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09 Marzo 2026 - 12:11
Dalle bombe alla salvezza: la tigre bianca Aleks sopravvive all’inferno di Kharkiv
Quando i soccorritori lo hanno trovato tra le macerie della regione di Kharkiv, in Ucraina, sembrava destinato a morire. Debilitato, disidratato e ormai allo stremo delle forze, era rimasto solo in un giardino devastato dalla guerra. Oggi invece Aleks, rarissimo esemplare di tigre bianca, è salvo e sta lentamente recuperando le forze nel Lincolnshire Wildlife Park, nel Regno Unito.
La sua storia inizia nel giugno del 2024, durante alcune operazioni di soccorso nelle aree più colpite dai bombardamenti nell’est dell’Ucraina. In mezzo a case distrutte e quartieri abbandonati, un gruppo di militari e volontari si è imbattuto in una presenza inattesa: una tigre bianca lasciata sola all’interno del cortile di un’abitazione. Non si sa con certezza come l’animale fosse arrivato lì né chi lo possedesse prima dell’inizio del conflitto.
Le condizioni del felino erano drammatiche. Aleks appariva gravemente malnutrito, infestato da parassiti e completamente disidratato. I mesi trascorsi tra esplosioni, combattimenti e assenza di cure avevano ridotto l’animale allo stremo. I soccorritori hanno capito immediatamente che senza un intervento rapido non avrebbe avuto possibilità di sopravvivere.
Dopo il recupero è stato trasferito in una struttura temporanea in Ucraina, dove veterinari e volontari hanno iniziato un delicato percorso di riabilitazione e stabilizzazione. Solo quando le sue condizioni sono migliorate è stato possibile organizzare il trasferimento verso un luogo più sicuro.
È così iniziato un lungo viaggio di circa 2.500 chilometri, durato tre giorni e attraversato diversi Paesi europei, fino alla destinazione finale: il Lincolnshire Wildlife Park, vicino a Friskney, in Inghilterra. La struttura è specializzata nell’accoglienza e nella tutela di animali esotici e in difficoltà.
All’arrivo, racconta il direttore del parco Steve Nichols, Aleks appariva ancora provato: «All’inizio era dolorante, diffidente e molto stanco. Ma già dopo pochi giorni abbiamo iniziato a vedere i primi segnali positivi. Ora mangia regolarmente, dorme e sembra più tranquillo».
La vicenda di Aleks colpisce non solo per il contesto drammatico in cui è avvenuto il salvataggio, ma anche per la rarità dell’animale. Le tigri bianche non costituiscono una specie distinta: si tratta di esemplari di tigre del Bengala che presentano una particolare mutazione genetica responsabile del caratteristico manto chiaro. In natura questa condizione è estremamente rara: solo una tigre su 10.000 nasce con il mantello bianco.
Proprio per questo motivo la maggior parte delle tigri bianche esistenti oggi nel mondo è nata in cattività, spesso all’interno di programmi di allevamento controllato.
Per il momento Aleks vive in una zona riservata del parco, lontana dal pubblico. I veterinari stanno monitorando attentamente il suo comportamento nelle prime settimane di adattamento, un periodo delicato dopo i mesi trascorsi in un contesto di guerra.
Se il recupero procederà senza problemi, nei prossimi mesi il felino potrebbe incontrare Sajhiba, una tigre femmina che vive nella stessa struttura. Sarebbe il passo successivo verso una piena integrazione nel nuovo ambiente.
Per Aleks, salvato quando ormai sembrava non avere più speranze, si apre ora una fase completamente diversa. Lontano dalle esplosioni e dal rumore delle armi, la tigre bianca prova a ricostruire lentamente la sua vita. Una storia che dimostra come, anche nei luoghi segnati dalla guerra, possano nascere gesti di cura e salvezza capaci di cambiare il destino di un essere vivente.
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