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11 Marzo 2026 - 10:47
Le panchine del Giacosa "non piacciono" e finiscono in Consiglio
Le nuove sedute (ciottoli) comparse nei giorni scorsi in piazza del Teatro, davanti al Giacosa, finiscono ufficialmente in Consiglio comunale.
Il che, a Ivrea, è più o meno il destino naturale di ogni panchina che decida di apparire in uno spazio pubblico.
C’è un’interpellanza presentata dalla capogruppo di Progetto Ivrea, Elisabetta Piccoli, firmata anche dai capigruppo Andrea Cantoni e Paolo Noascone, che chiede chiarimenti al sindaco Matteo Chiantore sul nuovo arredo urbano installato nel centro storico.
Un intervento che, nel giro di pochi giorni, ha acceso un dibattito piuttosto vivace sui social. Sull’utilità delle nuove sedute, sul loro inserimento nella piazza e soprattutto sul percorso che ha portato alla loro realizzazione.
Perché a Ivrea succede spesso così: prima arriva l’arredo urbano, poi arriva la discussione. E a quel punto la città si divide come davanti a un derby. La battuta più pop? "Cuociono il sedere...". La battuta più out? "Orrbili!"
Il documento presentato dall’opposizione parte proprio da qui: dal metodo.

L’interpellanza ricorda infatti come negli ultimi anni l’attuale amministrazione abbia più volte richiamato il principio della massima condivisione e trasparenza nelle scelte amministrative. Un principio che, secondo i firmatari, non avrebbe trovato applicazione in questo caso.
«Abbiamo appreso da un'intervista del Sindaco sul giornale La Sentinella del Canavese che l'intervento è costato 50.000,00 euro e che ci saranno anche nuove iniziative di riqualificazione di via Arduino sino al Borghetto. Sia in campagna elettorale che nel DUP e nelle linee di mandato è sempre stato affermato il principio della massima condivisione e trasparenza nell’azione amministrativa, ma che nei fatti non trova sistematicamente applicazione».
Proprio per questo – sostiene l’opposizione – sarebbe stato opportuno avviare un percorso di confronto con cittadini e attività della zona prima della realizzazione dell’arredo urbano.
Non una novità assoluta, peraltro. L’interpellanza ricorda infatti come in passato, per interventi analoghi, fosse stato seguito un metodo diverso.
Nel caso della riqualificazione di piazza Maretta, ad esempio, residenti, commercianti e associazioni erano stati coinvolti nella fase progettuale, raccogliendo idee e suggerimenti prima dell’avvio dei lavori. Da quel percorso partecipativo nacquero anche alcune soluzioni diventate poi simboliche per la città.
Tra queste, i vasi ispirati alle pentole di fagioli della Fagiolata Benefica del Castellazzo e le installazioni grafiche realizzate sulle facciate con la collaborazione dei residenti.
Per l’opposizione, questo approccio avrebbe dovuto essere replicato anche per piazza del Teatro.
«C’è infatti un’enorme differenza tra l’imposizione di un progetto e la condivisione con processi partecipativi», si legge nel documento.
Secondo i firmatari, uno degli effetti più evidenti dell’intervento sarebbe quello di impedire il parcheggio delle auto nella piazza, un problema noto da tempo.
Ma proprio su questo punto l’interpellanza richiama un precedente che a Ivrea è rimasto piuttosto famoso: quello delle cosiddette “bare di piazza di Città”, i blocchi di cemento installati anni fa e poi rimossi dopo le proteste dei cittadini.
Un ricordo urbanistico che, a Ivrea, riaffiora puntualmente ogni volta che compare una nuova panchina.
Piccoli sottolinea anche come, prima di investire in nuove sedute, sarebbe stato forse opportuno intervenire sulla manutenzione di quelle già presenti in città. Vengono citati in particolare i casi di piazza Rondolino e piazza Freguglia, dove alcune panchine versano da tempo in condizioni non ottimali.
Non manca poi l’affondo sull’utilizzo concreto delle nuove sedute.
«Senza entrare nella valutazione puramente estetica che attiene al gusto personale – scrive Piccoli – le “panchine” sono sicuramente poco adatte ad una popolazione anziana come quella della nostra città, una delle più demograficamente anziane del Piemonte, e per chi ha delle disabilità».
Nel documento vengono segnalati anche possibili problemi legati all’uso quotidiano dell’arredo urbano.
«Probabilmente, dato il materiale, saranno forse bollenti in estate, sono chiare e ottimo sito per chi ama fare graffiti, senza considerare che già in questi giorni quelle più piccole sono state spostate qua e là».
Infine, secondo quanto riportato nell’interpellanza, alcuni professionisti del settore avrebbero espresso perplessità sull’inserimento dell’opera nel contesto urbano della piazza.
«Il giudizio unanime – si legge – è che si tratti di un’opera completamente decontestualizzata con la piazza e con il Teatro Giacosa, seppur di valore artistico oggettivo».
Alla luce di queste considerazioni, l’opposizione chiede all’amministrazione due chiarimenti precisi: se sia stato redatto uno studio di fattibilità o un progetto complessivo per la piazza e, in caso affermativo, perché non sia stato presentato preventivamente nella commissione consiliare competente.
L’altra domanda riguarda invece il percorso decisionale.
Perché – si chiede l’interpellanza – non sia stato avviato un confronto con cittadini e consiglieri prima della realizzazione dell’intervento, così da raccogliere suggerimenti ed evitare il malcontento che si sta registrando in questi giorni.
Domande che ora arriveranno direttamente in aula.
E sarà il Consiglio comunale a discutere uno degli arredi urbani che, nel giro di pochi giorni, è già riuscito in una piccola impresa: trasformare una panchina in un argomento politico cittadino.
Che, a Ivrea, è più o meno la normalità.
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