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Tumori in Italia: cala la mortalità ma il Sud resta indietro

Migliora la sopravvivenza, ma resta un divario del 5% a sfavore del Mezzogiorno

Lotta ai tumori

Lotta ai tumori (foto di repertorio)

In Italia la mortalità per tumori continua a diminuire, ma il miglioramento non è uniforme sul territorio e il Sud resta indietro rispetto al Centro-Nord. È il quadro che emerge dall’ultimo report dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum), basato su dati che coprono circa l’80% della popolazione italiana.

Secondo le stime, nel 2025 si registreranno 362.100 nuovi casi di tumore. Il rapporto evidenzia progressi nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nelle cure oncologiche, con un miglioramento generale dei tassi di sopravvivenza per tutti i principali tipi di cancro. Tuttavia resta un divario significativo: nel Mezzogiorno la sopravvivenza è ancora inferiore di circa 5% rispetto al Centro-Nord.

Il report segnala anche un altro fenomeno: mentre il divario territoriale si riduce, nel Sud aumentano gli stili di vita meno salutari e, di conseguenza, le diagnosi di tumore.

Il tumore più frequente in Italia resta quello al seno, con 55.900 casi, seguito dal polmone con 43.500, dal colon-retto con 41.700 e dalla prostata con 31.200 casi stimati.

L’analisi, condotta su circa tre milioni di casi di malattia oncologica, evidenzia tendenze differenti tra uomini e donne. Negli uomini si registra una diminuzione sia delle nuove diagnosi, pari al -1,9% annuo, sia della mortalità, che scende del -1,8%. Nelle donne invece la mortalità cala del -0,6%, ma l’incidenza resta stabile. A incidere è soprattutto l’aumento dei tumori al polmone, cresciuti del +2,3%, collegati all’abitudine al fumo.

Secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci, i progressi sono il risultato di anni di lavoro nel sistema sanitario e nella ricerca oncologica.

«L'aumento dei tassi di sopravvivenza è un risultato straordinario ottenuto grazie all'eccellenza dei centri di oncologia, alle attività di screening e diagnosi precoce. Restano però aspetti critici», afferma Schillaci, indicando in particolare il divario territoriale tra Sud e Centro-Nord.

Accanto alle differenze geografiche, il report mette in evidenza un’altra criticità: la mappatura dei tumori in Italia è ancora incompleta. I registri tumori rappresentano uno strumento fondamentale per analizzare incidenza, mortalità e caratteristiche delle malattie oncologiche nei diversi territori, ma alcune regioni sono ancora indietro nella raccolta e nella condivisione dei dati.

Secondo Fabrizio Stracci, presidente di Airtum, proprio l’analisi dei registri consente di individuare eventuali fattori di rischio ambientali o territoriali.

«Ad esempio attraverso i registri abbiamo osservato a Terni un'incidenza di tumori più alta: occorre capire quanto possa pesare l'esposizione a particolato o metalli pesanti legati alla presenza dell'industria siderurgica», spiega Stracci.

«Nel Centro Italia si registra invece un maggior numero di tumori gastrici associati Helicobacter pylori, un batterio che colpisce lo stomaco ed è più diffuso in alcune aree collinari», aggiunge.

Proprio l’analisi dei registri oncologici ha consentito in passato di individuare situazioni critiche in diverse aree del Paese, come la Terra dei Fuochi, i territori vicini all’Ilva di Taranto e l’area industriale di Porto Marghera.

La copertura dei registri tumori è migliorata negli ultimi anni, ma restano ancora lacune. Alcune regioni devono completare il percorso di raccolta e condivisione dei dati, tra cui Sardegna, Piemonte e Abruzzo. Altre dispongono invece di registri molto completi, come Veneto, Campania e Sicilia. Il registro del Molise dovrebbe diventare presto pienamente operativo. Problemi legati alla privacy hanno invece rallentato la raccolta dei dati nella provincia di Bolzano, mentre non sono arrivati dati dall’Emilia-Romagna.

Il governo ribadisce l’impegno per migliorare la raccolta e l’analisi dei dati oncologici.

«Dobbiamo superare la frammentazione dei dati per avere un quadro più preciso e intervenire selettivamente. La sorveglianza epidemiologica è strategica e per questo stiamo completando l'iter per la piena attuazione e operatività del Registro Nazionale dei Tumori, in un quadro regolatorio condiviso», conclude Orazio Schillaci.



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