 2025, tra strade ancora danneggiate, opere da completare e rimborsi attesi, arriva un nuovo capitolo nella gestione dell’emergenza. Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 marzo, ha infatti stanziato altri 45 milioni di euro destinati alla Regione Piemonte per affrontare le conseguenze del maltempo che tra il 15 e il 17 aprile 2025 aveva provocato frane, esondazioni e danni diffusi anche in diversi comuni del Canavese.
Si tratta del secondo stralcio di finanziamenti legato alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Le nuove risorse si aggiungono ai fondi già assegnati nei mesi successivi alla calamità e permettono di portare il totale degli stanziamenti a circa 90 milioni di euro.
Subito dopo l’evento alluvionale, infatti, il Governo aveva messo a disposizione 17 milioni di euro, seguiti da un ulteriore stanziamento della stessa entità nell’agosto del 2025. A queste somme si erano aggiunti 5 milioni di euro di fondi regionali, utilizzati per coprire interventi urgenti realizzati dai Comuni nelle ore immediatamente successive all’emergenza.
Le nuove risorse dovrebbero ora consentire di completare il quadro degli interventi, finanziare opere di messa in sicurezza e procedere con i ristori destinati a privati cittadini, aziende agricole e attività produttive colpite dal maltempo.
“Si tratta di risorse importanti che permetteranno di completare gli interventi in corso, proseguire nelle opere di mitigazione del rischio e dare risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi alluvionali”, hanno commentato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Gabusi, ringraziando il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il Dipartimento nazionale della Protezione civile per l’attenzione dimostrata verso il Piemonte.
Secondo la Regione, i nuovi fondi permetteranno di aggiornare il piano degli interventi e di consentire agli enti locali di proseguire i lavori di ripristino sul territorio. Gli uffici della Direzione Opere pubbliche sono infatti incaricati di predisporre l’aggiornamento del programma degli interventi che dovranno essere realizzati nei territori colpiti.
Ma proprio sulle tempistiche degli interventi e sui rimborsi ai Comuni si è aperto un duro confronto politico in Consiglio regionale.

La presidente del gruppo PD in Consiglio regionale ha infatti presentato un’interrogazione a risposta immediata per denunciare quelli che considera ritardi nella gestione dei lavori e dei rimborsi post-alluvione.
Secondo la consigliera, la risposta dell’assessore Gabusi non avrebbe chiarito il punto principale: quando arriveranno concretamente le risorse ai Comuni e quando partiranno i lavori definitivi di messa in sicurezza.
“Nonostante l’elenco di stanziamenti e provvedimenti – tra cui i 35,5 milioni di euro derivanti dallo stato di emergenza nazionale e i 5 milioni di fondi regionali – non è stata fornita una tempistica certa per la realizzazione delle opere e il trasferimento integrale delle risorse ai Comuni”, ha dichiarato.
La critica riguarda soprattutto la mancanza di un cronoprogramma preciso, che secondo l’opposizione sarebbe necessario per dare certezze ai sindaci dei territori colpiti.
Dai dati citati emerge una situazione ancora complessa. I danni complessivi stimati a dicembre 2025 ammonterebbero infatti a oltre 28,4 milioni di euro, mentre i rimborsi finora erogati coprirebbero solo una parte delle spese sostenute dagli enti locali per gli interventi di somma urgenza.
Un caso emblematico riguarda la Città Metropolitana di Torino, che dopo l’alluvione aveva finanziato con risorse proprie oltre 5 milioni di euro di lavori urgenti. Il primo rimborso regionale ricevuto ammonta però a 3,2 milioni, lasciando quindi una parte significativa delle spese ancora scoperta.
A questo si aggiunge un ulteriore problema: diversi interventi necessari per ridurre il rischio idrogeologico restano ancora senza copertura finanziaria. Le opere in attesa di finanziamento ammonterebbero a 23,4 milioni di euro, di cui 11,5 milioni classificati come priorità massima.
Nel frattempo molti territori della Città Metropolitana di Torino e del Canavese continuano a convivere con le conseguenze dell’alluvione. In alcune zone persistono problemi alla viabilità, con strade danneggiate o parzialmente compromesse che rendono più difficili gli spostamenti quotidiani.
Secondo l’opposizione, a quasi dodici mesi dall’evento calamitoso non è più sufficiente parlare di procedure in preparazione o di uffici pronti a lavorare.
“Le comunità che percorrono quelle strade ogni giorno sono preoccupate. La burocrazia non può diventare un alibi per l’incertezza finanziaria dei Comuni”, ha sottolineato la presidente del gruppo PD, annunciando che continuerà a monitorare la situazione.
Il confronto politico, dunque, accompagna una fase ancora delicata per molti territori piemontesi.
Da una parte l’arrivo dei nuovi fondi rappresenta un passaggio fondamentale per completare i lavori e garantire i ristori promessi. Dall’altra resta aperta la questione dei tempi di realizzazione degli interventi, un nodo che riguarda direttamente le amministrazioni locali e i cittadini che, quasi un anno dopo l’alluvione, attendono ancora di vedere conclusa la fase della ricostruzione.
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