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Caluso ci prova: "Il distretto del commercio è uno strumento per salvare i negozi"

Dopo i saldi i negozianti guardano alla Festa di primavera e ai finanziamenti del distretto urbano del commercio

Caluso ci prova

Caluso ci prova: "Il distretto del commercio è uno strumento per salvare i negozi"

I saldi stanno per concludersi e per i commercianti di Caluso è tempo di guardare avanti. Il centro storico della “città dell’Erbaluce” si prepara alla Festa di primavera, mentre operatori economici e amministrazione comunale attendono la seconda tranche di finanziamenti legati al distretto urbano del commercio. Una cifra che si aggira attorno ai 100 mila euro e che dovrebbe servire a promuovere le attività locali e a rafforzare l’attrattività del paese.

L’obiettivo è chiaro: difendere il commercio di prossimità in un momento storico in cui sempre più negozi nei centri storici italiani fanno fatica a restare aperti. Anche Caluso non è immune a questo fenomeno. Negli ultimi anni diversi esercizi hanno abbassato le serrande e il rischio, come in molti altri piccoli centri, è quello di vedere progressivamente svuotarsi le vie commerciali.

Proprio per questo il Distretto del commercio rappresenta uno degli strumenti principali su cui l’amministrazione punta per invertire la rotta. Si tratta di un progetto sostenuto dalla Regione Piemonte, che prevede contributi pubblici destinati sia ai commercianti sia agli interventi di riqualificazione urbana.

La prima fase dei finanziamenti è già stata utilizzata per una serie di interventi concreti nel centro del paese. In piazza Mazzini, all’ingresso della città per chi arriva da Chivasso, è stato installato un totem digitale affiancato da una seduta in alluminio. Il dispositivo è dotato di un display che consente di pubblicizzare i negozi e promuovere le attività commerciali, ma è anche collegato a un’applicazione che fornisce informazioni sugli eventi cittadini e persino sulle condizioni meteo.

Un intervento pensato non solo per i residenti, ma anche per i visitatori e i turisti che arrivano in città. Sempre nell’ambito dei primi fondi sono stati realizzati diversi interventi di arredo urbano. Tra questi spicca la creazione di un nuovo spazio con panchine in legno nel piccolo slargo all’imbocco di via Bettoia, un punto strategico affacciato su piazza Ubertini e sulle vetrine dei negozi.

L’area è stata progettata con una doppia funzione: da un lato creare un luogo di socialità e sosta per cittadini e visitatori, dall’altro impedire il parcheggio abusivo delle auto che in passato occupavano la zona in divieto di sosta.

Altre panchine sono state distribuite nel centro storico insieme a portabiciclette e cestini, nel tentativo di rendere le vie del commercio più accoglienti e vivibili. La prima fase del progetto ha beneficiato di un finanziamento regionale di 52 mila euro, a cui il Comune ha aggiunto un cofinanziamento di 13 mila euro.

Ora l’attenzione si sposta sulla seconda tranche di fondi prevista per il 2026, che dovrebbe raddoppiare la cifra disponibile e che verrà destinata soprattutto a iniziative di promozione commerciale. Le priorità di investimento saranno definite anche sulla base delle indicazioni degli operatori economici.

Nei mesi scorsi i commercianti si sono infatti riuniti per compilare un questionario e costruire una “mappa delle eccellenze” del territorio, uno strumento utile per individuare le strategie di sviluppo. Tra i punti centrali della promozione c’è naturalmente l’Erbaluce, il vino simbolo di Caluso e uno dei prodotti più rappresentativi del Canavese.

Ma la domanda resta aperta: questi investimenti saranno sufficienti per rilanciare davvero il commercio locale?

Lo abbiamo chiesto alla sindaca di Caluso.

«Il Distretto del Commercio nasce innanzitutto con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le attività commerciali presenti sul territorio che fanno parte del distretto stesso. I fondi regionali non rappresentano semplicemente un intervento estetico, ma uno strumento concreto di sostegno: una parte delle risorse viene infatti destinata direttamente ai commercianti, che possono investirle nello sviluppo e nel miglioramento delle proprie attività. Parallelamente, il Comune utilizza una quota significativa dei finanziamenti per interventi di riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici – vie, piazze e aree commerciali – con l’obiettivo di rendere il centro più attrattivo, accogliente e facilmente fruibile sia dai cittadini sia dai visitatori. È chiaro che il tema del commercio di prossimità è complesso e riguarda molti centri storici, ma riteniamo che il lavoro del distretto sia uno strumento importante per sostenere il tessuto commerciale locale. Proprio per questo il confronto con i commercianti è costante: l’Amministrazione mantiene un dialogo continuo con i rappresentanti delle attività, per ascoltare le loro esigenze e quelle dei cittadini e individuare insieme azioni condivise a sostegno del commercio locale».

Negli ultimi anni il commercio tradizionale ha dovuto affrontare cambiamenti profondi legati soprattutto alla crescita degli acquisti online e alla concorrenza dei grandi centri commerciali.

Anche su questo punto la sindaca sottolinea l’importanza di difendere il ruolo dei negozi di prossimità.

«È vero che negli ultimi anni gli acquisti online e la grande distribuzione hanno modificato profondamente le abitudini di consumo, offrendo comodità e rapidità che molti cittadini apprezzano. Tuttavia questo non significa che il commercio di prossimità non abbia più un ruolo. I negozi del nostro territorio rappresentano un valore importante per la comunità: non sono grandi catene del fast fashion, ma attività che propongono prodotti selezionati, consulenza diretta e un rapporto di fiducia con il cliente. Sono presidi economici ma anche sociali, che contribuiscono a mantenere vivi i centri storici. Proprio per questo strumenti come il Distretto del Commercio sono utili: servono a sostenere le attività esistenti, a renderle più competitive e a valorizzare l’area commerciale di Caluso come un vero e proprio “centro commerciale naturale a cielo aperto”, dove qualità, relazione e identità locale rappresentano un valore aggiunto rispetto ad altre forme di acquisto».

Il rilancio del commercio locale passa anche attraverso la valorizzazione turistica del territorio, e in questo senso Caluso punta molto sulla propria identità enologica.

«La valorizzazione dell’Erbaluce e della tradizione vitivinicola di Caluso non è solo uno slogan, ma un impegno concreto che l’Amministrazione porta avanti in diverse occasioni e attraverso eventi, non solo inerenti alla Festa dell’Uva. In ogni iniziativa cerchiamo di promuovere il nostro prodotto d’eccellenza non solo a livello locale, ma in tutto il Canavese e nei territori limitrofi. Negli ultimi anni abbiamo già riscontrato risultati positivi in termini di attenzione e partecipazione: non solo a livello provinciale, ma anche da parte di tour operator che hanno iniziato a inserire la Città dell’Erbaluce nei propri itinerari turistici. In questo percorso sono fondamentali le collaborazioni con l’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino e con il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini DOCG di Caluso e DOC di Carema e Canavese. Un ulteriore passo importante è stato l’ingresso nel Distretto del Cibo della Pianura Canavesana e Collina Torinese. Si tratta di uno strumento strategico che permette di mettere in rete produttori, istituzioni e territorio, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le nostre eccellenze agroalimentari. Proprio grazie a questa adesione è stato possibile accedere a finanziamenti e avviare progettualità che puntano a rafforzare ulteriormente la promozione dei prodotti enologici locali, con l’obiettivo di trasformare sempre più il patrimonio vitivinicolo di Caluso in un elemento di attrazione turistica e di sviluppo economico per il territorio».

La sfida, insomma, è quella di trasformare il centro storico in un luogo vivo e attrattivo, dove commercio, turismo e identità locale possano convivere.

La seconda tranche di finanziamenti rappresenterà un banco di prova importante. Se le iniziative di promozione riusciranno a coinvolgere cittadini e visitatori, Caluso potrebbe rafforzare il suo ruolo di piccolo polo commerciale e turistico del Canavese. In caso contrario, il rischio è quello che i nuovi arredi urbani e i progetti digitali restino soltanto interventi di contorno, incapaci da soli di fermare la lenta trasformazione dei centri storici.

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