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29 Gennaio 2026 - 17:02
Acqua potabile e Pfas: a Tortona scatta il divieto sui concimi chimici nelle aree sensibili (immagine di repertorio)
Un provvedimento cautelativo, adottato in una fase in cui i dati non segnalano emergenze ma impongono prudenza. A Tortona, in provincia di Alessandria, il sindaco Federico Chiodi ha firmato un’ordinanza per la tutela qualitativa delle acque destinate al consumo umano, con particolare attenzione alla presenza di Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche da tempo al centro dell’attenzione sanitaria e ambientale.
Il cuore dell’ordinanza riguarda il divieto di accumulo e spandimento di concimi chimici, fertilizzanti e prodotti fitosanitari in prossimità delle aree di approvvigionamento idrico. Una misura che non nasce da uno sforamento dei parametri di legge, ma da una scelta di prevenzione. I valori medi rilevati, come precisato dall’amministrazione comunale, risultano infatti al di sotto dei limiti imposti dalla normativa vigente.
Il provvedimento interviene in modo mirato su zone considerate particolarmente delicate. Sono interessati i punti di approvvigionamento, i pozzi e la galleria filtrante in frazione Castellar Ponzano, lungo entrambe le sponde del torrente Scrivia, oltre al pozzo in frazione Rivalta Scrivia. In queste aree viene inoltre vietato l’impiego, per scopi non agricoli, di mezzi chimici per il contenimento della vegetazione, una pratica che potrebbe incidere sulla qualità delle falde.
Il sindaco ha chiarito il senso dell’ordinanza sottolineando che si tratta di un primo passo, non necessariamente definitivo. «Si tratta di un primo provvedimento, a scopo cautelativo, in attesa di definire se saranno necessari altri interventi, fermo restando che finora i valori medi rilevati sono al di sotto dei limiti imposti dalla legge», ha spiegato Federico Chiodi, ribadendo che l’obiettivo è anticipare eventuali criticità prima che si trasformino in problemi concreti per la salute pubblica.
Il tema dei Pfas resta uno dei più sensibili sul fronte ambientale, anche in territori dove non si registrano situazioni di allarme immediato. La scelta di Tortona si inserisce in un quadro più ampio di attenzione crescente verso la protezione delle risorse idriche, soprattutto quando si tratta di acque destinate al consumo umano. Un approccio che privilegia la prevenzione e la tutela a lungo termine, anche a costo di introdurre limitazioni che incidono sulle pratiche agricole e sulla gestione del territorio.
L’ordinanza resta dunque uno strumento temporaneo, destinato a essere rivalutato alla luce dei prossimi monitoraggi. Ma il segnale politico e amministrativo è chiaro: sulla qualità dell’acqua, anche in assenza di superamenti dei limiti, il Comune sceglie la linea della massima cautela.

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