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Trentadue alberi abbattuti a Rivarolo: “Intervento fisiologico su oltre duemila piante”

Nel mirino gli esemplari a rischio dopo le indagini fitosanitarie. Il sindaco Zucco Chinà: “Ripiantumazione in autunno, monitoriamo il patrimonio arboreo da dieci anni”

Trentadue alberi abbattuti a Rivarolo, tra sicurezza e polemiche

Trentadue alberi abbattuti a Rivarolo, tra sicurezza e polemiche: “Intervento fisiologico su oltre duemila piante”

C’è un rumore che in questi giorni attraversa Rivarolo Canavese e non è solo quello delle motoseghe. È il rumore del dibattito, delle domande, delle preoccupazioni dei cittadini di fronte all’abbattimento di 32 alberi considerati pericolosi dopo specifiche indagini tecniche. Un intervento che tocca parchi storici, scuole, viali e aree simboliche della città, dal Parco Malgrà alla circonvallazione est, fino ai giardini delle scuole materne ed elementari. Un’operazione che l’amministrazione definisce necessaria per garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, ma che inevitabilmente riaccende il confronto sul futuro del patrimonio verde cittadino.

Le verifiche fitostatiche e fitosanitarie, condotte su diversi esemplari del patrimonio arboreo comunale, hanno evidenziato situazioni di rischio tali da rendere inevitabile l’abbattimento. Nel dettaglio si tratta di un Acer platanoides nel giardino di via Vallo; tre Juglans nigra, una Robinia pseudoacacia e una Picea abies nel Parco Malgrà; due Robinie e due Fraxinus excelsior nel parco del Castello Malgrà; una Tilia x europaea e un Cupressus arizonica in corso Meaglia; un Acer pseudoplatanus lungo la circonvallazione est; tre Quercus rubra e due Picea abies nel parco di Villa Vallero; una Tilia in viale Losego; un Cupressocyparis leylandii alla scuola materna Parco Malgrà; due Betula alba nel parco Spazio Elementare; un Acer platanoides e un Prunus avium sempre alla materna Parco Malgrà; una Quercus robur nella scarpata est del Castello Malgrà; un Cupressus arizonica nel parco di via Oglianico; tre Cupressocyparis leylandii alla scuola elementare Argentera; una Robinia nella scarpata est del Castello e altre due nel Parco Malgrà.

Numeri e nomi che raccontano un patrimonio variegato, stratificato nel tempo, composto da specie autoctone e ornamentali. Ma raccontano anche una fragilità. Perché gli alberi, soprattutto in ambito urbano, sono soggetti a stress ambientali, malattie fungine, carie del legno, instabilità radicali, eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. E quando la stabilità viene meno, il rischio non è teorico.

Il sindaco di Rivarolo Canavese, Martino Zucco Chinà, invita a leggere l’intervento in una prospettiva più ampia. “Premesso che l'abbattimento di 32 alberi in un contesto di oltre 2000 in ambito cittadino è un intervento fisiologico e sostanzialmente ordinario anche se suscita forte impatto mediatico, la ripiantumazione integrale ove esiste vincolo verrà effettuata in autunno”. Un passaggio che punta a ridimensionare l’allarme, collocando l’operazione all’interno di una gestione ordinaria del verde pubblico.

Il tema, però, resta sensibile. Gli alberi non sono semplici arredi urbani: rappresentano memoria, identità, ombra nelle estati torride, barriera contro l’inquinamento, presidio contro il dissesto idrogeologico. In un’epoca in cui le città italiane affrontano ondate di calore sempre più intense, il verde urbano è riconosciuto come infrastruttura strategica. Secondo diversi studi sul clima urbano, la presenza di alberature mature può abbassare la temperatura percepita di diversi gradi, migliorando la qualità della vita soprattutto per anziani e bambini.

Da qui la domanda centrale: come e quando verranno sostituite le piante abbattute? Il primo cittadino chiarisce che le nuove essenze saranno scelte sulla base di criteri precisi: “Le essenze dipenderanno dalle indicazioni contenute nel Prgc e da altre provenienti dalla sovrintendenza”. Non solo, dunque, una scelta estetica, ma un percorso vincolato da strumenti urbanistici e tutele paesaggistiche. Il riferimento alla Sovrintendenza è particolarmente significativo per aree come il Castello Malgrà e i parchi storici, dove ogni intervento deve rispettare equilibri architettonici e ambientali consolidati.

La ripiantumazione è prevista in autunno, stagione considerata la più favorevole per l’attecchimento delle nuove piante. Un passaggio fondamentale, perché la sostituzione non è mai neutra: un albero giovane impiega anni prima di garantire gli stessi benefici ambientali di un esemplare adulto. Per questo, in molte città italiane, si punta oggi su specie più resilienti ai cambiamenti climatici, con apparati radicali meno invasivi e maggiore resistenza a parassiti e siccità.

Resta poi il capitolo della prevenzione. L’abbattimento di 32 alberi in poche settimane può apparire come un intervento massiccio. Il Comune, però, rivendica un lavoro costante di controllo. “Il Comune effettua da circa 10 anni un monitoraggio costante riguardante oltre 2000 alberi del proprio patrimonio arboreo censito”, sottolinea Zucco Chinà. Un censimento che, se aggiornato e supportato da indagini strumentali, rappresenta la base per una gestione moderna del verde pubblico.

Negli ultimi anni, anche in Piemonte, diversi episodi di caduta alberi durante temporali o raffiche di vento hanno acceso i riflettori sulla necessità di controlli periodici. Le cosiddette analisi VTA (Visual Tree Assessment) e le indagini strumentali consentono di valutare la stabilità strutturale degli alberi, individuando cavità interne, marciumi o problemi radicali non visibili a occhio nudo. Interventi costosi ma indispensabili per prevenire incidenti.

A Rivarolo, l’operazione in corso si inserisce dunque in un quadro di manutenzione che punta a coniugare sicurezza e tutela ambientale. La sfida, come sempre, sarà mantenere un equilibrio tra la necessità di eliminare situazioni di pericolo e quella di preservare un patrimonio verde che costituisce un valore collettivo.

Intanto, tra i viali e i parchi interessati, restano i ceppi e gli spazi vuoti in attesa delle nuove piantumazioni. Spazi che diventano simbolo di una transizione: da un lato la fine di alberi che per anni hanno fatto parte del paesaggio quotidiano, dall’altro la promessa di nuove essenze che cresceranno con la città.

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