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Inquinamento Pfas, il comitato Stop Solvay chiede risposte sulla bonifica del territorio

Dopo l’udienza preliminare ad Alessandria per disastro ambientale colposo, i cittadini chiedono chiarezza sulle azioni per ripristinare la salubrità della Fraschetta

Inquinamento Pfas, il comitato Stop Solvay chiede risposte sulla bonifica del territorio

Inquinamento Pfas, il comitato Stop Solvay chiede risposte sulla bonifica del territorio

Il Comitato Stop Solvay torna a chiedere risposte concrete sul futuro ambientale del territorio alessandrino dopo l’udienza preliminare svoltasi oggi ad Alessandria nel procedimento che vede imputati due ex dirigenti della società Syensqo (ex Solvay) con l’accusa di disastro ambientale colposo.

Secondo i rappresentanti del comitato, quanto emerso nel corso dell’udienza ha suscitato forte preoccupazione tra i cittadini. In aula si sarebbe parlato soprattutto di attività di comunicazione e di iniziative istituzionali orientate al futuro dello stabilimento, senza però fornire indicazioni precise sulle azioni necessarie per affrontare l’inquinamento accumulato negli anni.

I comitati sottolineano che le iniziative illustrate riguarderebbero in particolare attività di ripristino dell’impianto industriale, ma non chiarirebbero in che modo si intenda ristabilire la salubrità ambientale dell’area. Una questione centrale per la popolazione che vive nella zona della Fraschetta, a sud di Alessandria, da tempo al centro del dibattito sull’inquinamento da Pfas.

I Pfas (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) sono composti chimici molto resistenti utilizzati in diversi processi industriali per rendere i materiali impermeabili e resistenti ai grassi. Tra questi figura anche il C6O4, uno degli ultimi composti prodotti nello stabilimento di Spinetta Marengo.

Secondo il comitato, tuttavia, l’inquinamento non riguarderebbe soltanto questo composto, ma un insieme più ampio di sostanze che avrebbero interessato il territorio per decenni, coinvolgendo non solo l’area della Fraschetta ma, più in generale, l’intero Piemonte.

Nel frattempo la Regione Piemonte ha stanziato fondi per avviare uno studio epidemiologico finalizzato a individuare possibili relazioni tra la presenza di inquinanti e alcune patologie riscontrate nella popolazione locale. L’indagine sarà realizzata attraverso una convenzione tra Comune di Alessandria e Università del Piemonte Orientale e analizzerà dati relativi a mortalità e morbilità nel territorio.

Parallelamente il comitato ha raccolto cartelle cliniche e documentazione sanitaria che verranno sottoposte ad analisi per verificare l’eventuale legame tra le patologie e l’inquinamento ambientale.

Il territorio di Spinetta Marengo, sobborgo di Alessandria dove sorge lo stabilimento chimico, è da tempo oggetto di attenzione anche da parte degli enti sanitari. Uno studio realizzato nel 2019 da Arpa Piemonte e Asl aveva infatti evidenziato nel territorio una maggiore incidenza di alcune patologie, in particolare oncologiche e cronico-degenerative, rispetto ad altre aree della provincia e della regione.

Per i cittadini riuniti nel comitato, il punto centrale resta ora capire quali interventi concreti verranno messi in campo per risanare il territorio e ridurre l’impatto di un inquinamento che, secondo i residenti, affonderebbe le sue radici in una lunga storia industriale dell’area.

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