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Cronaca
04 Marzo 2026 - 12:10
Torino, segnalazione per un cane maltrattato fa scoprire un deposito illegale di rifiuti
Una segnalazione per il presunto malessere di un cane ha portato alla scoperta di una situazione ben più grave: un’area completamente invasa da rifiuti speciali, alcuni anche potenzialmente pericolosi. È quanto emerso durante un controllo effettuato a Torino, in via Crevacuore, dove le autorità hanno sequestrato un cortile trasformato di fatto in un deposito abusivo di rifiuti.
L’intervento è scattato dopo la segnalazione riguardante un pastore tedesco che viveva in condizioni ritenute non adeguate, all’interno di un cortile ingombro di materiali di scarto. A quel punto sono entrati in azione i Carabinieri Forestali del Nucleo di Torino, affiancati da tecnici di Arpa Piemonte e dai medici veterinari dell’ASL Città di Torino, che hanno effettuato un sopralluogo nell’immobile.
Una volta arrivati sul posto, gli operatori si sono trovati davanti a una scena che ha subito fatto scattare ulteriori accertamenti. Il cortile dell’abitazione, grande circa 80 metri quadrati, era quasi completamente coperto da rifiuti, con materiali accumulati senza alcuna precauzione o sistema di sicurezza.
Secondo le prime verifiche, circa il 90% dell’area risultava occupato da rifiuti, accatastati in modo irregolare. Durante l’ispezione sono stati individuati diversi tipi di materiali, tra cui rifiuti speciali sia pericolosi che non pericolosi.
Tra gli oggetti trovati figuravano apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse (RAEE), estintori, pneumatici fuori uso, batterie esauste, cavi elettrici e numerosi rottami metallici. Tutti materiali che, secondo la normativa ambientale, devono essere gestiti con procedure precise e in strutture autorizzate.

Gli investigatori hanno quindi chiesto chiarimenti al proprietario dell’immobile, che risulta titolare di un’impresa individuale attiva anche nel settore dello sgombero locali. L’uomo però non è stato in grado di presentare alcuna documentazione che giustificasse la presenza e lo stoccaggio di quei rifiuti.
Per questo motivo è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 256 del decreto legislativo 152 del 2006, che riguarda la gestione non autorizzata di rifiuti.
A quel punto la polizia giudiziaria ha disposto il sequestro probatorio dell’intera area, compresi tutti i materiali presenti nel cortile. Il provvedimento è stato adottato per impedire la prosecuzione dell’attività illecita e consentire ulteriori accertamenti da parte degli investigatori.
L’operazione, nata inizialmente per verificare le condizioni di un animale, ha quindi portato alla luce una situazione di degrado ambientale nel cuore della città.
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, ogni responsabilità dovrà essere accertata nel corso dell’inchiesta e delle eventuali successive fasi processuali.
Nel frattempo l’area resta sotto sequestro e saranno effettuate ulteriori verifiche per stabilire l’esatta quantità e la natura dei rifiuti presenti, oltre alle modalità con cui sono stati accumulati.
L’episodio dimostra ancora una volta come una semplice segnalazione dei cittadini possa portare alla scoperta di situazioni irregolari, contribuendo alla tutela sia dell’ambiente sia degli animali.

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