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Mattarella premia il coraggio e l’inclusione: onorificenze a Mauro Glorioso e Cristina Bernardi

Riconoscimenti a uno studente tetraplegico e a un’insegnante cuneese per coraggio e inclusione nello sport

Mattarella premia il coraggio e l’inclusione: onorificenze a Mauro Glorioso e Cristina Bernardi

Mattarella premia il coraggio e l’inclusione: onorificenze a Mauro Glorioso e Cristina Bernardi

Due percorsi diversi, un filo comune: trasformare la fragilità in impegno concreto. Nella mattinata del 3 marzo, al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite motu proprio lo scorso 31 gennaio. Tra gli insigniti figurano due nomi piemontesi: Mauro Glorioso, 26 anni, nominato Cavaliere, e Cristina Bernardi, 52 anni, nominata Ufficiale.

Le motivazioni racchiudono il senso del riconoscimento. Per Glorioso: “Per non essersi arreso alle avversità della vita”. Per Bernardi: “Per aver reso lo sport uno strumento di inclusione”. Parole sintetiche che raccontano storie profonde.

Mauro Glorioso è un giovane torinese la cui vita è cambiata dopo un grave incidente avvenuto ai Murazzi. Investito da una bici elettrica, è rimasto tetraplegico. Una frattura improvvisa, capace di ridisegnare ogni prospettiva. Eppure, nel tempo successivo all’incidente, Glorioso ha scelto di proseguire il proprio percorso di studi, fino a conseguire la laurea in Medicina lo scorso autunno all’Università di Torino. Un traguardo che non è solo accademico, ma simbolico: la dimostrazione che un evento traumatico non esaurisce l’orizzonte di una vita.

L’onorificenza conferita dal Capo dello Stato si inserisce proprio in questa traiettoria: riconoscere non solo il risultato, ma il cammino fatto per raggiungerlo. Nel testo diffuso dal Quirinale, si legge che il presidente ha individuato esempi di impegno civile, dedizione al bene comune e testimonianza dei valori repubblicani. Nel caso di Glorioso, il merito si lega alla capacità di non arrendersi, di trasformare una condizione di estrema difficoltà in progetto di studio e di futuro.

Accanto a lui, Cristina Bernardi rappresenta un altro volto dell’impegno civile. Cuneese, insegnante di sostegno, è presidente dell’associazione Amico Sport Cuneo, realtà affiliata al movimento Special Olympics Italia. Da anni promuove l’attività sportiva per persone con disabilità intellettiva, lavorando perché lo sport diventi occasione di autonomia, socialità e crescita personale.

L’associazione ha costruito nel tempo un percorso che porta ragazzi e ragazze a confrontarsi con discipline diverse, dalla neve alla piscina, dall’atletica ad altre attività motorie, con l’obiettivo di favorire inclusione e partecipazione. L’onorificenza attribuita a Bernardi riconosce proprio questa visione: lo sport come strumento di integrazione, capace di abbattere barriere e creare comunità.

La cerimonia al Quirinale, aperta dall’intervento del presidente Mattarella e condotta da Gabriella Facondo, ha premiato cittadine e cittadini che si sono distinti per l’impegno nel sociale, dall’uso etico dei social network all’assistenza ai detenuti, dall’imprenditoria etica alla tutela della salute, fino al coraggio dimostrato oltre i doveri professionali. In questo quadro ampio, le storie di Glorioso e Bernardi si collocano come esempi di cittadinanza attiva radicati nel territorio piemontese.

Torino e Cuneo entrano così idealmente nel perimetro del Quirinale attraverso due esperienze che parlano di responsabilità individuale e collettiva. Da una parte, la resilienza personale che si traduce in determinazione e studio; dall’altra, l’impegno educativo che fa dello sport un veicolo di diritti e pari opportunità.

Le onorificenze dell’Ordine al Merito non sono soltanto un riconoscimento simbolico. Rappresentano un messaggio istituzionale: indicano modelli di comportamento e sottolineano valori ritenuti centrali per la comunità nazionale. Nel caso di Mauro Glorioso e Cristina Bernardi, il messaggio è chiaro: la fragilità non definisce una persona, e l’inclusione non è un principio astratto ma un lavoro quotidiano.

Due storie diverse, entrambe radicate in Piemonte, che trovano nel gesto del presidente della Repubblica una consacrazione pubblica. Non eroi, ma cittadini che hanno trasformato esperienze personali e professionali in impegno verso sé stessi e verso gli altri.

La cerimonia

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