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06 Marzo 2026 - 16:22
Ivrea, nuove sedute in piazza del Teatro: arrivano i “ciottoli” davanti al Giacosa
La piazza del Teatro Civico “Giacosa” di Ivrea cambia volto. O almeno ci prova.
Fiato alle trombe e rullo di tamburi, questa mattina sono arrivate le nuove sedute e sono state distribuite sulla pavimentazione in porfido. Forme morbide, cemento chiaro, linee arrotondate. Alcune sembrano grandi ciottoli, altre piccoli scogli urbani. La disposizione è libera, quasi casuale: l’idea è di creare punti di sosta sparsi nella piazza.
Manca ancora un dettaglio: le fioriere. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare piante e fiori a completare il quadro.
Le sedute sono fatte in materiale cementizio chiaro, con superfici lisce e arrotondate. Alcune sono ovali, altre più lunghe e leggermente curve. Ci si può sedere sopra in vari modi, senza l’obbligo della classica panchina con schienale e vista frontale.
È il design urbano contemporaneo, quello che gli architetti chiamano sedute “a ciottolo”: arredi che imitano le forme della pietra levigata dall’acqua. In molte città stanno spuntando un po’ ovunque. Non sono solo panchine, spiegano i progettisti, ma “sculture funzionali”. Oggetti che servono, ma che fanno anche scena.
E qui entra in gioco la variabile più imprevedibile di tutte: gli eporediesi.
Perché ogni volta che a Ivrea spuntano nuove sedute in uno spazio pubblico, la memoria corre veloce. Corre al 2017, quando in piazza di Città comparvero i celebri monoliti di cemento scuro.
L’idea, anche allora, era nobile: riordinare la piazza e impedire alle auto di invadere lo spazio pubblico. Il risultato, secondo molti cittadini, ricordava però qualcos’altro. Da lì il soprannome che fece il giro della città: le “panchine-bara”.
Sui social partì l’ironia. Qualcuno disegnò croci bianche sui blocchi di cemento. La polemica arrivò in Consiglio comunale. E dopo mesi di discussioni, nel 2018, quei monoliti vennero rimossi.
Da allora a Ivrea si guarda con una certa prudenza a ogni nuova panchina. Adesso tocca a queste sedute “a ciottolo” davanti al Teatro Giacosa. Più morbide, più chiare, decisamente meno funeree. Ma il vero test, come sempre, non sarà il progetto. Sarà l’uso. Ovvero: gli eporediesi si siederanno. Oppure no.

Nei prossimi giorni saranno proprio i cittadini a dare il primo giudizio. E a qualcuno probabilmente tornerà in mente il famoso “scandalo delle panchine-bara”.
Era il 2017 quando l’amministrazione comunale fece installare in piazza di Città, nel cuore di Ivrea, una serie di monoliti in cemento scuro utilizzati come sedute e dissuasori contro la sosta delle auto. Il progetto faceva parte di un intervento di riordino della piazza e prevedeva blocchi pesanti e massicci, pensati anche per impedire che le tradizionali panchine di legno venissero spostate per fare spazio alle macchine.
La forma rettangolare dei blocchi scatenò però reazioni immediate. Molti cittadini iniziarono a chiamarle “panchine-bara”, perché a loro giudizio ricordavano delle bare. Le critiche esplosero soprattutto sui social network e non mancarono proteste ironiche: su alcune sedute comparvero croci bianche disegnate con il gesso proprio per sottolineare quella somiglianza.
La vicenda si trasformò subito in un caso politico. L’opposizione portò la questione in Consiglio comunale, chiedendo conto della spesa e delle scelte progettuali.
Morale? Dopo mesi di polemiche e discussioni, con il cambio di amministrazione la situazione cambiò. Nel 2018 le cosiddette “panchine-bara” vennero rimosse da piazza di Città, una decisione presentata come un segnale di discontinuità rispetto al passato.
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