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11 Marzo 2026 - 17:32
Olindo Fiore, il campo della discordia: Gassino si divide tra favorevoli e contrari all'area camper
L'ex campo da calcio Olindo Fiore di Bussolino, frazione di Gassino Torinese, torna a far parlare di sé. Dopo l'intervento polemico del consigliere comunale d'opposizione Maurizio Gazzara la scorsa settimana, si stanno susseguendo online decine di commenti tra favorevoli e contrari alla conversione del campo abbandonato in area camper.
Il progetto del Comune prevede di recuperare lo spazio dell’ex impianto sportivo – da anni inutilizzato e invaso dalla vegetazione – trasformandolo in un’area attrezzata per il turismo itinerante. Un intervento che ha già visto l’avvio dei primi lavori di pulizia e sistemazione, ma che nel frattempo ha acceso un confronto molto duro in paese, tra nostalgia per il passato sportivo dell’area e sostegno alla scelta di riqualificazione.
A far partire la discussione è stato proprio Gazzara, che ha ricordato il valore simbolico di quel luogo per la comunità. Nel suo intervento, ha sottolineato come l’Olindo Fiore sia stato per decenni molto più di un semplice campo da gioco: «Per generazioni di gassinesi non è stato solo un rettangolo d’erba», ha scritto, rievocando un passato fatto di partite, gare ciclistiche e raduni sportivi. Un luogo dove, secondo il consigliere, lo sport ha rappresentato un’esperienza di crescita per tanti ragazzi del paese.
La sua posizione non è quella di un rifiuto a priori del progetto, ma di una critica sulle priorità. Gazzara sottolinea come la nuova area camper occuperebbe soltanto una parte dell’ex campo. «L’area camper, secondo il progetto, occuperà solo metà dell’ex campo di Bussolino. E l’altra metà?», si chiede, temendo che una parte dell’area possa rimanere senza una funzione definita.
Maurizio Gazzara
Tra i punti sollevati, c’è anche quello della posizione dell’area. Il collegamento con il centro di Gassino avviene infatti lungo via Bussolino, strada che negli anni è stata teatro di diversi incidenti e che, secondo il consigliere, non offre condizioni ideali per un collegamento pedonale. Il timore è che lo spazio finisca per essere poco frequentato o difficilmente integrabile con il resto del paese.
Il dibattito non si è fermato alla politica. Nei commenti pubblicati sotto i post dedicati alla vicenda sono intervenuti molti cittadini, con opinioni spesso opposte. Tra i contrari all’area camper emerge soprattutto il richiamo alla memoria sportiva del luogo. Una cittadina ricorda, ad esempio, la figura di Carlo Mazzone, allenatore e punto di riferimento per tanti giovani che negli anni hanno frequentato quel campo. «Lo sport è dedizione e amore che si dà ai ragazzi», scrive, ricordando il tempo e la passione dedicati da Mazzone ai giovani sportivi.
Il suo nome non è strettamente legato alla storia sportiva locale. A Gassino è stato infatti istituito anche un premio sportivo a lui dedicato, proprio per ricordare l’impegno educativo e sociale che lo sport ha rappresentato per generazioni di ragazzi.
Altri cittadini insistono sul tema della carenza di spazi per lo sport e lo svago. Secondo alcuni, la trasformazione dell’area rischia di accentuare un problema già esistente: «Non ci sono spazi per i giovani a livello di strutture per lo svago e attività fisiche», commenta un residente, ricordando che alcune strutture presenti sul territorio risultano oggi degradate o inutilizzabili. Per questo motivo, qualcuno suggerisce che l’area avrebbe potuto essere destinata a nuove strutture sportive, come campi per il padel o spazi per attività all’aperto.
Non mancano però le voci favorevoli al progetto. Alcuni gassinesi sottolineano come l’ex campo sia rimasto per anni in condizioni di degrado e ritengono positivo qualsiasi intervento di recupero.
Sul tema, infatti, è intervenuto anche il sindaco Cristian Corrado, che ha difeso il progetto spiegando la logica dell’intervento. Secondo il primo cittadino, l’obiettivo è quello di restituire alla comunità uno spazio rimasto fermo per troppo tempo: «Il progetto nasce proprio con una doppia finalità: turistica e sportiva», ha dichiarato, sottolineando che l’area negli ultimi anni era stata lasciata all’incuria.

Cristian Corrado
Per Corrado, quello che oggi si vede rappresenta soltanto l’inizio di un percorso più ampio di recupero. L’intervento attuale, spiega il sindaco, punta prima di tutto a restituire ordine e pulizia a uno spazio che negli anni era stato progressivamente abbandonato: «Continuare a lasciare tutto com’era avrebbe prodotto lo stesso risultato: incuria e degrado», osserva, rivendicando la scelta dell’amministrazione di intervenire.
Il dibattito gassinese entra anche a far parte di un fenomeno più ampio che negli ultimi anni sta interessando la cintura nord di Torino e il Canavese: la diffusione delle aree camper. Sempre più Comuni stanno puntando su questo tipo di infrastrutture per intercettare il turismo itinerante, un settore che negli ultimi anni è cresciuto a livello nazionale.
Secondo diversi osservatori, questa tendenza è stata favorita anche dalla disponibilità di bandi pubblici e finanziamenti dedicati al turismo, che rendono questi interventi relativamente accessibili rispetto ad altre opere più costose. Il tema non è stato sollevato direttamente dall’opposizione nel caso di Gassino, ma rappresenta uno degli elementi che contribuiscono a spiegare perché negli ultimi anni siano nate o siano state progettate numerose aree camper nella zona tra il Canavese e la collina torinese.
Resta ora da capire quale sarà il futuro dell’ex campo Olindo Fiore. Da una parte l’amministrazione che punta sulla riqualificazione e sul turismo itinerante, dall’altra chi teme che il paese possa perdere uno spazio simbolico legato allo sport e alla socialità.
Il confronto continua dentro e fuori dai social nelle discussioni tra cittadini. Segno che, anche quando si parla di un campo da calcio ormai scomparso, la questione riguarda qualcosa di più grande: l’identità e le priorità del territorio.
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