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Nord Ferrovia dimenticato? I cittadini di Chivasso accusano il Comune: “Qui solo promesse, mai fatti”

Residenti in strada contro l’immobilismo: “Incrocio fuori controllo, servono interventi definitivi”. L’amministrazione di Chivasso chiamata a risposte concrete

Passaggio a livello

Passaggio a livello di via Blatta, la rabbia del Nord Ferrovia: “Promesse tante, fatti zero”

A Chivasso le parole sono rimaste parole. Gli incidenti, invece, continuano. In via Blatta, a ridosso del passaggio a livello, il malcontento dei residenti è esploso di nuovo. Non uno sfogo isolato, ma una protesta organizzata, partecipata, che chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale. Al centro, un incrocio definito “fuori controllo” e una lunga lista di interventi annunciati e mai realizzati.

È il 28 febbraio quando cittadini e Comitato Nord Ferrovia si ritrovano davanti al passaggio a livello. Non è una manifestazione simbolica. È un appello pubblico, un atto di accusa. “Siamo qua principalmente perché la situazione legata all’incrocio dopo il passaggio a livello di via Blatta continua ad essere fuori controllo”, spiegano i rappresentanti del comitato. Il tono è netto, senza sfumature.

Il nodo è sempre lo stesso: sicurezza. Per gli automobilisti che attraversano l’incrocio, per i pedoni, per i ragazzi che ogni giorno raggiungono la scuola Blatta o percorrono via Montegrappa. A novembre il comitato aveva incontrato sindaco, assessori e tecnici comunali. Sul tavolo, promesse e ipotesi di intervento. Illuminazione potenziata, attraversamenti pedonali rialzati, semafori coordinati con il passaggio a livello, telecamere, rotonde. Una lista articolata, dettagliata.

Eppure, a distanza di mesi, nulla. “Abbiamo ricevuto un sacco di proposte per mettere in sicurezza l’incrocio e di queste non se ne è concretizzata alcuna”, denunciano oggi. L’unica misura visibile, dicono, sarebbe stata l’installazione di cartelli con obbligo di svolta a destra e la presenza dei vigili nei primi giorni, “per poche ore e basta”.

Il sentimento prevalente è quello di una distanza crescente tra amministrazione e quartiere. “La sensazione è la stessa che abbiamo su ogni problematica che riguarda il Nord Ferrovia: tante parole a cui comunque non seguono mai fatti concreti”. Una frase che pesa come un macigno, perché non riguarda solo un incrocio, ma un intero pezzo di città che si percepisce trascurato.

Il Comitato Nord Ferrovia non si limita alla denuncia. Le richieste sono precise. Interventi definitivi e strutturali, non soluzioni tampone. Un attraversamento pedonale rialzato su via Montanaro che rallenti davvero il traffico, il rifacimento dei marciapiedi, l’abbattimento delle barriere architettoniche nel tratto che collega via Montanaro a via Montegrappa, ringhiere protettive per separare i pedoni dalla carreggiata, dossi nei punti più critici. “Tutto non fatto”, sintetizzano.

La protesta non nasce dal nulla. Gli incidenti segnalati negli ultimi mesi hanno alimentato un clima di allarme costante. Il passaggio a livello rappresenta già di per sé un punto delicato, con flussi di traffico che si accumulano e ripartono in modo irregolare. L’incrocio immediatamente successivo diventa così un imbuto, dove visibilità e tempi di reazione si riducono.

C’è poi un altro capitolo, quello delle promesse elettorali. Nel programma della giunta si parlava di monitoraggio del progetto di eliminazione dei passaggi a livello e di un ulteriore cavalcaferrovia lungo il tracciato Chivasso-Aosta. “Ovviamente il passaggio a livello non è stato eliminato e del cavalcaferrovia neanche l’ombra”, sottolinea il comitato. Anche l’introduzione dei vigili di quartiere, annunciata come strumento per aumentare sicurezza e percezione positiva della vita negli spazi urbani, sarebbe rimasta lettera morta.

Il rischio, in queste situazioni, è che il confronto degeneri in un muro contro muro. Ma la manifestazione di via Blatta vuole essere, nelle intenzioni degli organizzatori, un momento di ascolto collettivo. “Oggi intanto cerchiamo di ascoltare i cittadini e le loro eventuali proposte, e contiamo che con una massiccia presenza dei residenti si possa far capire all’amministrazione” la gravità della situazione.

È una chiamata alla responsabilità. Perché la sicurezza stradale non è un tema ideologico, ma una questione concreta che riguarda la vita quotidiana. Quando un quartiere denuncia ripetutamente criticità e percepisce di non essere ascoltato, la frattura istituzionale si allarga.

L’amministrazione comunale è ora chiamata a rispondere nel merito. Non con dichiarazioni generiche, ma con un cronoprogramma chiaro, con interventi finanziati e cantierabili. L’inerzia, in casi come questo, diventa essa stessa un messaggio. E il messaggio che arriva oggi da via Blatta è di sfiducia.

La politica locale vive di equilibrio tra risorse limitate e bisogni infiniti. Ma esistono priorità che non possono essere rinviate. Un incrocio definito “fuori controllo”, un passaggio a livello che concentra traffico e tensioni, un quartiere che chiede sicurezza per i propri figli: sono segnali che impongono una scelta.

Il Nord Ferrovia non chiede privilegi. Chiede interventi. Chiede di non essere considerato un’area di serie B. E chiede, soprattutto, che alle parole seguano i fatti. Perché, come recita il volantino distribuito durante la manifestazione, “i fatti non compiuti parlano da soli”.

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