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Lo sciopero generale nazionale proclamato per lunedì 9 marzo non coinvolgerà il settore dei trasporti. A chiarirlo è la Commissione di garanzia sugli scioperi, intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza dopo le notizie circolate nei giorni scorsi sui possibili disagi alla mobilità.
“Con riferimento allo sciopero generale di lunedì 9 marzo – si legge nel comunicato – la Commissione di garanzia ricorda che, da tale astensione, le organizzazioni proclamanti hanno escluso l’intero settore dei trasporti”. Si tratta di una precisazione importante, soprattutto alla luce del clima di forte mobilitazione che caratterizzerà il mese di marzo e delle informazioni diffuse nei giorni scorsi su possibili stop nei servizi pubblici.
L’agitazione del 9 marzo è stata proclamata da alcuni sindacati di base e coinvolgerà diversi comparti sia del settore pubblico sia di quello privato. Tuttavia, a differenza di quanto inizialmente temuto, treni, autobus, metropolitane e altri servizi di trasporto non rientrano nella protesta. La Commissione di garanzia ha ritenuto necessario intervenire proprio per evitare equivoci e rassicurare i cittadini, soprattutto pendolari e studenti, che ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici per spostarsi. Resta quindi confermato che la mobilità non sarà interessata dallo sciopero generale del 9 marzo, anche se in altri settori potrebbero verificarsi rallentamenti o disagi.
La precisazione arriva in un momento in cui il calendario delle proteste sindacali è particolarmente fitto. Marzo si presenta infatti come un mese di mobilitazioni in diversi comparti del lavoro, con rivendicazioni che riguardano salari, precarietà, sicurezza sul lavoro e parità di genere. Alle iniziative dei sindacati di base si affianca anche lo sciopero promosso dalla Flc Cgil, che ha proclamato una giornata di astensione dal lavoro nei comparti di scuola, università, ricerca, formazione e Afam in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne. La protesta, spiegano i promotori, intende riportare al centro del dibattito temi come il divario salariale tra uomini e donne, la precarietà del lavoro, il peso del lavoro di cura e la tutela dei diritti femminili nei luoghi di lavoro.
Se il 9 marzo i trasporti resteranno esclusi, nei giorni successivi non mancheranno invece agitazioni che coinvolgeranno proprio la mobilità. Tra le date più delicate c’è quella del 18 marzo, quando è previsto uno sciopero nazionale che interesserà il trasporto aereo con possibili ripercussioni su voli e collegamenti negli aeroporti italiani. Inoltre, nel corso del mese sono previste altre proteste locali e regionali che potrebbero coinvolgere trasporto pubblico locale, autobus e metropolitane in diverse città.
Proprio per la presenza di più mobilitazioni ravvicinate, la Commissione di garanzia invita cittadini e lavoratori a verificare sempre le comunicazioni ufficiali sui singoli scioperi, per evitare confusione tra le diverse iniziative sindacali.
Per quanto riguarda lunedì 9 marzo, il quadro è chiaro: lo sciopero generale non riguarda il settore dei trasporti. Una precisazione che dovrebbe ridurre i timori di disagi alla mobilità, almeno per quella giornata, anche se il mese di marzo resta segnato da un calendario fitto di proteste e mobilitazioni nel mondo del lavoro.
I mezzi pubblici da Milano a Napoli
Il 27 marzo i mezzi pubblici saranno a rischio in diverse città. A Milano, Monza e Brianza sciopereranno per 24 ore i lavoratori di Atm. A Napoli si fermerà ancora il personale di EAV dalle 19.00 alle 23.00, mentre a Novara incroceranno le braccia i lavoratori di SUN. Il 28 marzo sarà la volta di Bari, con sciopero unitario per l’intera giornata dei lavoratori di Amtab, e di Molfetta, dove si fermerà Mtm dalle 8.30 alle 12.30.

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