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Aspettando il bidone intelligente, Cirillo "balla" con quelli vecchi

In Consiglio comunale il caso di via Mazzini: tra archeologia urbana e promesse smart, la sicurezza resta sospesa fino al 2028

Aspettando il bidone intelligente, Cirillo "balla" con quelli vecchi

Arnaldo Cirillo, consigliere comunale cinquestelle

A Settimo si può discutere di tutto, ma niente scalda il dibattito come due bidoni arrugginiti in via Mazzini. Sembra una barzelletta, invece è il terzo atto di una seduta consiliare che ha regalato più colpi di scena di una serie tv ambientata tra i cassonetti.

L’interpellanza è del gruppo Fratelli d’Italia, ad illustrarla, l'altra sera, in consiglio, ci ha pensato Giorgio Ziggiotto.

Tono composto ma sguardo di chi ha visto cose che voi umani non potete immaginare: pedane che oscillano, ferri che sporgono, sacchi dell’immondizia a decorare il centro come installazioni contemporanee. Si parte con l’oggetto – bidoni immondizia, via Mazzini – e si finisce in un viaggio nostalgico nella Settimo di fine anni Novanta.

Risponde l’assessore Cirillo, che con un certo gusto teatrale apre così: “Mi dispiace doverle dare un’altra delusione anche sulla terza interpellanza”.

Il clima è quello di un talent show, con il giudice che anticipa il no prima ancora dell’esibizione. Poi via con la rievocazione storica: sindaco Giovanni Ossola, sperimentazioni ardite, pistoni che sollevano piattaforme come a Cape Canaveral. Un’isola ecologica ante litteram, delicata, sofisticata, visionaria. Talmente visionaria che oggi non si muove più.

L’assessore spiega che la struttura era un prototipo: piattaforma mobile, bidoni portati a livello strada, svuotamento, ritorno in profondità. Peccato per le infiltrazioni, gli animali in libera uscita e una certa tendenza all’autodistruzione. Risultato: tutto sigillato, tutto fermo. Un monumento all’innovazione precoce.

zigiotto

Soluzioni? Ci sarebbero. Ma costano. Sigillare definitivamente l’area oggi significherebbe spendere 25-30 mila euro. E poi magari, domani, rispaccare tutto per installare i nuovi bidoni intelligenti, quelli modello "Borgaro", 50 mila euro l’uno, tecnologia da film di fantascienza applicata alla buccia di banana. “Si parla del 2028”, annuncia Cirillo, con la calma del pensionato in vacanza sul lungomare di Loana. Fino ad allora: stand-by. La ruggine può attendere, il bilancio no.

Da qui in avanti la discussione scende dal piano dei massimi sistemi al livello della pedana che balla.

“Mettendoci un bambino sopra si inclina anche con un peso abbastanza basso” inforca il capogruppo dei Fratelli d'Italia Enzo Maiolino.

Non è un dettaglio: è un invito a fare un sopralluogo prima che lo faccia l’ambulanza. C’è pure un quadro elettrico aperto e una sirena con ghiera asportabile. "Se fosse un privato - osserva Maiolino - la polizia locale sarebbe già intervenuta. Ma siccome è pubblico, si può aspettare il 2028...".

Zigiotto, abbandona le cifre e parla di ragazzini, di pedivelle arrugginite, di teste che potrebbero sbattere.

“Si becca il tetano e dopo siamo responsabili noi”.

Non chiede miracoli, non pretende l’albero della giovinezza, nemmeno le panchine griffate – anche se una panchina rossa, suggerisce, non starebbe male. Chiede una cosa quasi rivoluzionaria: mettere in sicurezza due bidoni in centro città.

La verità? Le solite visioni "piastrane". Il futuro è intelligente, interrato e costoso. Il presente traballa. Letteralmente.

Il paradosso è tutto qui. Nel frattempo, via Mazzini resta un ibrido: non più isola ecologica, non ancora smart island, ma zona franca tra passato glorioso e futuro procrastinato.

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