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Chivasso celebra i valdesi: 150 anni di storia mentre il Piemonte istituisce il 17 febbraio come "Giornata della Libertà Religiosa"

Il Consiglio regionale approva all’unanimità la Giornata della memoria delle Regie Patenti

Chivasso celebra i valdesi: 150 anni di storia mentre il Piemonte istituisce il 17 febbraio come "Giornata della Libertà Religiosa"

Chivasso celebra i valdesi: 150 anni di storia mentre il Piemonte istituisce il 17 febbraio come "Giornata della Libertà Religiosa"

Chivasso riporta al centro una storia che per secoli è stata ai margini. Centocinquant’anni di presenza valdese diventano oggi memoria pubblica, proprio mentre la Regione "fissa" per legge la data del 17 febbraio come "Giornata della Libertà Religiosa".

La Chiesa valdese di Chivasso festeggia 150 e 75 anni di presenza sul territorio, un traguardo che parla di radici, minoranze, diritti conquistati e difesi nel tempo.

Le celebrazioni entreranno nel vivo sabato 7 marzo alle ore 18, in via Ivrea 3, con una conferenza dal titolo che è già una dichiarazione di intenti: «I valdesi nel Chivassese: dal 1875 ai giorni nostri. Dall’Evangelo della libertà ai diritti umani». A intervenire saranno il professor Gino Lusso, già docente di Geografia politica; il professor Daniele Garrone, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e del Centro Culturale Protestante di Torino, nonché Professore Emerito di Antico Testamento presso la Facoltà Valdese di Roma; e la diacona Alessandra Trotta, moderatora della Tavola valdese. Il saluto e l’introduzione saranno affidati alla pastora Joylin Galapon.

Domenica 8 marzo, alle 10.30, spazio al culto di ringraziamento con celebrazione della Santa Cena, guidato dalla pastora Galapon e dalla moderatora Trotta. Dalle 11.40 seguirà il concerto di Elisabetta Paglia (mezzosoprano), Leonardo De Filippis (tenore) e Teodora Matei (pianoforte), con la partecipazione del Riforma Brass Ensemble. La giornata si chiuderà con un momento conviviale aperto alla comunità.

Non è solo una ricorrenza simbolica. La presenza valdese nel territorio ha radici concrete: il primo edificio di culto fu eretto a Torrazza Piemonte, seguito da un secondo tempio nel centro di Chivasso, nei pressi della stazione ferroviaria. Una comunità numericamente piccola ma capace di testimoniare una fede viva, fondata sull’ascolto e sull’annuncio delle Scritture. La cura pastorale è affidata alla pastora metodista Joylin Galapon, di origine filippina, il cui ministero è reso possibile grazie alla formazione teologica presso la Facoltà valdese di Roma e al patto di integrazione tra la Chiesa valdese e l’Unione delle Chiese metodiste e valdesi in Italia. Alle celebrazioni parteciperanno anche rappresentanti delle autorità locali e di altre chiese cristiane, in un clima di dialogo e condivisione ecumenica.

Il programma

È in questo contesto che si inserisce una decisione arrivata da Torino proprio negli ultimi giorni di febbraio. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la legge che istituisce la Giornata regionale della memoria delle Regie Patenti del 1848, che sarà celebrata ogni 17 febbraio. Una data che per i valdesi – e per la comunità ebraica – segna la fine formale di secoli di discriminazioni.

Il 17 febbraio 1848 Carlo Alberto firmò le Lettere Patenti che riconoscevano ai valdesi i diritti civili e politici; il 29 marzo dello stesso anno analoghi diritti furono estesi agli ebrei piemontesi. Un passaggio che fece del Piemonte un territorio apripista nel riconoscimento delle libertà religiose nell’Italia preunitaria. Il provvedimento regionale, presentato dalla consigliera Pd Monica Canalis – con iter avviato nel settembre 2024 – prevede che, nell’anniversario, la Regione promuova iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione, con particolare attenzione alle giovani generazioni e alla valorizzazione dei luoghi legati a quel percorso storico. Il programma annuale sarà approvato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sentito il Centro Gianni Oberto.

Nel dibattito in Aula, la relatrice di maggioranza Marina Bordese (FdI) ha sottolineato «la possibilità di evidenziare, in un’Italia in cui le identità religiose e culturali sono in continua evoluzione, il principio dell’eguale libertà delle confessioni religiose e il carattere di laicità delle istituzioni pubbliche». Ripercorrendo l’iter del testo, emendato rispetto alla prima versione, la relatrice di minoranza Monica Canalis ha ricordato come il Piemonte sia stato pioniere nel riconoscimento dei diritti delle minoranze. «Sui diritti civili delle minoranze religiose abbiamo condiviso tratti di un patrimonio di tutti in una Regione come la nostra, che ha fatto da apripista nel riconoscimento dei diritti civili: approvare questa legge significa inserire nel calendario civile del Piemonte la fine dell’emarginazione e della separazione», ha dichiarato.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e dalla stessa Bordese. «L’approvazione della legge regionale per l’istituzione della Giornata della memoria delle Regie Patenti del 1848 rappresenta un atto di alto valore simbolico e culturale, che ribadisce il ruolo centrale del Piemonte nel percorso storico di affermazione dei diritti di cittadinanza», hanno affermato. «Con questa iniziativa intendiamo onorare una data spartiacque, il 17 febbraio, che segnò la fine di secoli di discriminazioni per la comunità valdese, seguita poi dal riconoscimento dei diritti civili per la comunità ebraica il 29 marzo dello stesso anno. È un dovere istituzionale preservare la memoria di questo lungo e travagliato cammino, che ha visto il nostro territorio protagonista nel dare attuazione ai principi di libertà di coscienza e di religione».

Per gli esponenti di Fratelli d’Italia, il provvedimento si inserisce in una linea volta alla tutela delle identità e dei valori della civiltà italiana. «Difendere la libertà religiosa significa difendere la matrice stessa di tutte le libertà civili. In un’epoca di sfide globali, riaffermare il carattere di laicità delle istituzioni e l’eguale libertà delle confessioni è lo strumento migliore per contrastare ogni forma di intolleranza e integralismo, garantendo il rispetto della dignità umana». E ancora: «La legge pone in particolare l’accento sulle giovani generazioni, affinché la conoscenza dei luoghi e della storia piemontese diventi patrimonio condiviso. Valorizzeremo le iniziative delle comunità valdesi, ebraiche e delle altre minoranze presenti, con uno sguardo attento anche a quei Paesi del mondo dove, ancora oggi, professare la propria fede o manifestare il proprio pensiero è motivo di persecuzione. Il Piemonte con questa legge si conferma ancora una volta avanguardia di civiltà e democrazia».

Un plauso è arrivato anche dalla Comunità Ebraica di Torino e dalla Chiesa Valdese. In una nota congiunta, il presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni e il presidente del Concistoro valdese Sergio Velluto hanno espresso «soddisfazione e il più sentito apprezzamento» per il via libera dell’Aula. «Un sincero ringraziamento va rivolto, in particolare, alla prima firmataria della proposta di legge, la consigliera regionale Monica Canalis, che si è impegnata con fermezza e tenacia per tutto il lungo iter dell’iniziativa legislativa affinché si giungesse all’importante traguardo». E hanno aggiunto: «La nuova legge vuole essere non soltanto una celebrazione di un momento significativo nella storia del Piemonte, ma uno stimolo a difendere la conquista della libertà religiosa nel nostro Paese in un contesto di laicità dello Stato e di pacifica convivenza e collaborazione tra le diverse confessioni religiose, che rappresentano una ricchezza per la nostra società».

Libero Ciuffreda

A rafforzare il senso di questa scelta istituzionale arrivano anche le riflessioni di Libero Ciuffreda, ex sindaco di Chivasso e consigliere della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, che interviene così:

«Vivo apprezzamento per tutto il Consiglio Regionale del Piemonte per l'approvazione della legge regionale (prima firmataria Monica Canalis) che istituisce il 17 febbraio giornata della memoria sulla conquista dei diritti civili dei Valdesi e degli Ebrei.
Infatti il 17 febbraio 1848 con le Lettere Patenti di re Carlo Alberto, dal Regno di Sardegna, la libertà religiosa si estese a tutto il territorio nazionale con l'unità d'Italia. Nel 1984 dando piena attuazione all'art.8 della Costituzione, vennero stipulate con la Chiesa Valdese le prime Intese con le confessioni religiose diverse da quella cattolica. Ad oggi sono ben 13 le confessioni religiose che hanno Intese con lo Stato ed altre ci auguriamo possano essere firmate. La libertà religiosa e di coscienza sono valori fondamentali e irrinunciabili per un Paese democratico. Purtroppo ancora questi valori, sono troppo spesso insediati in varie parti del mondo».

Dal tempio di via Ivrea al Palazzo Lascaris il filo è lo stesso. Memoria e diritti. Chivasso celebra 150 e 75 anni di presenza valdese; il Piemonte istituzionalizza il 17 febbraio come data civile. Non è solo una coincidenza di calendario. È un richiamo preciso: le libertà non si ereditano per automatismo. Si conquistano, si difendono, si trasmettono. Anche partendo da qui. Anche da una comunità piccola che, nel silenzio dei numeri, continua a tenere acceso il significato di una firma del 1848.

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