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A Montanaro bacino di laminazione, presunte discariche e alberi piantati nel posto sbagliato

Presunte discariche degli anni Sessanta riaprono il caso Fossasso

A Montanaro bacino di laminazione, presunte discariche e alberi piantati nel posto sbagliato

A Montanaro bacino di laminazione, presunte discariche e alberi piantati nel posto sbagliato

Lunedì 23 febbraio questo giornale ha pubblicato, a mia firma, un articolo sulla clamorosa dichiarazione scritta e firmata che pochi giorni prima il montanese geometra signor Luigino Alesina aveva inviato al sindaco dottor Antonino Careri.

Il signor Alesina vi racconta di avere assistito – fra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando era membro dell’Ufficio tecnico del Comune di Montanaro – al versamento di rifiuti urbane (RSU) e di rifiuti inerti in due buche appositamente scavate. Alesina chiese all’escavatorista al lavoro, che copriva i rifiuti man mano che vi venivano depositati, se avesse ricevuto una autorizzazione, un permesso SCRITTO, dal Comune. Segnatamente dal sindaco, perché allora autorizzare la creazione di discariche di rifiuti urbani spettava ancora ai sindaci. L’escavatorista rispose di no, di non avere alcuna autorizzazione SCRITTA: il sindaco lo aveva autorizzato solo “verbalmente”, a voce.

Alesina si rivolse allora al sindaco, e gli chiese se non riteneva opportuno regolarizzare le discariche con una apposita delibera di giunta. Ma il sindaco rispose evasivamente e non mostrò la volontà di procedere alla stesura della delibera. Poiché l’apertura di discariche non autorizzate avrebbe potuto configurare un reato, il geometra Alesina, nel timore di incorrere in guai giudiziari, proprio in quanto componente dell’Ufficio tecnico, si dimise e lasciò il suo lavoro in Comune. Trascuro gli avvenimenti successivi, non rilevanti ai fini del presente articolo: si potranno leggere nel documento del signor Alesina quando e se verrà reso pubblico.

Aggiungiamo soltanto, per completezza di informazione, che insieme alla dichiarazione di Alesina, al sindaco Careri è state recapitata anche una lettera del geologo dottor Guido Bruno, professionista di fiducia del Comitato di Difesa Ambientale, il quale ribadisce la sua ipotesi che nei pressi del pozzo idropotabile, e dell’area dove è stato progettato il bacino di laminazione del rio Fossasso in alternativa al quarto lotto dello scolmatore, furono realizzate – come dichiarato anche da Alesina – delle discariche non autorizzate. Il geologo allega alla lettera delle immagini tratte dal Geoportale della Regione Piemonte e dall’Istituto Geografico Militare, che a suo avviso avvalorano la sua ipotesi circa la presenza delle discariche non autorizzate.

IL VIDEO DEL CONSIGLIERE GIOVANNI PONCHIA

La sera stessa di lunedì 23 febbraio, dopo avere letto l’articolo de La Voce, l’ingegner Giovanni Ponchia, che è stato sindaco di Montanaro fra il 2014 e il 2024 e ora siede in consiglio comunale come capo della minoranza, pubblica un video sull’articolo e sulle dichiarazioni di Alesina. Naturalmente l’ingegnere tocca le questioni che riguardano il progettato bacino di laminazione: gli alberi che recentemente Città Metropolitana ha fatto piantumare in un luogo sbagliato, e l’ipotesi circa la presenza di discariche non autorizzate, rallentano o compromettono la realizzazione del bacino di laminazione, che egli sostiene fortemente.

Ma il fuoco del video è un altro, ed è più di natura personale: l’ingegner Ponchia vi esprime la propria indignazione per il dolore che l’articolo e le dichiarazioni gli avrebbero arrecato. A quanto si ricava dalle sue accorate parole, il sindaco degli anni Sessanta e Settanta, del quale parla Alesina, era suo padre. Due mesi dopo la fine del suo mandato da sindaco morì prematuramente.

Allora il figlio, l’ingegner Giovanni Ponchia, a sua volta futuro sindaco, aveva solo sei anni. L’ingegnere rievoca il dramma di un bimbo di sei anni che perse il padre, e il dolore che tuttora gli porta il ricordo di quella tragedia familiare. Pertanto accusa l’articolo e le dichiarazioni di Alesina di avergli rinnovato questo dolore e soprattutto di avere attaccato un uomo, suo padre, morto da mezzo secolo, infangandone la memoria. “Sono stato colpito negli affetti familiari”, dice l’ingegnere, e annuncia querele o denunce.

Premesso che va rispettato il dolore di un uomo che ancora adesso soffre della prematura perdita del padre, il video merita alcune osservazioni.

1. L’articolo a mia firma non allude nemmeno lontanamente al fatto che il sindaco di mezzo secolo fa era il padre dell’ingegnere. Non accenna affatto al rapporto di parentela fra quel sindaco e l’ingegner Ponchia. Non vi accenna per una ragione precisa: quel rapporto di parentela non ha alcuna rilevanza per i fatti che ho descritto. Quel sindaco potrebbe chiamarsi Mario Rossi e non avere alcuna parentela con l’ingegner Ponchia: se ha mancato di adempiere un suo dovere di sindaco, avrebbe in ogni caso mancato. Dal punto di vista amministrativo ed eventualmente giudiziario, non c’entra nulla con il fatto di essere padre dell’ingegner Ponchia. C’entra naturalmente per il dolore del quale soffre tuttora l’ingegnere. Ma, se ARPA, ASL e SMAT svolgeranno delle indagini, nei loro documenti non scriveranno certo: “Il sindaco di allora è il padre dell’ingegner Giovanni Ponchia”. Non lo scriverebbero perché il rapporto di parentela non c’entra nulla ai fini della loro indagine. Senza contare che le responsabilità sono personali.
2. Ha invece scritto di questo rapporto di parentela il geometra Alesina. Ma chi leggerà la sua dichiarazione capirà perché Alesina l’ha fatto, e perché il rapporto di parentela c’entra, almeno sul piano emotivo, con la questione delle presunte discariche non autorizzate. Non aggiungo altro perché tocca ad altri, e credo in particolare al sindaco Careri, pubblicare eventualmente la dichiarazione di Alesina nel sito del Comune. Inoltre ogni cittadino ha diritto di chiedere il documento presentando in Comune un accesso agli atti.

CHI HA FATTO PIANTARE GLI ALBERI NEL POSTO SBAGLIATO?

3. Nel video l’ingegner Ponchia afferma che gli alberi piantumati nel luogo sbagliato li ha fatti piantare il Comune. Affermazione discutibile: gli alberi sono stati fatti piantumare da Città Metropolitana, non dal Comune. Il Comune c’entra perché ha sottoscritto un accordo con Città Metropolitana per la piantumazione degli alberi con fondi PNRR. È quindi ingeneroso gettare la colpa sul Comune e sulla attuale amministrazione. Anzi, appena si è accorto che gli alberi venivano piantati in un posto sbagliato perché destinato alla eventuale realizzazione del bacino di laminazione, il sindaco Careri ha immediatamente avvisato Città Metropolitana facendo interrompere i lavori di piantumazione.
4. Ma perché gli alberi sono stati messi in un posto sbagliato, anzi sbagliatissimo perché il posto è vincolato dal progetto di costruzione del bacino di laminazione? Chi ha sbagliato? Il Comune di Montanaro ha comunicato a Città Metropolitana dati catastali (foglio e particella del catasto) sbagliati? Oppure Città Metropolitana per così dire li ha copiati sbagliati? Per chiarire le responsabilità, e prevenire una eventuale richiesta di risarcimento danni da qualsiasi parte provenga, la giunta Careri ha incaricato uno studio legale di approfondire la vicenda.
Ma, torno a chiederlo, chi ha veramente sbagliato per primo, ammesso che vi siano stati errori? Nel 2023 il Comune di Montanaro, allora guidato dal sindaco Giovanni Ponchia, trasmise a Città Metropolitana un elenco di fogli e particelle di terreno comunali disponibili per la piantumazione. La lettera, firmata dal sindaco Ponchia, conteneva questa descrizione: “Foglio 8 particella 53 SOLO IN PARTE”. Cosa vuol dire solo in parte? Quale è la parte disponibile per la piantumazione e quale non lo è? Pertanto la domanda che su questo giornale ci siamo già posti è la seguente: gli eventuali errori recentissimamente commessi da Comune e Città Metropolitana possono essere almeno parzialmente ricondotti “a monte” anche a quella incerta indicazione (“particella 53 solo in parte”) fornita dall’amministrazione Ponchia? Nel video l’ingegnere non dice nulla sulla questione.

IL BACINO DI LAMINAZIONE SAREBBE MEGLIO
DEL QUARTO LOTTO DELLO SCOLMATORE?

5. Nel video l’ingegner Ponchia fa una affermazione che ha ripetuto più volte: il bacino di laminazione salverebbe [in questo punto nell’audio c’è una parola incomprensibile] il paese dal rischio alluvione, o almeno ridurrebbe il rischio. Perciò la piantumazione degli alberi, ostacolando la realizzazione del bacino, aumenta il rischio alluvione. Nella sua richiesta al sindaco Careri di convocazione della Commissione speciale bacino, Ponchia aveva scritto: “In caso di non spostamento dei suddetti alberi il progetto in oggetto non sarebbe più realizzabile ED IL PAESE RESTEREBBE A RISCHIO ALLUVIONE”. Ora, da dove l’ingegnere trae questa certezza, questa ferma convinzione? Da anni la Regione chiede al Comune di Montanaro di produrre lo studio comparativo che dovrebbe dimostrare che il bacino di laminazione sarebbe più efficace del quarto lotto dello scolmatore. Ponchia è stato sindaco per dieci anni e questo studio non è mai arrivato sul tavolo dei tecnici regionali (a meno che lo studio sia stato redatto proprio negli ultimissimi tempi). Perché lo studio comparativo non c’è ancora? Fino al 2013, Montanaro si avviava alla costruzione del quarto lotto dello scolmatore, la cui creazione era compresa in un accordo di programma firmato nel 2010 da Stato e Regione, e che la Regione era disposta a finanziare mettendo a disposizione, per cominciare, 700.000 euro. Ma negli anni 2012-2013 appare con successo nella scena politica l’ingegner Ponchia, prima candidato e poi sindaco: al posto del quarto lotto propone la creazione di un bacino di laminazione. Presenta il bacino come una soluzione migliore del quarto lotto. Nel 2013 il Comune abbandona la prospettiva del quarto lotto e per dieci anni Ponchia, da sindaco, ha cercato di realizzare il bacino. Bene, dopo dieci anni, che ormai sono dodici, Montanaro non ha né il quarto lotto né il bacino di laminazione. E lo studio comparativo, che dimostrerebbe la maggiore efficacia del bacino, non è stato prodotto: quindi in base a che cosa oggi Ponchia sostiene che il suo bacino di laminazione salverebbe il paese? E perché non spiega le ragioni per cui in dieci anni da sindaco non è nemmeno riuscito ad arrivare ad un progetto approvato dalla Regione?

IN ARRIVO UNA GIUNTA CARERI – PONCHIA?

6. Nel video, infine, l’ingegner Ponchia elogia il sindaco Careri che ha dimissionato il vicesindaco Arcangelo Gallon. Careri si sarebbe cioè finalmente accorto di essersi metto in cattive mani e ha provveduto a licenziare Gallon. Ma ora Careri si trova ad avere in maggioranza tre consiglieri che non sarebbero più affidabili: Gallon, Stefano Pellegrino e Luca Rastaldo. Pertanto Ponchia dichiara che verrà in soccorso a Careri se ne avesse bisogno. Dunque si preannuncia un cambio di maggioranza? Si formerà una giunta Careri – Ponchia? Per la verità Gallon ha già dichiarato che continuerà a sostenere il sindaco Careri, e quindi non ci sarebbe bisogno di alcun cambio di maggioranza. Vedremo.

In chiusura mi permetto di esprimere col massimo rispetto una mia convinzione: il sindaco Careri dovrebbe firmare e pubblicare una delibera di giunta che prende atto (prende atto, non approva) delle recentissime comunicazioni del geologo Guido Bruno e del signor Alesina e annuncia che ne informerà immediatamente gli organi competenti, per lo meno Regione, ARPA, ASLTO4, SMAT. E, se la normativa non lo vieta, il sindaco potrebbe allegare alla delibera, da pubblicare ovviamente nell’albo pretorio, le comunicazioni del geologo e del signor Alesina. Così chiunque potrebbe leggere le dichiarazioni di Alesina e formarsi una propria opinione, con calma e riflessione, al di fuori del rumore social di questi giorni.

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