Una piazza per ricordare chi ha pagato con la vita la lotta alla criminalità organizzata. Non un gesto simbolico, ma un segno destinato a restare nel tempo e a parlare alle nuove generazioni. A Nole l’amministrazione comunale ha deciso di intitolare lo spazio davanti alla scuola dell’infanzia “Arcobaleno” alle vittime innocenti delle mafie. Il nuovo luogo pubblico si chiamerà piazza 21 Marzo, richiamando la Giornata della Memoria e dell’Impegno, promossa da anni dall’associazione Libera per ricordare le persone uccise dalla criminalità organizzata.
La scelta rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato da tempo e costruito attraverso incontri, testimonianze e momenti di riflessione che hanno coinvolto scuole, associazioni e cittadini. Un cammino che ha visto la collaborazione tra il Comune di Nole, l’associazione Equ’Azione – Bottega del commercio equo e solidale e l’Istituto comprensivo del paese, con l’obiettivo di promuovere tra i più giovani una cultura della legalità e della responsabilità civile.
L’intitolazione attende ora il via libera della Prefettura, ultimo passaggio formale prima che il nuovo nome diventi ufficiale. Ma per l’amministrazione comunale il significato dell’iniziativa è già chiaro: trasformare la memoria in un elemento concreto della vita quotidiana della comunità.
Il sindaco Luca Bertino sottolinea che non si tratta soltanto di collocare una targa o modificare la toponomastica. L’obiettivo è rendere visibile e tangibile un impegno che la città porta avanti da anni nel segno della legalità. Intitolare uno spazio pubblico alle vittime delle mafie significa affermare con forza i valori della giustizia e trasmetterli alle generazioni future.
Non è casuale la scelta del luogo. La nuova piazza sorgerà proprio davanti a una scuola frequentata ogni giorno da bambini e famiglie. In questo modo il ricordo delle vittime non resterà confinato a una celebrazione annuale, ma diventerà parte della quotidianità. Un richiamo costante ai valori del rispetto, della responsabilità e del senso civico.
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che il Comune di Nole ha intrapreso da tempo aderendo ad Avviso Pubblico, la rete nazionale degli enti locali impegnati nella promozione della legalità e nel contrasto alle mafie. Un’adesione che ha portato negli anni all’organizzazione di incontri pubblici, momenti di approfondimento e iniziative rivolte soprattutto al mondo della scuola.
Proprio nei giorni scorsi il NoleForum ha ospitato un incontro dedicato agli studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “Padre Merlo Pich”. L’iniziativa ha coinvolto anche l’associazione Equ’Azione e ha offerto ai ragazzi l’occasione di confrontarsi con una testimonianza diretta.
Ospite dell’incontro è stato don Tommaso Pace, sacerdote della diocesi di Agrigento e autore del volume “Decidere è scegliere”. Il libro racconta la figura del magistrato Rosario Livatino, giovane giudice siciliano assassinato dalla Stidda il 21 settembre 1990 all’età di soli 37 anni. Livatino è diventato negli anni uno dei simboli della magistratura impegnata contro la criminalità organizzata e un esempio di integrità morale e civile.
Attraverso il racconto della sua storia, gli studenti hanno potuto riflettere sul significato delle scelte individuali e sul valore della responsabilità personale di fronte alle ingiustizie. Un messaggio che si lega strettamente al senso della Giornata della Memoria e dell’Impegno: ricordare le vittime innocenti non solo come nomi da commemorare, ma come testimonianze di coraggio che continuano a parlare al presente.

Il tema della legalità è stato al centro anche di un altro momento significativo vissuto nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale. Il sindaco Bertino ha partecipato a un incontro con don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, insieme ai sindaci del territorio della Città metropolitana di Torino.
Da oltre trent’anni don Ciotti rappresenta una delle figure più autorevoli nel movimento civile che si oppone alle mafie e promuove la cultura della legalità. Il suo impegno ha contribuito a mantenere viva la memoria delle vittime innocenti e a costruire una rete di cittadini, associazioni e istituzioni impegnate nella difesa dei valori democratici.
L’incontro con il sacerdote torinese è stato per molti amministratori locali un momento di forte intensità. Le sue parole hanno ribadito un concetto semplice ma fondamentale: la lotta alle mafie non può essere delegata soltanto alle forze dell’ordine o alla magistratura, ma richiede la partecipazione attiva della società civile.
La scelta di intitolare una piazza alle vittime delle mafie si inserisce proprio in questa prospettiva. Non si tratta soltanto di ricordare il passato, ma di costruire una comunità più consapevole e responsabile.
In questo senso, la collaborazione con il mondo della scuola assume un valore decisivo. Gli incontri con gli studenti rappresentano uno degli strumenti più efficaci per trasmettere ai giovani il senso della legalità e dell’impegno civile.
La nascita di piazza 21 Marzo diventerà così un segno permanente di questo percorso. Un luogo capace di ricordare ogni giorno il sacrificio di uomini e donne che hanno perso la vita per difendere la giustizia.
Non un monumento statico, ma uno spazio attraversato dalle persone, dai bambini e dalle famiglie. Un luogo che invita a riflettere sul valore della memoria e sulla necessità di trasformarla in azione concreta.
Perché, come ricordano spesso i promotori della Giornata della Memoria e dell’Impegno, ricordare significa scegliere. Scegliere da che parte stare, ogni giorno, nella vita di una comunità che vuole essere più giusta, più libera e più consapevole.