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Sanità
12 Marzo 2026 - 10:32
Sciatore inglese salvato dopo una grave emorragia: la corsa contro il tempo tra Susa e Rivoli
Doveva essere una normale settimana bianca in Val di Susa, tra piste innevate e giornate sugli sci. Invece, nel giro di poche ore, la vacanza di un turista inglese di 67 anni si è trasformata in una drammatica emergenza sanitaria, con una grave emorragia interna che ha rischiato di costargli la vita. A salvarlo è stata la rapidità della rete ospedaliera dell’AslTo3, che in poche ore ha attivato un intervento coordinato tra il Pronto soccorso dell’ospedale di Susa e il DEA dell’ospedale di Rivoli, dove radiologi, chirurghi e rianimatori hanno lavorato insieme per fermare il sanguinamento e rimuovere la massa responsabile dell’emorragia.
Tutto è iniziato nella notte del 10 febbraio. L’uomo, in vacanza sulle montagne piemontesi, ha iniziato ad avvertire un dolore improvviso e molto intenso al fianco sinistro, comparso dopo cena. Il malessere è peggiorato rapidamente, spingendolo a recarsi al Pronto soccorso dell’ospedale di Susa, diretto da Walter Brancaleoni.
Qui i medici hanno subito avviato gli accertamenti diagnostici, comprendendo in pochi minuti che la situazione era tutt’altro che banale. Gli esami hanno infatti evidenziato la presenza di una voluminosa massa surrenale accompagnata da un sanguinamento interno in atto. Una condizione potenzialmente molto grave che richiedeva un intervento immediato.
Dopo il primo inquadramento clinico e il consulto tra specialisti, è stata presa una decisione rapida: il paziente doveva essere trasferito al DEA dell’ospedale di Rivoli, centro di riferimento per i casi più complessi.
Il trasferimento è avvenuto in tempi rapidi. Una volta arrivato a Rivoli, la diagnostica ha confermato il sospetto dei medici: l’emorragia era causata dalla rottura di un mielolipoma del surrene, un tumore benigno ma altamente vascolarizzato. Nel caso del turista inglese la massa aveva raggiunto dimensioni eccezionali, circa 30 centimetri, e la sua rottura aveva provocato una importante perdita di sangue nel retroperitoneo.
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Di fronte a una situazione così delicata, i medici hanno scelto inizialmente una strategia mini-invasiva. Il primo tentativo per fermare l’emorragia è stato effettuato nel reparto di Radiologia, guidato da Marco Busso, con una procedura di embolizzazione dei vasi sanguinanti. Si tratta di una tecnica interventistica che consente di bloccare il flusso di sangue nei vasi responsabili dell’emorragia senza ricorrere immediatamente alla chirurgia.
«Il nostro primo obiettivo è stato quello di tentare una soluzione mini-invasiva», spiega Serena Tettoni, referente della Radiologia interventistica dell’AslTo3. «Quando abbiamo capito che, data la complessità della massa, la procedura non sarebbe stata conclusiva, il paziente è stato immediatamente indirizzato alla chirurgia, garantendo continuità e rapidità nel percorso di cura».
A quel punto è entrata in azione l’equipe di Urologia dell’ospedale di Rivoli, diretta da Salvatore Stancati. L’intervento chirurgico è stato eseguito in urgenza e si è rivelato particolarmente complesso.
La massa surrenale era infatti molto grande e sanguinante, e l’operazione presentava un rischio elevato, soprattutto per la vicinanza con il rene. I chirurghi hanno dovuto lavorare con grande precisione per rimuovere completamente il tumore e contemporaneamente controllare i focolai di sanguinamento retroperitoneale.
«Si trattava di una massa molto grande e sanguinante», racconta il direttore della Urologia Salvatore Stancati. «L’intervento è stato eccezionale: siamo riusciti a rimuovere completamente la massa del surrene senza danneggiare il rene sottostante. La rapidità e il lavoro di squadra tra radiologia, chirurgia e terapia intensiva hanno permesso di salvare il paziente».
Dopo l’operazione, il turista inglese è stato trasferito in terapia intensiva per il monitoraggio post-operatorio. Le sue condizioni sono progressivamente migliorate nei giorni successivi. Dopo alcuni giorni di ricovero nel reparto di Urologia, l’uomo si è ristabilito completamente ed è stato dimesso in buone condizioni.
Una storia che evidenzia l’importanza della rete ospedaliera integrata tra le strutture del territorio. «Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale la collaborazione tra i nostri ospedali e tra le diverse specialità», sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3. «Il rapido intervento del Pronto soccorso di Susa, il trasferimento immediato a Rivoli e il lavoro integrato delle equipe hanno consentito di gestire con efficacia una situazione molto delicata».
Il caso assume un significato particolare anche per il territorio della Val di Susa, una delle principali mete turistiche invernali del Piemonte. Ogni anno migliaia di sciatori italiani e stranieri frequentano le stazioni sciistiche della zona, e poter contare su una rete sanitaria efficiente rappresenta un elemento fondamentale.
«La nostra sanità dell’emergenza è al servizio dei cittadini che vivono sul territorio, ma anche delle migliaia di turisti che ogni inverno frequentano le stazioni sciistiche della valle», aggiunge La Valle. «Strutture e professionisti sono pronti a intervenire anche nelle situazioni più complesse».
Un concetto ribadito anche dall’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha sottolineato come questo episodio dimostri concretamente l’efficacia del sistema di emergenza-urgenza piemontese.
«La vicenda di questo sciatore dimostra la capacità delle nostre strutture di intervenire con tempestività anche in situazioni estremamente complesse», spiega Riboldi. «La collaborazione tra l’ospedale di Susa e il DEA di Rivoli, insieme al lavoro multidisciplinare tra radiologia interventistica, chirurgia e terapia intensiva, ha permesso di salvare una vita e di garantire cure di alto livello anche ai tanti turisti che scelgono le nostre montagne».
Una corsa contro il tempo, iniziata con un dolore improvviso durante una vacanza sugli sci e conclusa con un intervento chirurgico ad alta complessità. Un caso che racconta come, dietro ogni emergenza, ci sia spesso una rete di professionisti che lavora insieme per salvare una vita.
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