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L’intelligenza artificiale entra nelle botteghe: artigiani torinesi a scuola di AI

Cna lancia un percorso gratuito con webinar e incontri per insegnare alle piccole imprese come usare davvero l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale entra nelle botteghe: artigiani torinesi a scuola di AI

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia per grandi aziende o centri di ricerca. Sta entrando sempre più nella vita quotidiana delle imprese, anche in quelle più piccole. E ora arriva anche nelle botteghe artigiane. A Torino la Cna ha deciso di accompagnare artigiani e piccole imprese in questo passaggio con un percorso formativo dedicato proprio all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano.

L’iniziativa prevede un incontro iniziale e un ciclo di webinar gratuiti, pensati per aiutare le imprese a capire come funziona davvero questa tecnologia e come può essere utilizzata in modo concreto. Il progetto nasce in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale, Ing Italia e Camera di commercio di Torino, nell’ambito del programma nazionale Job Digital Lab, che punta a diffondere competenze digitali nel mondo del lavoro.

L’obiettivo è chiaro: evitare che l’intelligenza artificiale resti un concetto astratto o una moda tecnologica, e trasformarla invece in uno strumento utile per migliorare il lavoro quotidiano delle imprese.

Negli ultimi due anni l’AI ha fatto passi da gigante. Strumenti capaci di generare testi, analizzare dati, creare immagini o automatizzare attività ripetitive stanno cambiando il modo di lavorare in molti settori. Ma proprio per questo, spiegano gli organizzatori, diventa fondamentale imparare a usarli in modo consapevole.

Per molte piccole imprese il problema non è tanto l’accesso alla tecnologia quanto la comprensione di come integrarla nei processi aziendali. Un laboratorio artigiano, una piccola officina o uno studio professionale possono utilizzare l’intelligenza artificiale per molte attività: dalla gestione dei clienti alla comunicazione online, fino all’organizzazione interna del lavoro.

Il percorso formativo parte dalle basi. I primi incontri sono dedicati a spiegare come funzionano i modelli di intelligenza artificiale, quali sono i loro punti di forza ma anche i loro limiti. Un passaggio importante, perché molte aziende si avvicinano a queste tecnologie senza avere un quadro chiaro delle opportunità e dei rischi.

La formazione entra poi nel vivo con un tema diventato centrale nell’uso dell’AI: il prompting, cioè la capacità di formulare le richieste giuste ai sistemi di intelligenza artificiale per ottenere risultati affidabili e utili. Non basta infatti usare un software: bisogna sapere come interagire con esso.

Durante i webinar verranno presentati anche esempi concreti di utilizzo nelle attività quotidiane delle imprese. Si parlerà di gestione delle comunicazioni con i clienti, di supporto alla scrittura di testi e documenti, di analisi di informazioni e di organizzazione del lavoro.

Un altro passaggio del percorso riguarda gli agenti di intelligenza artificiale, cioè sistemi capaci di svolgere compiti specifici in autonomia. Gli artigiani e gli imprenditori partecipanti potranno imparare a costruire un primo agente digitale semplice, ad esempio un chatbot aziendale in grado di rispondere alle domande più frequenti dei clienti.

Accanto a questo verranno esplorate anche le possibilità offerte dalle automazioni, che permettono di semplificare alcune attività ripetitive e di rendere più efficienti i processi interni delle aziende.

Il tema non è secondario. Il tessuto economico torinese e piemontese è composto in larga parte da piccole e medie imprese e realtà artigiane, che spesso devono affrontare la trasformazione digitale con risorse limitate. In questo contesto la formazione diventa uno strumento fondamentale per evitare che l’innovazione resti appannaggio solo delle grandi aziende.

Secondo molti osservatori, infatti, l’intelligenza artificiale potrebbe avere un impatto significativo proprio sulle piccole imprese, a patto che venga utilizzata in modo mirato. Automatizzare alcune attività amministrative, migliorare la comunicazione online o gestire meglio i flussi di lavoro può aiutare le aziende a risparmiare tempo e a concentrarsi sulle attività più strategiche.

Naturalmente non mancano le preoccupazioni. Il dibattito sull’intelligenza artificiale riguarda anche temi delicati come la tutela dei dati, l’affidabilità delle informazioni generate dai sistemi automatici e l’impatto sul lavoro umano.

Proprio per questo il percorso proposto da Cna insiste molto sull’idea di uso responsabile e consapevole delle tecnologie. L’intelligenza artificiale non viene presentata come una soluzione miracolosa, ma come uno strumento che richiede competenze, attenzione e capacità di valutazione.

Per gli artigiani torinesi potrebbe essere l’inizio di un nuovo percorso. Le botteghe e i laboratori rappresentano una parte storica dell’economia locale, ma negli ultimi anni stanno affrontando cambiamenti profondi legati alla digitalizzazione, alla globalizzazione dei mercati e alla trasformazione dei consumi.

Integrare strumenti innovativi senza perdere la propria identità produttiva è una sfida complessa. In questo senso, iniziative di formazione come quella promossa da Cna cercano di costruire un ponte tra tradizione artigiana e nuove tecnologie.

Il messaggio di fondo è semplice: l’intelligenza artificiale non deve sostituire il lavoro umano, ma affiancarlo e renderlo più efficace. E per farlo servono conoscenza, pratica e la capacità di sperimentare nuovi strumenti.

Per molte piccole imprese torinesi, il percorso che partirà con questi incontri potrebbe essere il primo passo per capire come portare davvero l’AI dentro la propria attività. Un cambiamento che, secondo gli organizzatori, non riguarda solo il futuro della tecnologia ma anche quello del lavoro artigiano.

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